MUTINY

MUTINY

Diretto da un solido mestierante col pallino dell'action movie come il francese Jean-François Richet, Mutiny vede il coriaceo Jason Statham affrontare svariati nemici, tra cui un commando di pirati saliti a bordo di una nave dal carico sospetto. Azione profusa a piene mani, e una trama abbastanza articolata da suscitare qualche interesse riguardo alla natura e al background, talora insospettabile, dei vari personaggi.

Jason Statham in versione “anti-pirateria”

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Ci sono almeno due valide ragioni, per ritenere che Mutiny di Jean-François Richet sia un film “anti-pirateria”. La prima, ovviamente, è che il protagonista ovvero il coriaceo, pressoché indistruttibile Jason Statham (nei panni qui di un’abile, letale guardia del corpo, il cui nome è Cole Reed) deve vedersela con svariati nemici, tra cui anche quel commando di moderni pirati saliti a bordo di una nave dal carico decisamente sospetto. Pericolosi e armati fino ai denti, ma si sa, l’arma più pericolosa in questi casi è pur sempre il corpo muscoloso e scattante dell’attore britannico.

L’altro motivo, ci si perdoni la facile ironia, è la particolare attenzione con cui sono state applicate le norme anti-pirateria, durante l’anteprima romana per la stampa svoltasi a luglio: “embargo” riguardante i commenti e gli articoli fino al 19 agosto, appello durissimo del capo della vigilanza prima della proiezione, numerosi addetti in sala per verificare l’effettivo spegnimento dei cellulari. Certo, con la sempre più fitta presenza alle anteprime di “influencer”, “youtuber” e imbonitori da fiera, al posto della stampa tradizionale, certe precauzioni non ci sembrano neanche così fuori luogo. Ma il sottoscritto si è sentito così intimidito, nel corso della visione, da cercare quasi di non respirare e di non bere acqua dalla borraccia, pur di non destare sospetti inutili. Gli asiatici osservati sul grande schermo e tenuti prigionieri in un container della nave, quelli che il già menzionato Cole Reed intende salvare, stavano forse più comodi…

Feroci regolamenti di conti in Thailandia

Mutiny, Jason Statham e Ramon Tikaram in una sequenza del film
Mutiny, Jason Statham e Ramon Tikaram in una sequenza del film

Venedo finalmente al plot dell’adrenalinico lungometraggio, in Mutiny l’atletico e sempre vigile Jason Statham è il “bodyguard”, nonché uomo di fiducia, di un miliardario thailandese dai saldi principi morali, il cui impero economico fa gola però a una serie di rivali in affari molto più disinibiti e privi di scrupoli. Succede così che, nonostante la perizia, la prudenza e le peculiari abilità della sua guardia del corpo, il boss cada vittima di un attentato, la cui responsabilità si cercherà di far ricadere proprio sul protagonista.

Ma Cole Reed è di gran lunga più scaltro dei suoi avversari. E dopo aver individuato in una nave da carico in partenza dal sud-est asiatico il covo degli attentatori, vi si imbarcherà di nascosto, ritrovandosi però a fronteggiare una rete di cospiratori molto più ampia del previsto.

Non sarà comunque completamente solo, nella delicata missione. Pronta ad intervenire vi è infatti una nave da guerra statunitense, messa in allarme da una richiesta di soccorso proveniente dall’imbarcazione stessa, dove sono del resto stipati diversi sventurati finiti vittime del traffico di essere umani. E come a creare una stimolante interazione tra l’eroe di turno e una potenziale “eroina”, sarà una donna dell’equipaggio estranea a certi traffici e salita a bordo in qualità di ufficiale, quella Angie Ellis impersonata con grinta e discreto sex appeal da Annabelle Wallis, ad operare in tandem con lui per sventare i disegni criminali dei loro comuni nemici.

Navigazione non particolarmente “tranquilla”

Mutiny, Jason Statham in una scena del film
Mutiny, Jason Statham in una scena del film

La parte più consistente del racconto corrisponde perciò alle scene girate a bordo. Se la trama sufficientemente articolata suscita qualche interesse riguardo alla natura e al background, talora insospettabile, dei vari personaggi, la vera attrattiva del film è di certo l’azione. Solido mestierante col pallino dell’action movie, il francese Jean-François Richet ha del resto all’attivo titoli come Assault on Precinct 13 (2005), Nemico pubblico N. 1 – L’istinto di morte (Mesrine: L’instinct de mort, 2008), Nemico pubblico N. 1 – L’ora della fuga (Mesrine: L’ennemi public n° 1, 2008), Blood Father (2016) e The Plane (2023). In Mutiny, complice un Jason Statham in gran forma, la poetica d’impronta così “parossistica” posta in essere sulla nave ha esiti tanto rocamboleschi quanto claustrofobici, a volte, che danno vita a una “trappola in alto mare” in grado di tenere col fiato sospeso il pubblico fino alla scontro conclusivo e alle successive rivelazioni.

Locandina

Mutiny, la locandina italiana del film
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Scheda

Titolo originale: Mutiny
Regia: Jean-François Richet
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti / 2026
Durata: 95’
Genere: Azione, Thriller
Cast: Jason Statham, Roland Møller, Lee Charles, Annabelle Wallis, Jason Wong, Steven Blades, Adrian Lester, Andrei Nova, Andrew John Tait, Arnas Fedaravičius, Ben Cartwright, Caroline Glass, Chaneil Kular, Donking Rongavilla, Eugénie Richet, Jessica Wai Sum Tong, Ramon Tikaram, Rumi Sutton, Simon Kluth, Tom Christian
Sceneggiatura: J.P. Davis, Lindsay Michel
Fotografia: Brendan Galvin
Montaggio: David Rosenbloom, Joe Rosenbloom
Musiche: Marcus Trumpp
Produttore: Jason Statham, Marc Butan
Casa di Produzione: MadRiver Pictures, Punch Palace Productions, Mutiny Films
Distribuzione: Eagle Pictures

Data di uscita: 10/09/2026

Trailer

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Giornalista, critico cinematografico e organizzatore di svariati eventi, tra i quali spiccano le prime tre edizioni di Indiecinema Film Festival, ha esordito in ambito critico negli anni '90, quale redattore della storica rivista Cinemasessanta. Nel tempo ha allargato i suoi orizzonti occupandosi anche di teatro, libri, musica, mostre, sport ed eventi enogastronomici, mentre la passione per il cinema lo ha spinto a collezionare diverse altre collaborazioni, tra il web e il cartaceo, per cui ci si limita qui a segnalare il mensile Taglio Corto, Movieplayer, Hotdog Magazine, Gothic Network, Taxi Drivers, Sicilia Cinema, CineClandestino, Sul Palco e, per l'appunto, Asbury Movies. A livello saggistico si possono ricordare i suoi scritti sull'animazione nipponica per Laboratorio Bizzarro edizioni, i saggi sul cinema giapponese di Nihon Eiga, il ritratto della cineasta spagnola Icíar Bollaín presente in una pubblicazione dell'Associazione Museo Nazionale del Cinema e, soprattutto, l'originale focus su "Zardoz" di John Boorman contenuto in "Cinema e Società", volume edito da Tabula Fati.

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