FUZE – CONTO ALLA ROVESCIA
David Mackenzie costruisce con Fuze – Conto alla rovescia un thriller a forte impatto concettuale, fondato su una premessa semplice ma efficace: una bomba inesplosa nel cuore di Londra innesca un intreccio tra disaster movie e heist film. Il risultato è un’opera solida e spesso riuscita, soprattutto nella prima parte, dove messa in scena e montaggio lavorano con precisione nel costruire tensione. Il film mostra però i suoi limiti quando si allontana dall’idea iniziale, con una serie di colpi di scena e rivelazioni che complicano la struttura più che potenziarla, riducendo anche l’efficacia dei personaggi. Quello di Mackenzie resta così un thriller ben costruito e realizzato bene tecnicamente, ma che rinuncia progressivamente alla chiarezza della sua premessa in favore di una complessità narrativa non sempre necessaria.
Una miccia a lenta combustione
Con Fuze – Conto alla rovescia, David Mackenzie torna al thriller contemporaneo costruendo un dispositivo narrativo tanto semplice quanto efficace: nel cuore di Londra viene rinvenuta una bomba inesplosa della Seconda guerra mondiale, e la conseguente evacuazione dell’area ad opera di esercito e polizia (capitanati rispettivamente da Aaron Taylor-Johnson e Gugu Mbatha-Raw) finisce per incrociarsi con il piano di una banda criminale (Sam Worthington, Shaun Mason, Nabil Elouahabi) intenzionata a compiere una rapina approfittando del caos . Due linee narrative parallele, il disaster movie a tempo e l’heist film urbano, si intrecciano quindi in un meccanismo che nella prima parte funziona molto bene. La pellicola, nata dalla sceneggiatura di Ben Hopkins, si inserisce in un percorso coerente nella filmografia di Mackenzie, che negli anni ha esplorato il thriller e il cinema di genere con opere come Young Adam (2003) e Hell or High Water (2016), fino a titoli più recenti come Il ribelle – Starred Up (2013) e Outlaw King – Il re fuorilegge (2018).
Sotto lo spazio urbano

David Mackenzie dimostra ancora una volta la sua abilità nel costruire suspense attraverso chiarezza e controllo della messa in scena: l’evacuazione della città, le procedure degli artificieri e la preparazione del colpo criminale si alternano con precisione, generando una tensione costante. In questo senso, alcuni momenti richiamano per rigore e attenzione alle procedure operative The Hurt Locker (2008) diKathryn Bigelow, pur senza raggiungerne l’intensità immersiva o il focus psicologico sui personaggi. La Londra svuotata diventa uno spazio sospeso e inquietante, un palcoscenico ideale per un thriller che trova nella gestione dell’attesa la sua arma migliore. Uno degli aspetti più interessanti del film è infatti il modo in cui la sua premessa finisce per evocare una riflessione più ampia sulla città contemporanea come spazio della minaccia permanente. La bomba inesplosa non è soltanto un espediente narrativo, ma il segno concreto di un passato che continua a sopravvivere sotto la superficie del presente. In questo senso Fuze – Conto alla rovescia riprende il racconto dell’ambiente urbano come un organismo fragile, attraversato da pericoli invisibili che possono emergere all’improvviso e interrompere la normalità quotidiana. Mackenzie non approfondisce davvero queste implicazioni, preferendo utilizzarle come motore della suspense, ma è proprio questa suggestione a conferire al film una dimensione più interessante di quella del semplice thriller criminale.
Troppi ingranaggi

Prima ancora che la rapina entri nel vivo, è quindi la vulnerabilità dello spazio urbano a generare il senso di inquietudine più efficace. Fuze – Conto alla rovescia mostra però i propri limiti quando decide di allontanarsi dalla forza della sua idea iniziale. La svolta principale arriva relativamente presto, e da quel momento la narrazione si affida sempre più a una serie di colpi di scena, doppi giochi e rivelazioni che finiscono per complicare inutilmente il racconto. Il ritmo resta sostenuto e l’intrattenimento non viene mai meno, ma più la trama si stratifica, più emerge una sensazione di artificiosità che penalizza lo sviluppo dei personaggi e presenta alcune svolte che richiedono una sospensione dell’incredulità non trascurabile. Il lungo flashback conclusivo, pensato per riorganizzare retroattivamente gli eventi e chiarire le motivazioni dei protagonisti, appare poi più esplicativo che realmente rivelatorio, finendo per smorzare parte dell’energia accumulata.
Solido… ma non incisivo

Nonostante questi limiti, Fuze – Conto alla rovescia resta un thriller solido e spesso coinvolgente. Mackenzie dirige con sicurezza, mantiene sempre chiara la geografia dell’azione e riesce a sostenere la tensione anche quando la sceneggiatura tende a complicarsi oltre il necessario. Ciò che manca è quel salto qualitativo che avrebbe permesso al film di trasformare la forza della sua premessa in qualcosa di davvero memorabile. L’idea di partenza è eccellente, l’esecuzione è competente e il risultato intrattiene con continuità, ma il film rinuncia progressivamente proprio a ciò che lo rendeva più interessante. Resta così un’opera di genere ben costruita e decisamente godibile, capace di tenere alta l’attenzione fino ai titoli di coda, ma non abbastanza incisiva da lasciare un segno duraturo. Una bomba esplosa non completamente.
Locandina

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Scheda
Titolo originale: Fuze
Regia: David Mackenzie
Paese/anno: Regno Unito / 2025
Durata: 98’
Genere: Azione, Thriller
Cast: Gugu Mbatha-Raw, Sam Worthington, Aaron Taylor-Johnson, Alexander Arnold, Saffron Hocking, Theo James, Naveed Khan, Robert James Smith, Atul Sharma, Elham Ehsas, Honor Swinton Byrne, Iain Fletcher, Laurie Duncan, Luke Mably, Nabil Elouahabi, Richa Prakash, Samuel Oatley
Sceneggiatura: Ben Hopkins
Fotografia: Giles Nuttgens
Montaggio: Matt Mayer
Musiche: Tony Doogan
Produttore: Danny McGrath, David Mackenzie, Gillian Berrie, Callum Grant, Poppy Steel, Sébastien Raybaud
Casa di Produzione: Sigma Films, Anton
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 17/06/2026

