DUE SPICCI
Creata da Zerocalcare

Zerocalcare torna con una terza serie animata, Due spicci, come una sorta di completamento di una trilogia, iniziata con Strappare lungo i bordi e proseguita da Questo mondo non mi renderà cattivo. Si torna a parlare di tematiche autobiografiche, generazionali ed esistenziali, sulle aspettative sociali e familiari “tradite”, sui treni che passano e che non si prendono o che non passano proprio. Si parla anche di soldi che mancano, di scelte azzardate, di amicizie che prendono strade inaspettate e anche di violenza sulle donne. Molta carne al fuoco, senza mai pigiare l’acceleratore sull’eccesso, e anche una piccola dose di nostalgia e di citazioni, mai fini a se stesse.
Tra simbolici spicci, riflessioni generazionali, cultura pop e romanità
Con Due spicci, Zerocalcare (Michele Rech) torna all’animazione per Netflix, mantenendo tutti gli elementi che hanno reso riconoscibile il suo universo narrativo. Lo stile grafico resta fedele ai fumetti (seppure meno concitato e decisamente più rilassato), il linguaggio è quello diretto e immediato che caratterizza da sempre l’autore, mentre sono presenti numerose citazioni e riferimenti alla cultura pop degli anni Ottanta e Novanta, che fanno da contraltare alle tematiche presenti. La Roma popolare ma neanche troppo della sua Rebibbia (e non solo) continua a essere molto più di uno sfondo, ma una sorta di personaggio che si aggiunge ai già tanti che contornano la vita di Zerocalcare, ultraquarantenne alle prese coi debiti dell’amico Cinghiale, quello che ha fatto il passo grande, sposandosi, creando una famiglia e mettendosi in proprio. Se quest’ultimo, insieme al Secco (che nella serie giustificherà alcune assenze dal suo gruppo di amici con una grande e definitiva motivazione), è colui che ha, in un certo senso, rispettato i dettami sociali della “sistemazione”, Zero, Sarah e un’altra amica, Smeralda, si trovano continuamente ad affrontare problemi esistenziali, oltre a quelli pratici della quotidianità tipici dei Millennial. Presente in gran parte anche Armadillo, la coscienza di Zero, doppiato da uno stoico Valerio Mastandrea. Gli altri personaggi li doppia tutti Rech e la particolarità della serie è anche questa.
Arrivare a fine mese e la non felicità

Il titolo stesso della serie richiama immediatamente il tema economico. Attraverso le difficoltà di alcuni personaggi, Due spicci racconta una generazione che ha dovuto fare i conti con precarietà lavorativa, stipendi insufficienti e aspettative spesso disattese da se stessi o non all’altezza delle richieste della società. Il debito di Cinghiale è un pretesto narrativo nonché un punto di partenza per espandersi e riflettere sull’importanza o meno del denaro, motore del mondo capitalistico che, volenti o nolenti, affrontiamo quotidianamente. Ciò che interessa davvero a Zerocalcare è raccontare, attraverso il denaro, una generazione che continua a fare i conti con l’incertezza anche quando, sulla carta, dovrebbe essersi ormai “sistemata”. I Millennial hanno superato i trent’anni e tanti anche i quaranta, come Zerocalcare stesso, e si sentono investiti di responsabilità non richieste o, meglio, non sempre cercate. Perché la vera felicità può passare attraverso tanti aspetti; il problema è il non sapere quali. Il denaro, quindi, non viene presentato soltanto come un problema pratico, ma come qualcosa che influenza profondamente le relazioni, l’autostima e la percezione del proprio posto nel mondo. In un’epoca in cui molti quarantenni si trovano ancora a rincorrere una stabilità che sembrava scontata per le generazioni precedenti, la serie riesce a cogliere una fragilità in cui potersi riconoscere.
Amore e violenza di genere

Tra i temi affrontati in Due spicci emergono anche quello dell’amore non corrisposto (o, meglio, potenzialmente corrisposto, ma mai davvero dichiarato) e della violenza sulle donne. Zero ospita, su richiesta di Sarah, un’amica di quest’ultima, Smeralda, che però è una ragazza che a lui piaceva vent’anni prima, ma a cui non era mai riuscito a dichiararsi. Il motivo di questa sistemazione momentanea a casa sua è dovuto all’attuale situazione personale di Smeralda, vittima di violenza da parte del fidanzato, coinvolto anche nella faccenda del debito di Cinghiale. Queste tematiche, amore e violenza, si compenetrano e si scontrano al contempo, perché l’amore non è violenza e con quest’ultima non si risolvono le problematiche individuali. Ma non sono nemmeno il non aprirsi e il timore del rifiuto a tracciare un varco verso l’amore. Zerocalcare, infatti, sceglie di non trasformare questi aspetti in un semplice espediente narrativo, ma di mostrarne le conseguenze umane e psicologiche. Attraverso il personaggio di Smeralda si parla di amore, ma anche delle sue derive malsane, dei maltrattamenti nonché del persistente senso di impotenza di chi osserva dall’esterno relazioni tossiche e ai limiti. Ne emerge un racconto che evita facili semplificazioni, così come la retorica e la superficialità.
Tra denuncia e introspezione

Al di là delle singole vicende, Due spicci è come se tracciasse un grafico, in cui le tematiche scendono con una retta verticale e la continua introspezione come retta orizzontale. Perché se le varie situazioni, le problematiche, le azioni così come gli exploit sono, per ammissione stessa di Rech, versioni piuttosto romanzate della sua vita, ciò che invece è vero è il sentire interiore. Sembra, quindi, che ci si interroghi soprattutto sul passaggio all’età adulta e sullo spaesamento che si avverte dentro di sè. I protagonisti non sono più ragazzi, ma non sempre si sentono davvero arrivati. Amicizie che cambiano, progetti che non si sono realizzati come previsto, strade che si separano, così come nuove responsabilità diventano il terreno su cui la serie costruisce la propria riflessione più forte, anche malinconica. Zerocalcare, dopo la parentesi socio-politica di Questo mondo non mi renderà cattivo, torna a parlare della sua generazione, che si guarda dentro tra nostalgia e incertezze, tra il ricordo di un passato sicuro (e di cura familiare) e un presente a cui non si riesce a restituire ciò che si è ricevuto; non nel senso materiale, ma in termini di felicità e realizzazione. Se una generazione di genitori ha fatto il possibile per crescere i figli nel benessere, quei figli sentono di non aver, invece, costruito nulla di significativo. Cosa che non è essenzialmente vera, ma è percepita fortemente e caratterizza un po’ tutto il sentire dei Millennial. Ciò che funziona, quindi, è che sembra che Zero non parli solo di se stesso, ma anche di chi guarda la serie e se ne sente, in qualche modo, partecipe.
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Scheda
Titolo originale: Due spicci
Creata da: Zerocalcare
Regia: Zerocalcare
Paese/anno: Italia / 2026
Genere: Commedia, Drammatico, Animazione
Cast: Valerio Mastandrea, Zerocalcare
Sceneggiatura: Zerocalcare
Musiche: Giancane
Produttore: Davide Rosio, Giorgio Scorza
Casa di Produzione: Movimenti Production, Netflix Animation, Doghead Productions
Distribuzione: Netflix
Data di uscita: 27/05/2026
