THE ECHO CHAMBER
Esteticamente impeccabile e ben costruito, The Echo Chamber – quarto lungometraggio per Andrea Pallaoro – si avvale dell’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci per dar vita ad un dramma in cui pulsione di vita e di morte si equivalgono. L’aura teatrale dell’unica ambientazione, unita ad una fotografia e a una regia precise e chirurgiche mostrano l’abilità tecnica della troupe, ma nella storia di Leo e di Anne si inciampa spesso, con il rischio di non ritrovarsi. In concorso a Venezia 83, dal 10 settembre in sala.
Eros e Thanatos
The Echo Chamber, ultimo lavoro di Andrea Pallaoro – regista italiano trapiantato da anni negli Stati Uniti – è stato presentato in questi giorni in concorso all’83esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, suscitando molto interesse sia per il notevole cast internazionale – Luca Marinelli, Alicia Vikander, Susan Sarandon – sia per la rielaborazione dell’ultima sceneggiatura incompiuta del compianto e leggendario Bernardo Bertolucci.
Una regia attenta e materica

Al suo quarto lungometraggio Pallaoro rivela una capacità tecnica impeccabile, gestendo un intero film nell’aura teatrale dell’appartamento del protagonista Leo (Luca Marinelli), produttore musicale che, di fatto, esce di casa davvero poco, sia per lo studio di registrazione situato nell’appartamento stesso (Echo Chamber), sia per dei lancinanti dolori alla schiena (un’ernia non meglio precisata). Metaforicamente parlando le “finestre” sul suo mondo sarebbero affidate a due donne: l’infermiera Anne (Alicia Vikander) che se ne innamora, e la cantante e amica Ava (Sarandon).
Dipendenza e chiusura

Tuttavia dall’appartamento – e dal dolore – non si esce, anche quando si avrà l’illusione di una rinascita o di un attraversamento di quel dolore, che non è solo fisico e materico, ma è espressione di una non meglio precisata pulsione di distruzione – o, come direbbero gli psicanalisti, pulsione di morte.
Come dicevamo, a questo lavoro la tecnica non manca: la regia è precisa e attenta, la fotografia ritrae cambiamenti e moti dell’animo dei protagonisti (e non solo stanze), il montaggio dà vita a quella magia artistica che ci fa chiedere come i ricordi dei personaggi si incastrino in un presente in cui i due amanti sembrano non volersi e non potersi più incontrare, in una distanza relazionale solo apparente, espressione di una relazione che è anche controllo e sorveglianza sull’altro. Per quanto distante come genere e storia, infatti, in alcune suggestioni The Echo Chamber potrebbe ricordarci The Others (Amenàbar, 2001), oltre ovviamente alla filmografia dello stesso Bertolucci.
Cinema e psicanalisi

La questione “irrisolta” di questo lavoro non sta neanche in uno script che in partenza poteva essere buono e carico di suggestioni, ma semmai nella mancanza di un focus e di un tema chiaro che possa fungere da centro di gravità del dramma a due, pur se con le incursioni della Sarandon; il rischio, come spesso accade al cinema drammatico italiano, è quello di psicologizzare tutto, persino quel mistero indecifrabile che è l’amore.
Forse, però, più che una storia d’amore, quella tra Leo e Anne è una storia di Eros e di dipendenza. Si parte dalla dipendenza dal dolore di Leo, per passare a una dipendenza erotica reciproca, che a un certo punto diventa contemporaneamente distacco e controllo, in un’ambivalenza continua, che si allontana dalla cura dell’altro per rivelare i lati ombra della relazione.
E allora, se l’idea suggerita da The Echo Chamber è davvero quella che come uomini e donne siamo destinati inevitabilmente ad alternarci come pendoli tra la pulsione di vita e la pulsione di morte, questa idea avrebbe meritato più spazio e più margine, pur nell’ermeticità dei dialoghi e del montaggio scelto.
Locandina

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Scheda
Titolo originale: The Echo Chamber
Regia: Andrea Pallaoro
Paese/anno: Italia, Belgio / 2026
Durata: 123’
Genere: Drammatico, Sentimentale
Cast: Luca Marinelli, Alicia Vikander, Susan Sarandon, Ann Akinjirin, Peter Coonan, Antonia Fotaras, Aomi Muyock
Sceneggiatura: Ilaria Bernardini, Bernardo Bertolucci, Ludovica Rampoldi
Fotografia: Diego García
Montaggio: Paola Freddi
Musiche: Clément Ducol
Produttore: Jacques-Henri Bronckart, Tatjana Kozar, Francesca Cima, Nicola Giuliano, Carlotta Calori, Viola Prestieri
Casa di Produzione: Versus Production, Rai Cinema, Indigo Film
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 10/09/2026

