eXtramondi 4 – Oltre le frontiere del tempo: al via la rassegna sul cinema fantastico italiano
È ai nastri di partenza la quarta edizione di eXtramondi, rassegna a ingresso libero dedicata al cinema fantastico e indipendente italiano, che si terrà dal 17 al 20 settembre 2026 presso il Teatro Flavio di Roma (zona Colosseo). Un’occasione per avventurarsi in un terreno poco battuto tanto dalla distribuzione mainstream quanto dalla critica, con uno sguardo al passato e uno alla realtà attuale del panorama indie nostrano, senza trascurare le sue sempre più frequenti intersezioni coi temi più sentiti dell’attualità.
Nel vasto “sottobosco” (termine che qui non va inteso certo in senso svalutante) del cinema indipendente italiano – e delle varie occasioni di circolazione ad esso offerte da festival e rassegne più o meno specializzate – l’appuntamento romano di eXtramondi si è imposto, da qualche anno, come uno dei più interessanti e ricchi di spunti. Giunta alla sua quarta edizione, la rassegna curata dal regista Matteo Scarfò e da Catia Demonte – che si avvalgono della collaborazione del regista e sceneggiatore Gabriele Tacchi – si propone di esplorare quei linguaggi cinematografici, legati in particolare al fantastico nelle sue varie e possibili sfaccettature, che si “legano” naturalmente meglio alla filosofia del cinema indie, fatta idealmente di sperimentazione, libertà creativa e rottura di codici consolidati. Una linea artistica coerente col percorso del creatore Matteo Scarfò, cineasta che nella sua carriera ha spaziato dal documentario alla fantascienza distopica, e che punta anche – come dichiarato dagli stessi curatori – a creare una sorta di memoria storica del “sottobosco” a cui abbiamo appena accennato: un archivio sempre vivo, da aggiornare di anno in anno, con opere che nella stragrande maggioranza dei casi non trovano uno sbocco distributivo, e che sarebbero altrimenti condannate all’oblio da un panorama mainstream (ormai da molti decenni) incapace di osare e rischiare. Un oblio da scongiurare (anche) attraverso le quattro giornate di questa eXtramondi 4 – Oltre le frontiere del tempo (il sottotitolo, in un certo senso, è già una dichiarazione programmatica) che si terrà dal 17 al 20 settembre 2026 presso il Teatro Flavio di Roma, in via Giovanni Crescimbeni 19, zona Colosseo. L’ingresso a tutte le proiezioni e agli eventi della rassegna sarà gratuito.
L’omaggio alla grande fantascienza sovietica

Gli organizzatori, per questa quarta edizione, hanno voluto proporre innanzitutto un focus sul cinema di fantascienza sovietico, selezionando due opere che ne rappresentano, significativamente, due momenti molto diversi: da una parte il quasi dimenticato classico del 1924 Aelita, diretto da Jakov Protazanov e considerato il primo kolossal della fantascienza sovietica, espressione di una cinematografia che ancora poteva sfruttare l’onda lunga di libertà creativa associata alla prima fase del nuovo regime, puntando altresì a un modello di blockbuster che facesse concorrenza alle contemporanee cinematografie di Stati Uniti ed Europa occidentale; dall’altra, il parimenti poco ricordato Per Aspera ad Astra, diretto da 1981 da Ričard Viktorov, esempio di sci-fi che – mescolandosi col romanticismo e con un’originale riflessione sull’identità e la sua messa in crisi – ben rappresentava lo spaesamento di una società che vedeva avvicinarsi il tramonto di un’epoca, senza trovarsi preparata a ciò che da questa poteva eventualmente (ri)emergere. Due classici che illuminano una produzione di genere normalmente poco battuta dagli usuali percorsi della critica (che si estende invero anche alla letteratura: entrambi i film, infatti, sono tratti da opere letterarie contemporanee) la cui visione è stata concessa in via straordinaria alla rassegna romana dagli storici Gorky Film Studio di Mosca, importante casa di produzione fondata nel 1915, ormai oltre un secolo fa.
Potere al corto(circuito)

Poi, c’è la parte più contemporanea della proposta di eXtramondi 4, che non fa (giustamente) distinzione gerarchica tra corti e lungometraggi, dispositivi di visione ognuno con la propria specificità e le proprie, peculiari, potenzialità: tra i primi, proposti nella giornata di venerdì 18 settembre, il thriller a sfondo sociale Non piangere (2026), diretto da Alessandro Grassi – omaggio al cinema italiano di genere che fu, con l’aggiunta di uno sguardo tutto personale su temi di scottante attualità –, il vivido incubo cyberpunk di Haiku 27 (2025) di Nikolaj Servettini – palpitante allegoria sul tema delle dipendenze – e il distopico corto in stop-motion Everblind (2026) di Camillo Sancisi, riflessione quantomai attuale sui meccanismi di un potere tanto più oppressivo quanto più “cieco” e (letteralmente) accecante nel suo modo di agire. A questi si aggiunge, nella giornata di domenica 20 settembre, l’omaggio felliniano de La città oltre il tunnel (2023) diretto dalla regista romana Lucilla Colonna (che sarà presente alla proiezione), utopico rovesciamento “fuori dal tunnel” della visione sull’incomunicabilità di genere che era stata proposta dal maestro nel suo classico La città delle donne (1980).
Incubi, distopie e strade possibili

Sempre nel segno dell’eclettismo, e della contaminazione tra linguaggi diversi (a volte apparentemente molto distanti) la selezione di lungometraggi della rassegna: ad aprirla, nella serata di giovedì 17 settembre, sarà l’oscuro e affascinante instant cult The Complex Forms (2023) diretto da Fabio D’Orta, piccolo “caso” cinematografico già passato al Torino Film Festival, dopo aver fatto incetta di premi in varie manifestazioni specializzate – una visione che unisce il fantahorror metafisico a un vero e proprio incubo lovecraftiano che colpisce duro per la sua credibilità. Ad affiancarlo, nei giorni successivi, l’horror a episodi di impianto “nostalgico” – ma tematicamente coi piedi ben piantati nell’attualità – The Door of Sin (2022) di Daniele Zinelli, che verrà proiettato alla presenza del regista e dell’attore principale Cristian Carbognani; il post-apocalittico, lisergico (e lirico) incubo animato di Stranotrofio (2026) per la regia di Alberto Genovese (anche lui atteso alla presentazione, insieme allo sceneggiatore Mattia De Pascali); il dramma (iper)realista Burning Victoria (2026) di Gabriele Tacchi, vivida riflessione sulla diversità e sull’arte, che sarà anch’esso introdotto in sala dallo stesso regista. Last but not least, nella giornata di domenica 20 settembre, sarà lo stesso Matteo Scarfò a presentare al pubblico di eXtramondi il suo ultimo lavoro Esistenza Zero (2025), originale esempio di cyberpunk nostrano capace di riflettere con intelligenza, in una struttura di genere, su temi oggi più che mai sentiti, quali la contaminazione tra uomo e macchina e il soffocante potere delle corporation economiche.
Restiamo (post)umani. Ma soprattutto vivi.

Coerentemente con lo spirito di una rassegna che rifiuta tanto una visione del fantastico come puro escapismo, quanto una che ne faccia, specularmente, un vuoto oggetto di elucubrazione intellettuale, scollegato dalla realtà e dalla società, eXtramondi 4 propone poi, nel pomeriggio di sabato 19 settembre, l’incontro Scienza e Fantascienza con l’astrofisico Alessandro Drago: un’occasione per esplorare le intersezioni tra fisica, astrofisica e genere fantascientifico, con lo scopo da un lato di calare il “genere” in una dimensione sempre più concreta – e di evidenziarne, se ancora ce ne fosse bisogno, la piena dignità di mezzo espressivo e strumento di rappresentazione della realtà; dall’altro di restituire appeal e fascino a quelle “scienze dure” (tra le quali spiccano, appunto, la fisica e l’astrofisica) i cui conseguimenti sono sempre più intrecciati, ormai in modo praticamente indissolubile, tanto con la realtà che viviamo quotidianamente, quanto coi prodotti culturali che consumiamo. A introdurre e commentare le varie proiezioni – e a vivacizzare, si spera, il successivo e benvenuto dialogo col pubblico – sarà presente in tutte e quattro le giornate il critico cinematografico Stefano Coccia (Cineclandestino.it) insieme a colui che sta scrivendo questo articolo; quest’ultimo, da par suo, promette almeno di (tentare di) essere un po’ meno prolisso di quanto non sia stato in questa presentazione. La buona volontà, se non altro – concedetecelo – c’è tutta. Buone visioni!
Il programma completo di eXtramondi 4 – Oltre le frontiere del tempo

