IL BACIO DELLA DONNA RAGNO

IL BACIO DELLA DONNA RAGNO

Più un adattamento del musical del 1992 che un remake del film omonimo di Héctor Babenco, Il bacio della donna ragno di Bill Condon è un'opera sontuosa, un tripudio di colori, musica e romanticismo che ha forse l'unico limite di lasciare in secondo piano la componente più strettamente politica della storia.

Tra amore e politica, torna la Donna Ragno

Pubblicità

Ne ha fatta di strada, dalla sua prima pubblicazione nel 1976, il celebre romanzo di Manuel Puig, Il bacio della donna ragno; dal cinema a Broadway e nuovamente al cinema, la storia di Luis Molina e Valentin Arregui ha una potenza narrativa e simbolica sempre viva ed attuale, quale che sia la forma prescelta per raccontarla.

La sua prima trasposizione cinematografica è del 1985, per la regia di Héctor Babenco, con un eccezionale William Hurt nel ruolo di Luis Molina, ruolo che gli valse l’Oscar per il miglior attore ed il premio per la migliore interpretazione maschile al 38° Festival di Cannes; ambientato in un indefinito paese dell’America Latina (girato, come si evince finanche da alcuni particolari, in Brasile), narra della peculiare amicizia tra l’omosessuale Luis Molina, condannato a otto anni di reclusione per aver avuto un rapporto con un minore, e il rivoluzionario marxista Valentin Arregui (interpretato da Raúl Juliá). Agli antipodi per inclinazione e carattere, attraverso i racconti appassionati di Molina dei film da lui amati (in particolare quel Il bacio della donna ragno, che dà il titolo al film, che prende vita sullo schermo interpretata da Sonia Braga) trovano un linguaggio comune e una intesa tanto profonda quanto inattesa.

La leggerezza del musical

Il bacio della donna ragno, Tonatiuh e Jennifer Lopez danzano in una scena del film
Il bacio della donna ragno, Tonatiuh e Jennifer Lopez danzano in una scena del film

Babenco dona alla sua opera una intensità che i successivi adattamenti trasformano in leggerezza, esplorando non tanto il substrato politico quanto la libertà, l’amore, l’identità, divenendo un vero e potente simbolo queer. Dopo il suo debutto ufficale nel West End di Londra nel 1992, la trasposizione in musical de Il bacio della donna ragno, scritta da John Kander (musiche) e Fred Ebb (testi), con libretto di Terrence McNally, approda a Broadway l’anno successivo: è un vero trionfo di pubblico e critica, con oltre novecento repliche e sette Tony Awards vinti nel 1993. La pellicola girata da Bill Condon è un adattamento cinematografico di quest’ultimo, risultando quasi “un altro film” se paragonato a quello di Babenco; riprende musica e testi di Kander ed Ebb, affidandone l’interpretazione a una spettacolare Jennifer Lopez nei triplici panni della Diva del cinema Ingrid Luna (La Luna) venerata da Molina, del suo personaggio più noto, Aurora (la protagonista del film da lui preferito, Il bacio della donna ragno appunto) e della stessa Donna Ragno, affiancata da un credibile Diego Luna (Valentin e il fotografo Armando, amato da Aurora) e da un appassionato (e poco noto) Tonatiuh, che risplende nel ruolo principale di Molina (e anche interprete di Kendall, assistente gay di Aurora).

La Donna Ragno di Lopez, Luna e Tonatiuh

Il bacio della donna ragno, Tonatiuh e Diego Luna in una scena del film
Il bacio della donna ragno, Tonatiuh e Diego Luna in una scena del film

Il bacio della donna ragno di Bill Condon è un musical strepitoso visivamente, con una alternanza di colori realtà della cella/immaginario del film che ne esalta coreografie, costumi, musica ed interpetazioni. Il regista ambienta il suo film nell’Argentina del 1983, al canto del cigno del regime noto come “Processo di Riorganizzazione Nazionale”, iniziato col il colpo di stato del generale Jorge Rafael Videla, che governò direttamente dal 1976 al 1981 per poi essere sostituito da altri membri della giunta militare; nel giro di pochi mesi (da maggio, quando Molina viene spostato tra i prigionieri politici e messo in cella con Arregui, alle elezioni di ottobre, che segnarono la fine della dittatura e la liberazione dei prigionieri politici) vediamo la trasformazione del paese ma anche quella dei due protagonisti, che imparano a conoscersi, rispettarsi, amarsi. Tuttavia la politica rimane sullo sfondo, fatta eccezione per le torture in prigione, il tragico destino di Molina e l’iconica (ma abbastanza surreale) scena finale; quel che diviene centrale, nella trasposizione cinematografica di Condon, è la potenza visiva, musicale e coreografica del film nel film: nella saturazione del colore rosso nel Technicolor tipica dei film anni Quaranta, la Lopez incanta tra canto e ballo sulle note di Kander e con la coreografia del celebre Sergio Trujillo, vestita con i costumi sfavillanti opera di Colleen Atwood e Christine L. Cantella, dando alla parte immaginifica la preponderanza sulla cruda realtà del carcere. I suoi comprimari Luna e Tonatiuh, nel racconto/leggenda della Donna Ragno non rubano la scena alla star, riprendendosela poi nell’intimità della piccola cella, nell’evolversi del loro rapporto, molto più esplicito (ma patinato) di quanto abbia osato Babenco nel 1985.

Un musical patinato e tecnicamente perfetto

Il bacio della donna ragno, Jennifer Lopez in una scena del film
Il bacio della donna ragno, Jennifer Lopez in una scena del film

L’opera di Bill Condon risulta tecnicamente perfetta, con interpreti eccellenti (da citare anche l’ottimo corpo di danza che affianca la Lopez), un musical che porta sullo schermo le intenzioni e l’intensità dello spettacolo teatrale, inebriando i sensi di vista e udito, in un tripudio di amore e lustrini; amore eterosessuale ed amore gay, amore per il cinema e lo spettacolo in senso lato; quel che resta offuscato dalle perline a baldacchino e dall’energia e vivacità dei colori, dei costumi e della musica, è il substrato politico, che risulta a tratti poco realistico e troppo patinato, soprattutto se paragonato al film di Babenco. A tal proposito, giova precisare che Il bacio della donna ragno raccontato da Molina nel 1985 fa chiaro riferimento a un film di propaganda nazista, utilizzando la metafora con la dittatura del periodo, mentre lo stesso film narrato dal Molina di Tonatiuh è più articolato e sentimentale, intriso di una leggenda oscura e romantica che vede la Donna Ragno protettrice della comunità in cambio di un sacrificio d’amore.

Il bacio della donna ragno, la locandina italiana del film di Bill Condon
Pubblicità

Scheda

Titolo originale: Kiss of the Spider Woman
Regia: Bill Condon
Paese/anno: Stati Uniti, Messico / 2025
Durata: 128’
Genere: Drammatico, Musicale
Cast: Diego Luna, Jennifer Lopez, Bruno Bichir, David Turner, Fabio Aste, Alejandro Ernesto Balbis Ortíz, Aline Mayagoitia, Augusto Gordillo, Daniel Velasquez, Eduardo Ramos e con: Michael Winther, Federico Repetto, Federico Salles, Graciela Daniele, Josefina Scaglione, Linda Mugleston, Lucas Barreiro, Lucila Gandolfo, Mark Pettograsso, Noemí Frenkel, PJ Adzima, Sebastian Silver, Sebastián Slepovich, Thomas Canestraro, Tonatiuh, Tony Dovolani
Sceneggiatura: Bill Condon
Fotografia: Tobias A. Schliessler
Montaggio: Brian A. Kates
Musiche: John Kander
Produttore: Tom Kirdahy, Barry Josephson, Greg Yolen
Casa di Produzione: Josephson Entertainment, 1000 Eyes, Nuyorican Productions, Artists Equity
Distribuzione: Eagle Pictures

Data di uscita: 18/06/2026

Trailer

Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.