ENVIDIOSA
Creata da Carolina Aguirre

Envidiosa, scritta da Carolina Aguirre e diretta da Gabriel Medina, è una dramedy argentina di Netflix in quattro stagioni che oscilla continuamente tra leggerezza e nevrosi, tra comicità un po’ sopra le righe e riflessioni esistenziali verosimili. Relazioni sentimentali e quotidianità sono viste attraverso gli occhi di Victoria Mori, protagonista che maschera fragilità e insicurezza con egocentrismo, atteggiamenti iperbolici e, soprattutto, invidia. Al centro di tutto la paura di restare soli e di non sentirsi davvero scelti.
La vita di una donna “invidiosa”
Envidiosa è una serie argentina in quattro stagioni, distribuita da Netflix tra il 2024 e il 2026, che vede al centro la vita di Victoria Mori (una strepitosa Griselda Siciliani), per gli amici Vicky. È una donna vicina ai quarant’anni che sente che la sua vita non stia prendendo la piega che vorrebbe. O che, forse, dovrebbe prendere. Dopo dieci anni di convivenza, si separa da Daniel, il suo fidanzato storico, che non tarda a rimpiazzarla con una giovane moglie brasiliana. Vicky lo ha lasciato perché lui non le aveva mai chiesto di sposarsi e costruire una famiglia insieme. Il tarlo che la porta in terapia dalla psicologa Fernanda è proprio questo: sposarsi e avere figli, come sembra fare la maggior parte delle persone attorno a lei. Questa ossessione per la “sistemazione a vita” la induce a vivere in uno stato di costante confronto con gli altri, con una certa invidia e, a volte, reazioni esagerate. Mentre amiche, conoscenti e persone attorno a lei sembrano costruire relazioni stabili e vite definite, Vicky si muove tra appuntamenti, relazioni complicate (come quella col suo capo Nicolàs) e continue crisi personali. Per fortuna c’è una persona che, al di là di Fernanda, continua ad aiutarla nelle sue problematiche, da quelle pratiche a quelle esistenziali.
La paura di restare soli

Envidiosa utilizza il tono della commedia un po’ sopra le righe per raccontare qualcosa di molto più amaro: il bisogno quasi ossessivo di sentirsi scelti dagli altri e la sensazione di essere rimasti indietro rispetto a una normalità che appare sempre più irraggiungibile. Perché il vero nucleo drammatico che accompagna Vicky da sempre è l’abbandono del padre in tenera età, motivo per cui la figura maschile sembra davvero il centro del mondo di una donna che teme costantemente di rimanere sola. Non è, quindi, solo il voler seguire dettami sociali, convenzioni e schemi di una presunta vita felice, tra matrimonio e figli, ma c’è molto di più. Dietro gli atteggiamenti iperbolici e irritanti di Victoria, infatti, si nasconde una paura profondissima: quella di non riuscire a trovare un posto stabile nella vita degli altri. La serie mostra molto bene quanto il desiderio di una relazione possa nascere non soltanto dall’amore, ma anche dalla necessità di sentirsi finalmente desiderati. Vicky vive continuamente nel confronto con le coppie che la circondano e trasforma ogni esperienza sentimentale in una continua e affannosa ricerca di equilibrio o in presunti fallimenti personali. L’insicurezza e la mancanza di autostima creano nella protagonista un filtro di egocentrismo e di autoreferenzialità, solo per la paura di essere invisibile agli occhi di qualcuno. La serie riesce, quindi, a raccontare con ironia, ma senza superficialità, un disagio estremamente contemporaneo: la difficoltà di sentirsi completi in una società che continua a misurare il valore delle persone anche attraverso la loro condizione sentimentale.
Essere se stessi come centro del vivere

Uno degli aspetti più interessanti di Envidiosa è il modo in cui mette continuamente in discussione l’idea della relazione perfetta come obiettivo assoluto della vita. Tutti i personaggi, in modi diversi, cercano approvazione, stabilità o conferme emotive, ma spesso finiscono per inseguire modelli di felicità costruiti più sullo sguardo degli altri che sui propri desideri reali. Ed è proprio qui che le loro esistenze iniziano a incrinarsi, riempiendosi di dubbi e di crepe che vanno oltre la sfera sentimentale. Ciò che progressivamente emerge nel corso delle quattro stagioni è che nessuna relazione può davvero colmare un vuoto personale se prima non esiste una forma di accettazione di sé. La serie suggerisce che la felicità non dipenda tanto dal raggiungimento di traguardi prestabiliti, quanto dalla consapevolezza delle proprie scelte e dalla capacità di capire cosa si desideri davvero, al di là delle aspettative sociali. Non a caso viene affrontato anche il tema del lavoro, osservandolo da due prospettive differenti: quella del prestigio e quella dell’attitudine personale. Vicky è attratta da uomini che incarnano successo, stabilità e riconoscimento sociale, valori che lei stessa rincorre. Tuttavia, con il passare del tempo, diventa evidente come la realizzazione professionale non possa limitarsi a dimostrare di “essere arrivati”, ma rappresenti piuttosto la costruzione di un’identità autonoma e consapevole. Essere se stessi, quindi, resta l’unica vera strada per vivere bene, concetto assolutamente non scontato non solo in Argentina, paese dal passato e presente difficili, ma in tutto il mondo. Se non si segue la propria natura, non si vivrà davvero la vita che si desidera costruire. Victoria è, sì, irritante, ma è anche un personaggio catartico: attraverso lei (e le sue sedute dalla psicologa) si compie un viaggio interiore che risulta, infine, liberatorio.
Stile, pregi e difetti

Envidiosa si distingue soprattutto per il suo stile spontaneo e profondamente umano, oltre a risultare coinvolgente nell’empatia che si crea tra i personaggi e il pubblico. A differenza di molte produzioni statunitensi più patinate e spesso inverosimili, la serie argentina mantiene una forte dimensione quotidiana fatta di dialoghi naturali, imbarazzi, nevrosi e personaggi volutamente imperfetti. Si assiste, soprattutto, alla descrizione di una generazione, quella dei quarantenni, divisa tra il seguire dettami sociali o le proprie vere aspirazioni, tra tradizione e desiderio di cambiamento. E si ride anche molto. Victoria è spesso irritante, iperbolica, eccessivamente impulsiva ed egocentrica, ma volutamente archetipica in tutte le sue contraddizioni. Ciò che, però, a volte fa scricchiolare la serie non è solo il suo atteggiamento, ma anche i toni concitati e a volte esagerati, specie per quanto riguarda il gruppo di amiche di Vicky e le numerose crisi personali di sua sorella Carolina. Qualche perplessità può nascere anche dal rapporto tra Victoria e la psicologa Fernanda, caratterizzato da una confidenza che talvolta appare eccessiva e che rischia di ridurre la distanza professionale tra terapeuta e paziente. Da segnalare, infine, un’ottima colonna sonora indie pop argentina, perfettamente integrata nell’atmosfera urbana e contemporanea della serie.
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Scheda
Titolo originale: Envidiosa
Creata da: Carolina Aguirre
Regia: Gabriel Medina, Fernanda Heredia
Paese/anno: Argentina / 2024, 2025, 2026
Genere: Commedia, Drammatico
Cast: Griselda Siciliani, Marina Bellati, Adrian Lakerman, Agustina Suasquita, Angélica Michelis, Benjamín Vicuña, Bárbara Lombardo, Carla Capretto, Carolina Hoyos, Dante Barbera, Esteban Lamothe, Julieta Cardinali, Lorena Vega, Macarena Paz, Martina Campos, María Abadi, Nicki Nicole, Olivia Rivadulla, Pilar Gamboa, Pilar Uribe, Susana Pampín, Ted Evans, Violeta Urtizberea, William Prociuk
Sceneggiatura: Carolina Aguirre, Agustín Aguirre, Sofía González Gil, Valeria Groisman
Fotografia: Federico Rivarés
Montaggio: Jimena García Molt, Laura Palottini, Mariana Quiroga, Natacha Valerga
Musiche: Juan Blas Caballero
Produttore: Adrián Kaminker, Adrián Suar
Casa di Produzione: Kapow
Distribuzione: Netflix
Data di uscita: 29/05/2026
