HOTEL TRANSYLVANIA 2

HOTEL TRANSYLVANIA 2
di Genndy Tartakovsky


Esaurito il potenziale di (relativa) novità del film originale, che riutilizzava in un racconto destinato al pubblico più giovane le figure classiche dell'horror, in Hotel Transylvania 2 Genndy Tartakovsky si affida prevalentemente all'ottimo comparto tecnico, reiterando gag e situazioni-tipo del filone che precipitano presto il tutto nella noia.

Vampirici conflitti generazionali

Dopo che il Conte Dracula ha “benedetto” il loro amore, superando la sua diffidenza per gli uomini, le cose sembrano andare nel migliore dei modi per la vampira Mavis e il suo compagno umano Jonathan: i due, infatti, si sono sposati con una grande festa di nozze e sono in attesa del primogenito Dennis. Ma, una volta nato il piccolo, i problemi e i conflitti tornano a farsi sentire nell’Hotel Transylvania: Mavis, infatti, vuole crescere il suo bambino come un umano, ma il padre della ragazza è convinto che prima o poi la sua natura vampiresca prevarrà. Entro il suo quinto compleanno, come da tradizione, al bambino dovrebbero spuntare gli inconfondibili canini da vampiro. Temendo che Mavis, col suo atteggiamento protettivo, stia soffocando la vera natura di Dennis, Dracula architetta un complicato piano per restare da solo col nipote; il suo scopo è quello di far emergere una volta per tutte il lato vampiresco del bambino.

Il successo dell’originale Hotel Transylvania, nel 2012, aveva reso prevedibile, per non dire scontata, la messa in cantiere di questo Hotel Transylvania 2. Il soggetto del film originale, d’altronde, presentava varie possibilità di sviluppo, tutte legate alla nuova convivenza uomini-mostri con cui la storia si concludeva; inoltre, il riutilizzo in chiave comica (e specificamente destinata ai più piccoli) dei personaggi “classici” dell’horror, non era certo una novità introdotta dal film di Genndy Tartakovsky. Da anni, parodie e rielaborazioni, più o meno fedeli, dei mostri cinematografici più stagionati dominano il mondo del cinema e dell’animazione: vengono in mente, a solo titolo esemplificativo, il disneyiano Conte Dacula e il manga Don Dracula di Osamu Tezuka, ma anche il crossover nipponico de Carletto il principe dei mostri, molto popolare nel nostro paese. Lo scopo, generalmente condiviso, è quello di sfruttare (declinandolo nel modo più innocuo possibile) il potenziale di questi personaggi per il pubblico più giovane.

Proprio in questo solco si poneva il film di animazione di Tartakovsky, che i mostri dell’horror classico li comprendeva praticamente tutti: dallo stesso Conte al mostro di Frankenstein, passando per l’Uomo Lupo, l’Uomo invisibile, figure “collaterali” quali il gobbo Quasimodo, e varianti più moderne come lo zombie. In un approccio a suo modo “enciclopedico”, il film innestava inoltre una love story uomo-vampiro dal taglio teen, debitrice della rielaborazione del genere portata dai vari Twilight: il tutto, ovviamente, con uno stile (estetico e narrativo) molto semplice, tipicamente pensato per i più piccoli. Ora, in questo Hotel Transylvania 2, il Conte è diventato nonno, e i problemi si sono trasferiti alla successiva generazione: la figura protettiva è quella della giovane Mavis, non più adolescente e appena toccata da gioie e angosce della maternità. In mezzo, due imprevedibili e opposti viaggi (nelle foreste della Transilvania, e tra i villini della California), le immancabili gags portate da una convivenza tra le due specie ormai acquisita, e l’enigma sulla natura – umana o vampirica – del piccolo Dennis. Enigma, quest’ultimo, che porterà con sé l’inevitabile dilemma: meglio crescerlo nella tetra Transilvania o nell’assolata California?

Come già il suo predecessore, Hotel Transylvania 2 può vantare una buona realizzazione tecnica, un character design semplice (e concepito evidentemente per i più piccoli) ma efficace, e un buon uso del 3D: quella della stereoscopia, nel sequel di Tartakovsky, non è una caratteristica strettamente necessaria per la fruizione, ma si rivela comunque una gradevole e funzionale aggiunta. Gli interni del castello, e le lunari foreste che lo circondano, guadagnano – come già nel primo film – profondità e spessore grazie all’uso della terza dimensione. La sceneggiatura di Robert Smigel – comico americano, qui al suo primo script cinematografico – sceglie di puntare sul sicuro, riproponendo le gag che già avevano funzionato nell’originale, dando un maggior peso al carattere “conservatore” del Conte, e sfruttando maggiormente il potenziale comico del suo confronto con la tecnologia (più volte ripetuti sono i suoi esilaranti tentativi di usare uno smartphone). Curiosa appare la parodia, esplicita, della versione che di Dracula diede il regista Francis Ford Coppola nel suo film del 1993 (riproposta da un travestimento del giovane protagonista); molto movimentati, e godibili, si rivelano inoltre gli ultimi 15 minuti, nel corso dei quali l’enigma al centro del film verrà infine svelato.

Scegliendo di riproporre lo humour (e le gag) che avevano caratterizzato il primo film, senza aggiungervi molto di nuovo, Hotel Transylvania 2 si rivela comunque meno fresco ed efficace del suo predecessore. Esaurito il potenziale “generazionale” dello script dell’originale – con la sua love story e i conflitti che ne derivavano – ed esaurito il suo, pur semplificato, carattere di apologo interraziale, resta poca sostanza in questo sequel: l’umorismo presentato non è, qui, sorretto da una sceneggiatura di uguale consistenza, procedendo invece per singulti e per accumulo di situazioni comiche tanto episodiche quanto estemporanee. Tutta la narrazione si sviluppa su un conflitto risaputo (il “tradizionalismo” del Conte contro la volontà di apertura verso l’esterno di sua figlia) e su un dilemma, afferente alla vera natura del piccolo Dennis, di prevedibile soluzione: prima dell’ultimo quarto d’ora, in cui il vegliardo padre di Dracula (il vecchio Vlad) e il suo servo, arrivano a movimentare un minimo la narrazione, la noia derivata dalla reiterazione finisce per dominare su tutto. Privo di quel pur minimo elemento dinamico (la love story teen) che aveva in parte salvato il soggetto del primo film, questo sequel finisce presto per annoiare, principalmente per l’assenza di una gestione armonica del racconto, e di un suo reale spessore.

Titolo originale: Hotel Transylvania 2
Regia: Genndy Tartakovsky
Paese/anno: Stati Uniti / 2015
Durata: 89’
Genere: Animazione, Commedia, Fantastico, Horror
Cast: Adam Sandler, Andy Samberg, Asher Blinkoff, Chris Kattan, David Spade, Fran Drescher, Keegan-Michael Key, Kevin James, Mel Brooks, Molly Shannon, Selena Gomez, Steve Buscemi
Sceneggiatura: Adam Sandler, Robert Smigel
Montaggio: Catherine Apple
Musiche: Mark Mothersbaugh
Produttore: Michelle Murdocca
Casa di Produzione: Columbia Pictures, LStar Capital, Sony Pictures Animation
Distribuzione: Sony Pictures Entertainment

Data di uscita: 08/10/2015

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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