RICCHI… DA MORIRE – DELITTI IN FAMIGLIA

RICCHI… DA MORIRE – DELITTI IN FAMIGLIA

Una commedia nerissima, Ricchi... da morire – Delitti in famiglia, secondo lungometraggio di John Patton Ford: sullo sfondo un conflitto sociale che acquista sempre maggior spazio e che si perde gradualmente in un film incentrato sulla vendetta sistemica. Ben recitato da tutto il cast, ma già visto.

Di ingiustizie e di vendette

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Se oltre al classico del cinema Sangue blu (1949) di Robert Hamer, questo Ricchi… da morire – Delitti in famiglia ricorda vagamente anche il ben più leggero Come ammazzare il capo e vivere felici (2011) di Seth Gordon, possiamo dire che avrebbe dalla sua atmosfere thriller ben calibrate, oltre a un autentico interesse per le ingiustizie sociali, che nello script trovano inizialmente largo spazio e sfogo. Tuttavia, dopo un incipit promettente con un bravissimo Glen Powell nei panni del protagonista Becket Redfellow – orfano di madre rifiutato totalmente dal nonno e dai parenti milionari – lo spunto sociale e familiare va a scemare in uno dei tanti film di vendetta già visti. John Patton Ford riuscirà comunque a confezionare una buona opera seconda, che però ricorderemo più per la bravura del cast e per l’aspetto cinico e dissacrante, piuttosto che per una qualche incisività in sede di sceneggiatura e regia.

La crudeltà familiare

Ricchi... da morire - Delitti in famiglia, Glen Powell in un momento del film
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia, Glen Powell in un momento del film

Vediamo da vicino la trama. Il nostro Becket perde giovanissimo la madre single, che muore di malattia a causa della negligenza dei parenti milionari, i quali l’avevano cacciata di casa per aver deciso di proseguire la gravidanza in giovane età. Tuttavia, il ragazzo, respinto nuovamente dai familiari dopo la morte della madre, è ben consapevole di essere uno degli eredi della smisurata fortuna dei Redfellow.

Per lungo tempo, Becket finge quasi di non ricordarsene, guadagnandosi onestamente da vivere in una boutique in città finché – improvvisamente – verrà licenziato su due piedi, senza alcun motivo se non quello di far spazio al parente raccomandato del suo capo. Questa la goccia che farà traboccare il vaso di una vita di soprusi subiti ingiustamente.

La voce narrante e l’assassino: un ottimo cast per una prova articolata

Ricchi... da morire - Delitti in famiglia, Margaret Qualley in una foto del film
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia, Margaret Qualley in una foto del film

C’è in questo Ricchi… da morire – Delitti in famiglia un doppio registro: quello del Becket carcerato che “confessa” la vera storia al prete giunto prima della sua condanna a morte, e quella del Becket che ha agito il piano, venendo anch’egli infine manipolato dalla vecchia compagna di scuola Julia (Margaret Quelley), femme fatale che – a differenza dello sfortunato protagonista – non ha alcun motivo di rivalsa, se non un innato istinto per gli “affari”.

Come dicevamo in apertura, il maggior pregio del film è forse quello di essere davvero ben recitato, con un cast di eccezione che si muove sul confine tra black comedy, noir e thriller; nonostante alcuni elementi dello script siano da subito facilmente deducibili o intuibili, una serie di colpi di scena riusciranno infatti a tenere sempre lo spettatore incollato, oltre alla giusta dose di humour amaro, che – va da sé – soddisferà solo alcuni palati.

Chiaramente la parte centrale del film sarà quella dei numerosi omicidi in sequenza e della loro ideazione, intervallata da rimorsi, ripensamenti e indecisioni tra un punto e un altro e sull’interrogativo cardine di tutto il film: quando fermarsi?

Questo Ricchi… da morire – Delitti in famiglia avrebbe potuto essere una riflessione sui divari sociali ed economici che stanno emergendo in un contesto di disumanizzazione latente e progressiva; tuttavia John Patton Ford sceglie qui di giocare sul sicuro e sul già visto, regalando allo spettatore un divertimento amaro e un racconto vicino al noir. Meritevole, ma poco originale.

Locandina

Ricchi... da morire - Delitti in famiglia, la locandina italiana del film
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Scheda

Titolo originale: How to Make a Killing
Regia: John Patton Ford
Paese/anno: Francia, Regno Unito / 2026
Durata: 105’
Genere: Commedia, Drammatico, Thriller
Cast: Glen Powell, Jessica Henwick, Bill Camp, Margaret Qualley, Ed Harris, Nell Williams, Zach Woods, Grady Wilson, James Frecheville, Martin Munro, Adrian Lukis, Aidan Scott, Alex Riley, Caellai-Joshua Hector, Damien Wantenaar, Derek Griffin, Ella Judes, Emily Bruce, Jamie Nelson, Jock Kleynhans, Lisa Tredoux, Maggie Toomey, Natasha Mayet, Natasha Nova, Nathan Roberts, Raff Law, Roxanne Prentice, Scarlett Van Rensburg, Sean C. Michael, Tomas Pais
Sceneggiatura: John Patton Ford
Fotografia: Todd Banhazl
Montaggio: Harrison Atkins
Musiche: Emile Mosseri
Produttore: Tebogo Maila, Daniel Hank, Adam Friedlander, Sudie Smyth, Gail McQuillan, Graham Broadbent, Peter Czernin
Casa di Produzione: StudioCanal, Blueprint Pictures
Distribuzione: Lucky Red

Data di uscita: 17/06/2026

Trailer

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Appassionata di filosofia con un’attenzione particolare rivolta alla storia delle religioni, all’antropologia e alla diverse forme d’arte, si è specializzata in pratiche filosofiche nel 2018, presso la SUCF di Roma. Come giornalista si occupa di cultura, cinema, politica e attualità.

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