EVERBLIND
Everblind è un corto di quindici minuti realizzato da Camillo Sancini, regista specializzato soprattutto nella tecnica dello stop motion. Attraverso gli occhi della giovane protagonista si dipana una metafora sull’umanità e sul male che, nel corso del tempo, ha causato a se stessa e al pianeta in cui vive. Presentato nella quarta edizione della rassegna eXtramondi.
Apri gli occhi
Una ragazza, Altea, vive in una società rigida, in cui occorre obbedire ciecamente a chi si trova ai vertici. “Ciecamente” anche in senso letterale, dato che la ragazza dovrà presto sottoporsi a un rituale, ordito dall’alto, che la porterà a rinunciare totalmente alla vista. Il luogo in cui vive, la Radura, è circoscritto, con piccoli villaggi e, pur nella sua essenzialità, sembra un rifugio perfetto per una società che funziona, in cui gli abitanti cooperano. Eppure, la giovane età di Altea nonché la sua curiosità sono i fattori scatenanti di una sua ribellione, che la porteranno a scoprire il motivo dell’esistenza della sua terra. Corto di quindici minuti, presentato nella quarta edizione della rassegna eXtramondi, Everblind di Camillo Sancini è stato realizzato in stop motion, con dei pupazzetti dall’aspetto pallido, quasi inquietante, con occhi grandi e zigomi pronunciati. Perché, se appare semplice fare l’accostamento tra il tipo di animazione e tematiche infantili o comunque giocose, il contrasto con la tematica del corto e la tecnica utilizzata rende il tutto piuttosto angoscioso. Siamo davanti, infatti, a un fantahorror fortemente socio-politico, in cui l’umanità viene messa profondamente in discussione come artefice dei mali del mondo.
Lo stop motion e la radura

Everblind è un corto che si sviluppa come una fiaba, che mostra un crescendo di curiosità e di totale immersione in atmosfere che suscitano interrogativi. Perché Altea, ragazzina dai grandi occhi curiosi, non è convinta di voler sottoporsi a un rituale che le farebbe perdere per sempre la vista e sceglie di ribellarsi? Perché dentro di sé nascono mille interrogativi sul suo modo di vivere, sul luogo che abita e su una società, la sua, che, per proteggerla, diventa coercitiva. Varcare il confine della Radura può essere pericoloso e non si può più tornare indietro. Una volta oltrepassato il fiume, c’è una spiegazione difficile e, soprattutto, dolorosa al perché si sia giunti a vivere in un luogo così ristretto. Cos’è la Radura, quindi? Un posto terribile oppure l’ultimo baluardo di sopravvivenza? Altea potrà finalmente scoprirlo. Attraverso lo stop motion, si è immersi in una visione stimolante, in cui la fantasia che ricorda un po’ le atmosfere di Tim Burton di Nightmare Before Christmas e il Pinocchio di Guillermo Del Toro si trasforma in un’inquietudine che ricorda più opere cupe come Anomalisa. La tematica del corto e l’immaginario del bosco strizzano anche l’occhio a The Village di M. Night Shyamalan, mentre all’animazione dei pupazzetti si aggiungono elementi interessanti nella fotografia, come l’utilizzo della plastica trasparente per realizzare il fiume.
Una metafora dell’umanità

Everblind non racconta una storia di fantasia, ma una metafora sull’umanità e il suo evolversi nel tempo, con conseguenti cadute e rialzi, di cui ha fatto le spese il Pianeta Terra. Non si tratta, quindi, di una fiaba macabra o di un racconto cinico, ma di una visione lucida e di analisi su quanto gli esseri umani siano ciclicamente costretti a sopravvivere, più che progredire. Non assistiamo soltanto a qualcosa che ricorda un pessimismo storico o cosmico di matrice leopardiana, ma a una narrazione che ci mette davanti al banco degli imputati, per fare il punto su noi stessi come creature che hanno, sostanzialmente, rovinato il nostro pianeta. Il crescendo di angoscia nella visione di questo corto porta inevitabilmente a una riflessione amara nonché necessaria: siamo la peggiore specie vivente.
Locandina

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Scheda
Titolo originale: Everblind
Regia: Camillo Sancisi
Paese/anno: Italia / 2026
Durata: 15’
Genere: Animazione, Fantastico, Cortometraggio
Sceneggiatura: Camillo Sancisi
Musiche: Riccardo Belletti
Produttore: Flavia Enchelli, Agata Brazzorotto, Ignasi Marcò Compte, Giuliano Giacomelli
Distribuzione: Orca Produzioni, Kever Films

