L’INVERNO PIÙ DURO

L’INVERNO PIÙ DURO

Diretto da Þórður Pálsson, The Damned (in Italia L'inverno più duro) è un horror atmosferico, umbratile, adagiato su paesaggi innevati e banchi di nebbia, sorretto da un senso dell'orrore sedimentato nella cattiva coscienza di un'intera comunità.

Sensi di colpa e angoscia in una landa gelida

Pubblicità

Specie nelle cinematografie dell’Europa settentrionale l’horror si manifesta, periodicamente, nelle vesti di un classica produzione in costume, tesa a parafrasare i fatti di sangue, gli orrori o più semplicemente le paure di secoli passati.

Dovessimo fare un nome in particolare, sarebbe tra tutti quello del finnico Antti-Jussi Annila, eclettico cineasta già autore di un wuxia anomalo e legato a una peculiare tradizione epica quale poteva essere Jade Warrior (Jadesoturi, 2006) , il quale nel 2008 andò ad inventarsi addirittura uno ieratico film dell’orrore, Sauna, ambientato alla fine del sedicesimo secolo in Carelia, laddove al confine con l’Impero Russo due soldati del Regno di Svezia, rei di aver commesso un misfatto terribile ai danni di una fanciulla del posto, si ritrovavano a scontare i loro peccati in un misterioso villaggio, descritto quasi in stile J-Horror, con una leggendaria sauna nel bosco a fare da epicentro di inquietudini mistiche, scioccanti rivelazioni e conseguenti castighi.

Per certi versi analogo è il mood di The Damned (L’inverno più duro), il film di Þórður Pálsson, che qualche riscontro positivo lo ha ottenuto soprattutto, a livello di pubblico, su piattaforme come Netflix. Pure qui abbiamo infatti crimini ai danni dei più deboli, paranoie, sensi di colpa, implacabili giudizi metafisici e inquieti paesaggi nordici, che fanno da degna cornice alla vicenda narrata. Il paesaggio è però ancora più particolare, nella fattispecie, trattandosi di quello islandese. E se oggi siamo abituati a considerare l’Islanda una nazione ospitale, ricca di comfort, ben organizzata sul piano sociale, il fatto che Þórður Pálsson abbia scelto per l’ambientazione del suo film una zona costiera dell’isola popolata soltanto, nell’Ottocento, da uno sparuto nucleo di pescatori, rimanda a un contesto antropologico assai diverso: per secoli l’Islanda è stata infatti una terra povera di risorse, con pochissimi agi, dove le intemperanze del clima e l’isolamento potevano rendere difficile, a volte, persino la sopravvivenza.

Nella terra del ghiaccio e del fuoco

L'inverno più duro, Rory McCann, Odessa Young, Mícheál Óg Lane e Turlough Convery in un momento del film
L’inverno più duro, Rory McCann, Odessa Young, Mícheál Óg Lane e Turlough Convery in un momento del film

In The Damned (L’inverno più duro), le cui coordinate spazio-temporali come si accennava poc’anzi rimandano all’Islanda del diciannovesimo secolo, è proprio l’estrema penuria di scorte alimentari a spingere una piccola comunità di pescatori verso quell’atto cinico, empio, in parte determinato da fondati timori sulle proprie possibilità di sopravvivere al lungo inverno: ossia non soccorrere i naufraghi di una nave, affondata all’imbocco del fiordo in cui si trova il loro insediamento.

Una delle povere vittime, però, è destinata a trasformarsi in “Draugr”, creatura non morta della mitologia norrena che è solita perseguitare i viventi, specie se coinvolti in qualche misura nella scomparsa del soggetto in questione, attraverso una serie di manifestazioni talora psichiche e in altri casi anche di natura fisica.

Horror atmosferico, umbratile, il lungometraggio firmato da Þórður Pálsson si adagia malinconicamente su paesaggi innevati e banchi di nebbia, che a un occhio cinefilo possono suggerire Fog di Carpenter quale referente più immediato, per porre poi in risalto le reazioni individuali a quella tragedia, ormai in procinto di colpire l’intera comunità: dalla protagonista Eva che per proteggere il futuro della sua gente aveva scelto di non accendere quei fuochi che avrebbero consentito ai naufraghi di orientarsi e mettersi in salvo, fino alla più anziana Helga, che conserva memoria degli ancestrali culti pre-cristiani, passando naturalmente per ogni singolo uomo del villaggio; quelli più rudi e pragmatici, come anche quelli comprensibilmente spaventati dal soprannaturale.

Una cappa oppressiva di terrore, ma pochi spaventi

L'inverno più duro, Odessa Young in una foto del film
L’inverno più duro, Odessa Young in una foto del film

Ciò che resta realmente impresso del film di Þórður Pálsson è il dilemma morale, quel senso di colpa così presente in Eva ma condiviso anche da altri, che pare spalancare le porte ad espressioni del maligno rapportate per gran parte della narrazione a qualche presenza spettrale, ma riconducibili specie verso l’epilogo a un orrore più profondo, un orrore ben sedimentato nella coscienza della protagonista e di chi le sta vicino. Il finale, per quanto non perfettamente introdotto nella linea narrativa, è in tal senso esemplare.

Ne consegue che lo spettatore resti avviluppato alle intime paranoie e alle altre suggestioni di un plot che ha nel sinistro paesaggio costiero dell’isola un degno contrappunto, mentre le apparizioni della creatura riemersa dall’oltretomba o altri elementi più propriamente orrorifici stentano a lasciare il segno, in quanto troppo convenzionali e poco efficaci, sul piano dello spavento nudo e crudo. Sicché quella diffusa cappa di angoscia, ben supportata dalla cupa colonna sonora, finisce per dominare il mood del racconto di The Damned (L’inverno più duro), molto più di quanto riescano a fare le malevole apparizioni del Draugr.

Locandina

L'inverno più duro, la locandina originale del film
Pubblicità

Gallery

Scheda

Titolo originale: The Damned
Regia: Thordur Palsson
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti, Belgio, Islanda, Irlanda / 2024
Durata: 89’
Genere: Horror
Cast: Odessa Young, Rory McCann, Turlough Convery, Joe Cole, Andrean Sigurgeirsson, Arnar Máni Iansson Gray, Francis Magee, Guillermo Uria, Lewis Gribben, Mícheál Óg Lane, Siobhan Finneran
Sceneggiatura: Jamie Hannigan
Fotografia: Eli Arenson
Montaggio: Tony Cranstoun
Musiche: Stephen McKeon
Produttore: John Keville, Kamilla Kristiane Hodøl, Émilie Jouffroy, Conor Barry, Tim Headington, Theresa Steele Page
Casa di Produzione: Netop Films, Elation Pictures, Ley Line Entertainment, Wild Atlantic Pictures
Distribuzione: Netflix

Data di uscita: 10/04/2026

Trailer

Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.