L’ISOLA DEI RICORDI
L’isola dei ricordi di Joel Crawford e Januel Mercado è un melting pot di suggestioni tra animazione occidentale e asiatica, ma anche tra mondi fantastici, coming of age e commedia. Irriverente e satirico come Shrek, nell’animazione segue le impronte de Il robot selvaggio, che già integrava la grafica 3D e ispirazioni vicine al cinema di Miyazaki.
Un melting pot vincente
Pensiamo che quest’ultimo lavoro DreamWorks sia destinato a far breccia nel pubblico al pari de Il robot selvaggio (Chris Sanders, 2024): L’isola dei ricordi dei registi Joel Crawford e Januel Mercado prende spunto da alcuni valori della tradizione dell’animazione giapponese per integrarli all’interno della prospettiva cui la DreamWorks aveva dato spazio a partire dall’irriverenza e dallo spirito satirico proprio del classico Shrek (2001). Vediamo meglio.
Tra Shrek e Miyazaki

Da subito si resta colpiti dall’esplosione di colori e dalla tecnica grafica; ma, a questo, si aggiunge un dettaglio fondamentale. Per rappresentare stati emotivi e sentimentali i registi prendono a prestito dai manga e dagli anime nipponici le classiche emoji fumettistiche (in 2D), che si alternano all’animazione della storia principale, insieme a parentesi che invece richiamano il tipico fumetto americano in 2D. Un omaggio sia al mondo dei manga che dei fumetti americani. Tuttavia, così come Il robot selvaggio prendeva spunto dai robot disegnati da Hayao Miyazaki in film d’animazione quali Il castello nel cielo (1986), questo L’isola dei ricordi sembra strizzare l’occhio al più famoso La città incantata (2001) su diversi aspetti: in primis l’isola fantastica di Nakali, ma anche la presenza di un gigantesco e “mammone” demone bambino e quella del gatto donna Batiba – demone dei ricordi dell’isola. E poi, l’importanza dei ricordi, appunto, che fa eco a quella del “nome”, ovvero della propria identità più profonda.

Ma veniamo adesso alla variopinta trama del film. Le protagoniste sono due giovani amiche alla soglia dei loro 18 anni. L’anticonformista Jo (con la voce originale di H.E.R.) – cresciuta dalla nonna Lola, perduta recentemente – e la scienziata in erba Raissa (Liza Soberano),unica figlia di una delle tante famiglie piccolo borghesi, prese anch’esse di mira dall’irriverenza satirica di questo film.
Al centro troviamo un’amicizia nata in tenera età e cresciuta nel tempo (un po’ come in Red della Pixar), messa alla prova dall’imminente trasferimento di Raissa per la Caltech di Los Angeles (qui siamo vicini a Inside Out 2). Tuttavia, a differenza di Inside Out, il viaggio interiore si sposta in un mondo fantastico alternativo, che è effettivamente “reale” e che le due ragazze conoscono dai racconti della nonna Lola.
Nakali, l’isola dei ricordi – un po’ come l’Isola che Non C’è – è qualcosa in cui Jo e Raissa credono fermamente, nonostante le continue derisioni.
Proprio nel momento in cui la loro amicizia rischia di sgretolarsi si aprirà davanti a loro una voragine per il mondo di Nakali. Una volta giunte alla loro meta, sogno di una vita, le due non ricorderanno nulla. Da lì in poi, accompagnate dal ragazzo/cane mannaro Raww (con la voce di Dave Franco) – e in seguito da altri personaggi folli e divertentissimi – inizieranno un’avventura sulla scia di Una notte da leoni (2009), con uno spruzzo dell’altrettanto esilarante Un film Minecraft (2025) e di Super Mario Bros.
Complessità e stratificazione

Possiamo con certezza affermare che in questo L’isola dei ricordi c’è tantissimo, una miriade di citazioni più o meno evidenti o tra le righe; nonostante tutto, l’universo costruito in questo folle e divertente capitolo DreamWorks non è mai “troppo”. Non solo lo script è coerente e interessante, ma i personaggi sono ben caratterizzati e il lavoro non risulta eccessivamente derivativo.
Volendo sintetizzare quanto fin qui esposto, i piani potrebbero essere tre: l’integrazione tra la tradizione DreamWorks e gli spunti asiatico/nipponici, la realizzazione di un’avventura fantasy molto vicina ai film nati dai videogiochi e – infine – il focus tematico sull’amicizia in piena continuità rispetto ai lavori DreamWorks precedenti e col registro del film d’animazione. Ci sarà chi sarà più colpito da una grafica e un’animazione eccezionali, chi dall’avventura in una terra fantastica, selvaggia e bizzarra e chi – infine – dalla forza dell’amicizia di Jo e Raissa e dalla loro incredibile crescita insieme dall’infanzia sino all’età adulta. Il fatto che si possa essere indecisi nello scegliere è evidentemente l’effetto di un film d’animazione riuscitissimo.
Locandina

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Scheda
Titolo originale: Forgotten Island
Regia: Joel Crawford, Januel Mercado
Paese/anno: Stati Uniti / 2026
Durata: 109’
Genere: Commedia, Avventura, Animazione, Fantastico
Cast: Dave Franco, Jenny Slate, Ronny Chieng, Eric Bauza, Eugene Cordero, Dolly De Leon, Januel Mercado, Jo Koy, Kevin McCann, Manny Jacinto, Nico Santos, Aiah Arceta, Amielynn Abellera, Colet Vergara, Gwen Apuli, H.E.R., Jhoanna Robles, Kailey Crawford, Kayla Teruel, Kristin Villanueva, Lea Salonga, Liza Soberano, Maloi Ricalde, Mikha Lim, Sheena Catacutan, Sophia Laforteza, Stacey Sevilleja, Tania Gunadi
Sceneggiatura: Joel Crawford, Januel Mercado
Montaggio: James Ryan
Musiche: Nathan Matthew David
Produttore: Mark Swift
Casa di Produzione: DreamWorks Animation
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Data di uscita: 24/09/2026

