JESUS ROLLS – QUINTANA È TORNATO

JESUS ROLLS – QUINTANA È TORNATO
di John Turturro


A quasi vent’anni dall’iconico cameo ne Il Grande Lebowski, John Turturro resuscita Jesus Quintana per un road movie dal nutritissimo cast (Bobby Cannavale, Audrey Tatou, Susan Sarandon Jon Hamm, Christopher Walken, Sonia Braga): ma a Jesus Rolls - Quintana è tornato manca intensità e, a tratti, umorismo.

Non si scherza con Jesus

L’ultima volta a John Turturro sono bastati cinque minuti. In quella centrifuga di momenti super cult che è stato Il Grande Lebowski, sapeva di leggenda il breve passaggio sul film del suo Jesus Quintana, giocatore di bowling rosa-vestito, andamento ondulatorio Gipsy Kings, lingua birichina e una fedina penale discutibilissima (citofonare John Goodman). Tanto è vero che nei vent’anni successivi all’uscita di questo celebrato gioiellino dei fratelli Coen, molto più che su un sequel lebowskiano vero e proprio (se ne è pure parlato) le chiacchiere si sono concentrate sulla volontà di Turturro di rispolverare un po’ dello charme (!) del suo latineggiante e iconico antieroe. Jesus Rolls – Quintana è tornato è in fondo il tentativo del regista-attore italoamericano di riscattarsi dall’amichevole “scippo” perpetrato ai suoi danni nel 1998.

Perché Jesus Quintana, e questo sono in pochi a saperlo, è un originale made in Turturro. Debutta sui palcoscenici di New York sul finire degli anni Ottanta. Nell’ispirazione, un vago riferimento a persona realmente esistita. Una creazione talmente intrigante che i fratelli Coen decideranno di recuperarla, amando molto l’idea, per una fugace capatina in Lebowski. Da qui l’equivoco sulla reale paternità del personaggio. E questa premessa basti almeno a sgomberare il campo da un equivoco, quello sull’opportunità o meno di dilatare la presenza in scena del soggetto in questione, al punto da cucirgli addosso un film tutto suo.

Ciò che sorprende di questo grande ritorno è il modo in cui è congegnato. Istintivamente portati a pensare a Jesus Rolls – Quintana è tornato come a uno spin-off, magari la prima incarnazione dell’Universo Cinematografico Lebowski, ci troviamo invece di fronte a un remake abbastanza fedele nella (non) struttura, meno nell’afflato dissacrante, di un classico della commedia francese anni ’70. Scritto e diretto da Bertrand Blier quest’originale si chiamava Les valseuses, e in Italia uscì col titolo I santissimi. Quintana rimpiazza l’originale Gerard Depardieu, da comprimari gli fanno Audrey Tatou e Bobby Cannavale. Questo trio di sbandati, di emarginati dalla vita, di amabili sconfitti, arrivano… da chissà dove e se ne vanno… chi può dirlo. Parlano di sesso, ne fanno molto poco, inseguono il primo vero orgasmo e, al netto di un’incapacità patologica a gestire le cose della vita, costruiscono un’unione sui generis, il primo accenno d’amore della loro vita.

Invano Jesus Rolls – Quintana è tornato, a conti fatti un road movie sgangherato e dal ritmo ingolfato, riesce a dare fuoco alle polveri a deflagrare quel potenziale scorrettissimo che cova sotto la cenere della narrazione ufficiale. Basti pensare a tutto il non detto e il non sfruttato nel rapporto fra Turturro e Cannavale, una relazione apparentemente all’insegna del machismo spinto, in realtà molto più articolata e profonda. Lo stesso Quintana, depurato da alcuni eccessi su cui Il Grande Lebowski aveva costruito la sua indimenticabile apparizione, sembra la versione addomesticata di sé stesso. Limitato alla ripetizione ossessiva di qualche tormentone linguistico pronunciato con l’accento spagnoleggiante d’ordinanza, e poco altro.

A suo modo il film, incorniciato da una meccanica narrazione a episodi, ha qualcosa da insegnarci sulla vita, la morte, l’amore. L’entrata e uscita di scena di una bravissima Susan Sarandon regala alla storia il suo quarto d’ora più riuscito, una riflessione malinconica sul peso di una libertà a cui non siamo più abituati e che sembra scavare nel cuore del protagonista un solco profondo, mettendolo a contatto con una maturità di pensiero fino a quel momento inedita. Non basta. Jesus Rolls non riesce mai a prendere una decisione chiara sul tipo di film che vuole essere. Politicamente scorretto e quindi fedele all’originale francese, commedia vagamente autoriale e fuori dagli schemi? O rilettura all’americana, più puritana (a dispetto del suo stesso leading man) e accomodante? È nell’eterno oscillare del racconto tra questi due poli, e nell’indisponibilità a trovare una risposta al quesito, che Jesus Rolls – Quintana è tornato perde slancio, e soffoca quei momenti di umorismo che pure non mancherebbero. Peccato.

Titolo originale: The Jesus Rolls
Regia: John Turturro
Paese/anno: Stati Uniti / 2019
Durata: 117’
Genere: Commedia, Drammatico, Noir
Cast: Audrey Tautou, Bobby Cannavale, Charles Prendergast, Christopher Walken, Derek Zuzunaga, Gloria Reuben, J. B. Smoove, John Turturro, Jon Hamm, Kathryn Kates, Len Murach, Margaret Reed, Michael Badalucco, Pete Davidson, Rosa Gilmore, Sonia Braga, Susan Sarandon
Sceneggiatura: John Turturro
Fotografia: Peter Menzies Jr.
Montaggio: Simona Paggi
Musiche: Émilie Simon
Produttore: Fernando Sulichin, John Penotti, Paul-Dominique Win Vacharasinthu, Robert Salerno, Sidney Kimmel
Casa di Produzione: New Element, Sidney Kimmel Entertainment, Tribus P Films
Distribuzione: Europictures

Data di uscita: 17/10/2019

Francesco Costantini

Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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