BEAST
di Tyler Atkins

Action movie piuttosto basico nella sua struttura, diretto dall’australiano Tyler Atkins, Beast riesce comunque a coinvolgere emotivamente lo spettatore, sia per il carisma dei protagonisti che per il buon ritmo conferito alla narrazione.
Ci vuole un fisico bestiale
In uscita nelle sale il primo ottobre, Beast dell’australiano Tyler Atkins è un action piuttosto basico, almeno nella sua struttura drammaturgica, che però riesce a coinvolgere emotivamente lo spettatore per il carisma dei protagonisti e il buon ritmo conferito alla narrazione.
Protagonista di un plot alquanto essenziale ma volendo anche efficace, nelle sue dinamiche, è un ex campione di MMA caduto in disgrazia, per problemi con la giustizia, al punto di affrontare da semplice pescatore un’esistenza decisamente grama e avara di soddisfazioni economiche, tale però da permettergli di prendersi cura della moglie e della figlioletta, cui è molto legato, correndo meno rischi. Saranno però alcune azioni avventate del fratello, che per quanto di buon cuore è la classica testa calda che ne ha voluto seguire le orme, incanalandosi nella stessa carriera sportiva, ad orientare il coriaceo Patton James verso un azzardo non da poco: tornare sul ring, per quell’incontro di livello mondiale che potrebbe azzerare i debiti del fratello, risolvere le tante difficoltà economiche recentemente avute (il lavoro sul peschereccio è andato infatti ben presto in malora) e recuperare un po’ di amor proprio. Ma è un destino ancor più beffardo di quanto si possa immaginare, quello che lo spingerà infine ad allenarsi con maggior abnegazione e combattere ancora una volta.
Svolte narrative prevedibili per un intrattenimento passabile

Come si può dedurre già dalla trama, o per meglio dire dai cenni fatti finora, un film come Beast non ha affatto timore di incanalarsi in un certo filone cinematografico, quello dei film sportivi, per essere più precisi quelli inerenti al combattimento, alle sfide sul ring. Tyler Atkins non risparmia allo spettatore alcun cliché, dal desiderio di riscatto del protagonista alle legittime preoccupazioni della moglie, dalla difficoltà di ritrovare la forma fisica dopo anni di abbandono delle già impegnative arti marziali miste alla natura stessa del “villain” di turno, un antagonista sportivo approdato al successo senza lesinare trucchi e scorrettezze. Di mezzo c’è persino il classico sub-plot malavitoso, che vede protagonisti gli strozzini con cui Malon ossia il fratellino di Patton James si è indebitato, gente tosta, ma dotata paradossalmente di un un proprio codice d’onore.
Se il ricettario non offre quindi chissà quali sorprese, l’approccio ruvido della regia alle scene di lotta e il ritmo incalzante degli eventi fanno sì che lo sguardo resti incollati allo schermo fino alla fine. Vieppiù ci si appassiona qui a veder abbozzata la consueta struttura drammaturgica circolare, ad anello, impostata per l’occasione affinché tutto tenda verso il nuovo match tra il vecchio campione ed il più fresco rivale, l’infido asso dell’MMA Xavier Grau, che serve anche a chiudere i conti con quel passato ricordato proprio all’inizio, tramite il loro primo incontro sul ring; anzi, a voler essere pignoli, più che su un semplice ring dentro la “gabbia”, struttura solitamente adibita ad ospitare questi feroci combattimenti.
Sotto lo sguardo di Russell Crowe

“Se posso respirare, posso pensare. Se posso pensare, posso vincere”. Questa era la lezione appresa e messa in pratica da Patton James nella prima parte della sua carriera, quando a guidarlo vi era Sammy ovvero il grosso (in tutti i sensi) calibro presente nel cast, un Russell Crowe che nonostante l’aria acciaccata del personaggio si divora il film a ogni sguardo. E tornando banalmente alla sinossi, sarà poi la figlia di Sammy devota alla causa ad accompagnare il protagonista nel duro percorso di risalita, attraverso serratissime sedute di allenamento.
Notevole, per inciso, il casting effettuato per Beast. E non solo per la presenza di Russell Crowe. Sia dentro che lontano dalla gabbia notevole è l’impatto sul piano fisico e volendo anche della grinta, della determinazione, di Daniel MacPherson nel ruolo del protagonista come pure di Bren Foster, suo scaltro e implacabile avversario. Azzeccate anche le scelte relative ai personaggi femminili. Un po’ al limite, a voler trovare il pelo nell’uovo, può sembrare giusto l’utilizzo del pur bravo Mojean Aria nei panni di Malon James, avendo l’attore in questione un fisico tonico ma probabilmente troppo esile per risultare credibile in un match mondiale dei pesi medi. In tal senso le scene di combattimento costituiscono ulteriori spazi di riflessione. Sono ben girate, intendiamoci, sufficientemente dinamiche e coreografate con stile; può lasciare però in parte straniti il fatto che in uno sport tecnicamente così vario il protagonista Patton James finisca per affermarsi soprattutto attraverso la potenza dei pugni, mentre (scorrettezze a parte) le prese più acrobatiche e i calci volanti più spettacolari sono appannaggio, il più delle volte, dell’assatanato rivale Xavier Grau.
Locandina

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Scheda
Titolo originale: Beast
Regia: Tyler Atkins
Paese/anno: Stati Uniti, Australia / 2026
Durata: 113’
Genere: Drammatico, Azione, Sportivo
Cast: Russell Crowe, Matt Nable, Luke Hemsworth, Daniel MacPherson, Kelly Gale, Amy Shark, Bren Foster, CJ Bloomfield, Callan Colley, Eliza Matengu, George Burgess, George Tilley, Josh McKenzie, Liam Resnekov, Mojean Aria, Nathan Phillips, Ricky Whittle, Rockie Frigerio, Saphira Moran, Sol Nc Carrico
Sceneggiatura: Russell Crowe, David Frigerio
Fotografia: Thomaz Labanca
Montaggio: Todd E. Miller
Musiche: Brian Cachia
Produttore: David Frigerio, Tim O’Hair, John Schwarz, Michael Schwarz
Casa di Produzione: Broken Open Pictures, Storm Alley Entertainment
Distribuzione: Plaion Pictures
Data di uscita: 01/10/2026
