THE SON

THE SON

The Son, nuovo film di Florian Zeller, è il dramma di un figlio che si sente ormai estraneo al mondo in cui vive e di un padre che – seppur con un approccio sbagliato – fa di tutto affinché il suo passato non si ripeta. Ciò che viene detto non sempre corrisponde alla verità e il non detto, al contempo, diviene immediatamente attore principale. In concorso alla 79a Mostra del Cinema di Venezia.

Un padre, un figlio

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Appena due anni fa, aveva commosso e affascinato numerosi spettatori in tutto il mondo la tenera e dolorosa storia di un uomo anziano affetto da demenza senile (impersonato dal grande Anthony Hopkins) alle prese con sua figlia, le sue percezioni, i suoi ricordi. Se, dunque, The Father – Nulla è come sembra – opera prima del regista Florian Zeller – aveva ufficialmente portato alle luci della ribalta il cineasta di Parigi, la presenza in concorso alla 79a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia di The Son, sua opera seconda, ha immediatamente sollevato altissime aspettative da parte di pubblico e critica. Sarà stato in grado questo secondo lungometraggio di eguagliare la potenza del suo “predecessore”? Andiamo per gradi.

Fratture

Ancora una volta, dunque, vediamo una storia ambientata all’interno di un delicato contesto famigliare. Ancora una volta, disturbi mentali di cui si sente spesso parlare, ma di cui, in realtà, in pochi conoscono la vera essenza, vengono trattati con rispetto e intelligenza e in modo mai banale o retorico. Il dramma vissuto dal giovane Nicholas (impersonato da Zen McGrath) ha avuto inizio, infatti, in seguito alla separazione dei suoi genitori. Suo padre Peter (Hugh Jackman) ha lasciato sua madre (Laura Dern) dopo essersi innamorato della giovane Beth (Vanessa Kirby), con la quale ha da poco avuto un figlio. Nicholas non sembra sentirsi a proprio agio né a casa di sua madre, né da suo padre, il quale, dopo aver a sua volta avuto, durante l’infanzia, un rapporto conflittuale con il proprio genitore (sempre gradito cameo di Anthony Hopkins), cerca in tutti i modi di stare vicino a suo figlio, compatibilmente con i suoi impegni lavorativi e con la sua nuova famiglia. Riuscirà, a suo modo, a comprendere appieno il suo malessere?

Prospettive

The Son, Hugh Jackman in un frame del film
The Son, Hugh Jackman in un frame del film di Florian Zeller

Liberamente ispirato a vicende vissute in prima persona dal regista, The Son riesce a penetrare nell’intimo del giovane Nicholas mostrandoci i fatti, al contempo, da due differenti punti di vista, il suo e quello di suo padre. Il ragazzo urla a gran voce la propria sofferenza. Eppure, è proprio quando minimizza ciò che quotidianamente vive che la situazione si fa via via più grave. Peter, al contrario, non riesce a comprendere come mai suo figlio, malgrado i suoi sforzi e quelli della sua ex moglie, sia costantemente in crisi. E così, un lineare e robusto lavoro di scrittura ha dato vita a personaggi a tutto tondo, riuscendo a cogliere ogni più sottile sfumatura della malattia del ragazzo e di come essa venga vissuta da chi gli sta vicino.

Il detto e il non detto

La casa in cui vive il protagonista sembra, a volte, quasi una prigione. Ambienti eleganti ma angusti e luci a volte troppo basse trasmettono, durante le scene in interno (e, nello specifico, nell’appartamento di Peter), un profondo senso di claustrofobia. The Son è il dramma di un figlio che si sente ormai estraneo al mondo in cui vive e di un padre che – seppur con un approccio sbagliato – fa di tutto affinché il suo passato non si ripeta. Stanze vuote che nascondono pericolosi segreti, rumori dalla televisione che altro non fanno che accentuare un silenzio assordante, immagini di tempi passati che sembrano non poter più tornare, un forte, fortissimo senso di colpa, la realtà che si confonde con l’illusione. In The Son ciò che viene detto non sempre corrisponde alla verità e il non detto, al contempo, diviene immediatamente attore principale. Florian Zeller si è rivelato ancora una volta grande conoscitore del mezzo cinematografico e dell’animo umano nell’approcciarsi a disturbi oltremodo complessi, soggetti, ogni volta, ai più disparati luoghi comuni.

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Scheda

Titolo originale: The Son
Regia: Florian Zeller
Paese/anno: Francia, Regno Unito, Stati Uniti / 2022
Durata: 123’
Genere: Drammatico
Cast: Akie Kotabe, Anthony Hopkins, Hugh Jackman, Laura Dern, Vanessa Kirby, William Hope, Danielle Lewis, Erick Hayden, Hugh Quarshie, Isaura Barbé-Brown, Julia Westcott-Hutton, Kenny-Lee Mbanefo, Reza Diako, Zen McGrath
Sceneggiatura: Florian Zeller, Christopher Hampton
Fotografia: Ben Smithard
Montaggio: Yorgos Lamprinos
Musiche: Hans Zimmer
Produttore: Florian Zeller, Iain Canning, Emile Sherman, Christophe Spadone, Karl Hartman, Joanna Laurie
Casa di Produzione: Embankment Films, See-Saw Films, Film4, Neddy Dean Productions, Ingenious Media, Ciné@, Orange Studio

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Marina Pavido
Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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