MANAS – SORELLE

MANAS – SORELLE

Diretto dalla brasiliana Marianna Brennard, Manas – Sorelle affronta energicamente i temi della violenza di genere e dei soprusi domestici, e di un'emancipazione da ottenere, se necessario, con una risposta dura quanto l'offesa subita: il tutto collocato in una cornice ambientale insolita ed estrema. Già premiato nel 2024 alle Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema di Venezia, ora in sala con Black Light.

In Amazzonia, la rivolta delle “Amazzoni”

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Violenza di genere, soprusi domestici e un’emancipazione da ottenere, se necessario, con una risposta dura quanto l’offesa subita, tutto collocato peraltro in una cornice ambientale insolita ed estrema, sono gli elementi rappresentati energicamente e diremmo quasi febbrilmente in Manas – Sorelle, il film della brasiliana Marianna Brennand (già premio Kering – Women in Motion Emerging Talent a Cannes 2025) che ha finora ottenuto 42 premi in festival internazionali, tra cui nel 2024 quello delle Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema di Venezia.

Alla lusinghiera accoglienza del lungometraggio in giro per il mondo andrebbe aggiunta poi la lungimiranza di chi ha creduto, sin dall’inizio, alle potenzialità di tale progetto cinematografico. Il riferimento è naturalmente a coloro che hanno contribuito in prima persona a produrlo. Un importantissimo sostegno a livello produttivo, insomma, è quello giunto all’attrice e regista sudamericana da altri cineasti a dir poco “titolati”: il tre volte premio Oscar Sean Penn, il connazionale Walter Salles a sua volta Premio Oscar per Io sono ancora qui nel 2025 e i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne due volte Palma d’Oro a Cannes. Così, forte di un simile curriculum e di molteplici appoggi (tra le figure di successo che lo promuovono vi è anche Julia Roberts), il film della Brennand è da poco sbarcato nelle sale italiane, regolarmente distribuito da Black Light.

La genesi del progetto: dalla realtà alla finzione

Manas - Sorelle, una sequenza del film di Marianna Brennard
Manas – Sorelle, una sequenza del film di Marianna Brennard

Vi sono alcune circostanze, all’origine di Manas – Sorelle, che ci hanno fatto pensare a un film recentemente passato al Far East Film Festival di Udine, Deep Quiet Roomdel taiwanese Shen Ko-shan, tanto da suggerirci velatamente e in filigrana qualche riflessione sulla scelta, delicatissima, di come rappresentare violenze domestiche i cui strascichi sono inevitabilmente duraturi, profondi. Registicamente raffinato, essenziale e calibratissimo, il lavoro cinematografico di Shen Ko-shan ha messo a frutto, nell’ambito della finzione cinematografica, precedenti ricerche effettuate dal cineasta su traumi profondi maturati a Taipei in seno a differenti nuclei famigliari, ricerche che avrebbero dovuto concretizzarsi in un documentario su una questione tanto difficile da affrontare, ma che proprio per una forma di pudore e di riservatezza nei confronti delle vittime e del dolore da loro provato hanno preso poi un’altra strada.

Similmente Marianna Brennand ha optato per la fiction cinematografica solo dopo aver sondato altre possibilità. La genesi del lungometraggio risale risale infatti a una ricerca decennale condotta allo scopo di girare un documentario ambientandolo nei villaggi della foresta amazzonica e nell’isola di Marajó, avendo lei incontrato, proprio in tali luoghi, svariate donne più o meno giovani vittime di traumi a dir poco spaventosi sin dalla più tenera età: abusi sessuali all’interno della famiglia, sfruttamento dei loro corpi sulle chiatte commerciali che risalgono il Rio delle Amazzoni, altre forme di prevaricazione dovute spesso proprio all’isolamento umano e allo scarso rispetto delle più elementari regole del vivere civile. Fattori, questi, ampiamente riscontrabili in luoghi così sperduti e abbandonati a se stessi.

Le testimonianze allora raccolte hanno visto però un cambio di destinazione, giacché l’autrice ha voluto poi condensare le storie di quelle donne, cui nessuno aveva ancora prestato attenzione, in un lungometraggio di finzione tanto ammaliante sul piano visivo quanto duro e disturbante nei contenuti.

Un racconto torrido come l’ambiente tropicale e fluviale sua naturale cornice

Manas - Sorelle, un'immagine tratta dal film
Manas – Sorelle, un’immagine tratta dal film

Storia di un’infanzia violata, di un padre padrone e del desiderio che ha la protagonista di sottrarsi a una vita di continue prevaricazioni fisiche e psicologiche, Manas – Sorellepulsa assieme all’ambiente fluviale che fa da cornice al racconto, quella foce del Rio delle Amazzoni che rappresenta nella circostanza qualcosa di estremamente specifico, sia in quanto spaccato antropologico composto perlopiù da esistenze marginali che come ecosistema unico nel suo genere. Qui, accompagnati da una regia fluida, immersiva, in perfetta simbiosi con quel clima umido e appiccicoso, assistiamo alle scelte controcorrente di Tielle, tredicenne decisa a rompere il muro di omertà che ha segnato la sorte di tutte le donne della famiglia: la madre appare costantemente sottomessa, la sorella maggiore è scappata da tempo su una delle chiatte che solcano quelle acque, la sorella minore sembrerebbe già a rischio, tutto ciò perché un padre certamente in grado di procurare loro il cibo ma per il resto animalesco e brutale considera le figlie femmine “surrogati” della moglie, costringendole una dopo l’altra a oscene pratiche incestuose.

Dove troverà Tielle (impersonata da una straordinaria e ferina Jamilli Correa, qui all’esordio) la forza per dire no all’orco e interrompere quella catena di soprusi? Lo si scoprirà seguendo una narrazione cinematografica dalla tensione interna altissima. Laddove le vicende umane, così torbide, si fondono alla perfezione con le pareti verdi della foresta pluviale e con l’impressionante massa d’acqua che circonda l’isola di Marajó, descritta quale estremo lembo di terra in cui non mancano certo i presupposti di un forte isolamento culturale o stili di vita inclini alla morbosità. Considerata l’isola deltizia più grande al mondo, l’isola di Marajó è perciò lo sfondo ideale di un film in cui la maestosità della Natura e le miserie umane respirano assieme, ma a fatica, almeno fin quando la giovanissima protagonista non troverà il coraggio di spezzare quel ciclo, anche ricorrendo a soluzioni radicali, rischiose, definitive.

Locandina

Manas - Sorelle, la locandina italiana del film di Marianna Brennard
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Scheda

Titolo originale: Manas
Regia: Marianna Brennand
Paese/anno: Brasile, Portogallo / 2024
Durata: 101’
Genere: Drammatico
Cast: Dira Paes, Emily Pantoja, Enzo Maia, Fátima Macedo, Gabriel Rodrigues, Jamilli Correa, Rômulo Braga, Samira Eloá
Sceneggiatura: Marcelo Grabowsky, Marianna Brennand, Carolina Benevides, Antonia Pellegrino, Felipe Sholl
Fotografia: Pierre de Kerchove
Montaggio: Isabela Monteiro de Castro
Produttore: Walter Salles, Marianna Brennand, Simone Oliveira, Beto Gauss, Marcelo Maximo, Maria Carlota Bruno, Francesco Civita, Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Casa di Produzione: Pródigo Filmes, Fado Filmes, Inquietude, Globo Filmes, Canal Brasil
Distribuzione: Black Light Film

Data di uscita: 07/05/2026

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