COYOTE VS. ACME
di Dave Green

Dopo Space Jam del 1996 i Looney Tunes tornano finalmente sul grande schermo con una storia originale dello scrittore Ian Frazier del 1990. Dopo lunghe vicissitudini produttive, bizzarre e altalenanti, Coyote vs. Acme di Dave Green non solo incuriosisce, ma regala un ritorno entusiasmante dei cartoons della Warner Bros.: il cinismo qui non è mai fuori luogo, ma è perno di un’efficace satira sociale in un film brillante, tecnicamente impeccabile e inaspettatamente tenero.
La legal comedy dei Looney Tunes
Non avremmo mai pensato di commentare una legal comedy cinematografica brillante con protagonista Willy il Coyote: chi scrive, fino a qualche anno fa, l’avrebbe ritenuta una possibilità remotissima. E invece, Coyote vs. Acme di Dave Green – prendendo spunto dalla geniale storia del 1990 dello scrittore Ian Frazier (The New Yorker) – confeziona un lungometraggio innovativo e allo stesso tempo fedelissimo al DNA degli storici e amati Looney Tunes, famosi per il loro cinismo spietato e per unaslapstick comedy dell’assurdo (in cui si può morire e resuscitare in meno di 2 secondi).
Nonostante vi siano maggiori eco rispetto al Chi ha incastrato Roger Rabbit? (1988)nato dalla collaborazione tra Amblin e Disney, piuttosto che verso l’operazione di Space Jam (1996) di Looney Tunes e Warner Bros., questo Coyote vs. Acme dimostra di essere una creatura artisticamente originalissima e – probabilmente – uno dei film di animazione/tecnica mista migliori degli ultimi anni. Prima di spiegarne le ragioni vediamo rapidamente la trama.
Willy e una causa legale per i cartoons

Willy il Coyote continua – come sempre – a dare la caccia a Beep Beep (nell’impostazione classica che tutti conosciamo); a un certo punto, dopo l’ennesimo dei tanti fallimenti, nel predatore scatta una scintilla. Viene infatti raggiunto casualmente dalla pubblicità dello studio legale di Kevin (Will Forte), il quale fonda il suo business sul risarcimento di piccoli danni causati dalla Acme,ovvero quella stessa azienda che produce tutti i prodotti utilizzati dal nostro Willy (e sulla cui sigla probabilmente nessuno spettatore si era soffermato nella sua infanzia). Da qui inizierà l’avventura del Coyote in tandem con l’avvocato Kevin, che all’inizio sarà alquanto reticente nel volersi mettere contro un’azienda multimilionaria quale la Acme, vista la natura del suo piccolo studio. Tuttavia – spinto avanti dalla più giovane nipote Paige (Lana Condor),nonché dalla notevole caparbietà di Willy – il nostro avvocato inizierà la causa più grande e sconvolgente della sua intera carriera.
Tecnica mista ed originalità narrativa

Ci sono diversi piani di lettura in questo film esilarante, tenero e molto satirico. Partiamo dal piano tecnico; come dicevamo, Coyote vs. Acme è un film in tecnica mista che – invece di utilizzare una massiccia CGI come nei cinecomics o nei live action classici – mantiene il profilo 2D dei classici cartoni Looney Tunes, affiancandolo alla realtà filmica in un’operazione tecnicamente sofisticata. Non solo: questa scelta amplifica la potenza narrativa del film per diverse ragioni. Tutti sappiamo come la caratteristica saliente dei Looney Tunes sia una slapstick comedy cinica e spietata in cui i diversi protagonisti sono vittime o esecutori di scherzi crudelissimi che nella realtà sarebbero empiricamente del tutto impossibili e/o letali.
Marcare visivamente e concettualmente la differenza tra il mondo dei cartoon e quello “normale” degli umani serve, da un lato, a enfatizzarne la peculiarità e le differenze, mentre dall’altro, è funzionale al racconto della causa legale Acme, basato proprio sui torti inflitti dagli umani dell’Acme al mondo dei cartoons. In tal senso, Willy, Daffy Duck e Titti (che ritroveremo nel corso del lungometraggio) saranno vittime di un’importante discriminazione sociale; questa visione narrativa geniale, che fa molto sorridere, farà anche riflettere sul sistema delle corporations e sulla giustizia intesa in senso largo – quindi come giustizia sociale, economica e – naturalmente – legale.
L’animazione come ricerca

Vista l’originalità, la sofisticatezza e l’acume di questo Coyote vs. Acme in molti ci stiamo chiedendo come mai la Warner Bros. – storica casa madre dei Looney Tunes – avesse deciso di non distribuire questo film, poi fortunatamente acquistato dalla casa indipendente Ketchup Entertainment (e distribuito in Italia da Lucky Red). In una sinfonia perfetta tra i cartoons – compare anche l’immancabile Bugs Bunny – e il cast degli attori, vincente risulta la sintonia tra Will Forte e l’antagonista Buddy Crane della Acme interpretato da John Cena.
Per concludere, a vent’anni esatti dal più commerciale Space Jam, finalmente i Looney Tunes tornano a far parlare di sé; i cartoni della Warner Bros. sono sempre stati l’altro lato della medaglia rispetto alle storie Disney. Chi scrive pensa che ci sia bisogno della creatività artistica di entrambe le tradizioni: quella Disney – ancorata al fantastico mondo della fiaba e della leggenda – e quella Looney, capace di svolgere un importante ruolo di critica sociale e satira. Perché l’animazione – e i cartoons – non andrebbero mai discriminati, in nessun caso.
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Scheda
Titolo originale: Coyote vs. Acme
Regia: Dave Green
Paese/anno: Stati Uniti / 2026
Durata: 103’
Genere: Commedia, Avventura, Animazione
Cast: P.J. Byrne, John Cena, John Early, Jim Cummings, Will Forte, Eric Bauza, Kenneth Choi, Lana Condor, Luis Guzmán, Martha Kelly, Amy Rauch, Candi Milo, Dani Payne, Ernie Vigil, Hayes Hargrove, Jeff Bergman, Nancy Linehan Charles, Phuong Kubacki, Tone Bell
Sceneggiatura: Samy Burch
Fotografia: Brandon Trost
Montaggio: Carsten Kurpanek
Musiche: Steven Price
Produttore: Chris DeFaria, James Gunn
Casa di Produzione: Troll Court Entertainment, Keylight Pictures, Warner Animation Group
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 02/09/2026
