SQUIRM – I CARNIVORI VENUTI DALLA SAVANA

SQUIRM – I CARNIVORI VENUTI DALLA SAVANA
di Jeff Lieberman


Cult del filone eco-vengeance che segnò l’esordio del regista Jeff Lieberman, Squirm - I carnivori venuti dalla savana è un piccolo horror che, a dispetto delle limitazioni di budget, si difende ancor oggi piuttosto bene. Il film di Lieberman approda in Blu-Ray in un ricco cofanetto a due dischi edito dalla Koch Media.

Eco-voracità seventies

Era la metà degli anni ‘70, quando faceva la sua apparizione in sala questo Squirm – I carnivori venuti dalla savana, e si era nel pieno di un filone, quello dei natural horror movies a tematica ecologica (o eco-vengeance che dir si voglia) che nel decennio stava trovando il massimo della sua fortuna commerciale. Il tema della vendetta della natura sull’uomo, tuttavia, non entra che in modo debole, e indiretto, nella sceneggiatura del film di Jeff Lieberman; questo punta semmai gran parte delle sue carte sullo shock visivo, sull’impatto di un’invasione di vermi carnivori e voracissimi in una piccola comunità rurale americana. Ha una storia produttiva curiosa, il film di Lieberman, regista qui al suo esordio, in seguito autore di alcune altre pellicole di culto (tra queste, Blue Sunshine, del 1978, e Just Before Dawn, 1981), poi quasi sparito dall’industria dei b-movies. L’idea, per esplicita ammissione del regista, gli venne dallo stratagemma usato dal fratello, pescatore, per procurarsi i vermi da esca: scaricare una grande quantità di elettricità nel suolo, tramite un trasformatore, per far schizzare fuori i vermi e catturarli, col favore del buio. L’idea, applicata su scala più grande, con una cittadina colpita da un temporale e isolata, era perfetta per rappresentare un’invasione di bestie carnivore e assassine, in linea col gusto del periodo.

Curiose anche le vicende del casting: Kim Basinger partecipò a un provino per la parte della protagonista ma non fu presa, mentre per il ruolo del suo partner furono dapprima presi in considerazione Sylvester Stallone (che rifiutò) e Martin Sheen (alla fine lasciato fuori dal regista, che in seguito avrebbe dichiarato: “Mi impaurì molto il fatto che stesse prendendo questo film come se si trattasse di recitare un dramma di Shakespeare”). È legittimo chiedersi che effetto avrebbe fatto, il film di Lieberman, se i suoi ruoli principali fossero stati affidati a volti noti: forse la sua visione odierna, nel 2019, genererebbe un surplus di curiosità storica, ma forse il fascino camp che all’epoca portò il pubblico dei drive-in a farne un film di culto ne sarebbe risultato un po’ diluito. Sia quel che sia, un nome noto nei credits di Squirm – I carnivori venuti dalla savana in realtà è presente, anche se non è un attore: si tratta di Rick Baker, futuro mago del make-up e responsabile delle mutazioni portate dalle voraci bestie sulle vittime di turno. Baker, con a disposizione un budget esiguo e un paio di maschere non riutilizzabili, creò un solo trucco realmente esplicito (quello in cui i vermi scavano la faccia dell’attore R.A. Dow), ma l’effetto fu assolutamente soddisfacente. Prove tecniche di alto budget e di futuri successi hollywoodiani (Un lupo mannaro americano a Londra sarebbe arrivato cinque anni dopo).

Rivisto oggi, comunque, Squirm – I carnivori venuti dalla savana (da rimarcare la meravigliosa arbitrarietà nel titolo italiano di allora) si difende più che dignitosamente, tenendo conto del suo contesto produttivo, delle limitazioni del budget, e dell’inesperienza di un giovane cineasta che avrebbe meritato, probabilmente, una carriera di altro livello. La sceneggiatura è ovviamente un pretesto per mettere in scena un’invasione in massa di vermi carnivori e impazziti, con un crescendo che culmina nella tesa – e visivamente interessante – sequenza finale ambientata in casa. Impossibilitato a calcare troppo la mano sugli effetti splatter, Lieberman si diverte con i fiumi di vermi che si riversano sui protagonisti (o li inghiottono letteralmente), con i dettagli da documentario zoologico sul corpo delle creature, con gli effetti sonori che riproducevano le urla dei maiali in un mattatoio, distorte per l’occasione e utilizzate per dare l’idea di una minaccia che avesse in sé qualcosa di sovrannaturale. Come molti b-movie d’epoca, quello di Lieberman (ex hippie, felice consumatore di droghe psichedeliche, ben impregnato del clima culturale del periodo) porta un sottotesto sociale probabilmente inconscio, ma nondimeno presente: la comunità rurale, chiusa, meschina e assolutamente repubblicana, sceglie di ignorare, deridendolo, l’allarme portato dallo straniero, che l’avvisa di una minaccia cresciuta al suo interno. Il risultato, intuibile, è che la stessa comunità ne viene (giustamente) divorata.

In precedenza oggetto di edizioni home video di bassa qualità, Squirm – I carnivori venuti dalla savana è stato rieditato in Blu-Ray dalla Koch Media (nella collana dedicata al cinema di genere Midnight Classics) in un ricco cofanetto a due dischi. Sul primo disco troviamo il film, visibile anche col commento (sottotitolato) dello stesso regista, il trailer originale e uno spot tv; sul secondo, una gran quantità di materiale inedito, che include un Making of di 31 minuti, un Q&A registrato al New York’s Anthology Film Archive nel 2012, col regista e il protagonista Don Scardino, una galleria fotografica, uno spot radio, e ben due interviste allo stesso Lieberman: una incentrata sulla genesi del film e sulla sua storia produttiva, la seconda, di qualche anno fa, spaziante più in generale sulla carriera del regista. Nell’elegante cofanetto cartonato, che mostra sul frontespizio la locandina originale del film – e all’interno un suggestivo artwork – è presente inoltre un booklet a firma Manlio Gomarasca e Davide Pulici – responsabili della rivista Nocturno – che svelano molto della genesi del film e le sue vicende produttive. La qualità video del film riproduce molto bene la fotografia originale, ivi compresa la grana della pellicola e la gamma cromatica, mentre l’audio in 2.0 DTS-HD (italiano e inglese) è sufficiente per riprodurre degnamente gli effetti sonori – sia quelli realistici che quelli distorti – che accompagnano l’invasione delle voraci bestie. I sottotitoli, opzionali, sono presenti solo nella lingua italiana.

Titolo originale: Squirm
Regia: Jeff Lieberman
Paese/anno: Stati Uniti / 1976
Durata: 92’
Genere: Horror
Cast: Angel Sande, Barbara Quinn, Carl Dagenhart, Carol Jean Owens, Don Scardino, Fran Higgins, Jean Sullivan, Julia Klopp, Kim Iocouvozzi, Leslie Thorsen, Patricia Pearcy, Peter Mac Lean, R.A. Dow, Walter Dimmick, William Newman
Sceneggiatura: Jeff Lieberman
Fotografia: Joseph Mangine
Montaggio: Brian Smedley-Aston
Musiche: Robert Prince
Produttore: George Manasse
Casa di Produzione: AIP, Squirm Company
Distribuzione: Koch Media

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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