1982

1982
di Oualid Mouaness


Opera prima di Oualid Mouaness, 1982 è un film riflessivo e sospeso in un momento storico ben preciso. La guerra imponente e chiassosa tra l'esercito libanese e quello israeliano incombe, mentre in una scuola elementare alla periferia di Beirut, il piccolo Wissam cerca di dichiarare il suo amore alla compagna Joanna. Il peculiare punto di vista sul conflitto rende 1982 un film delicato e colmo di umanità. In anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2019.

1982 è il primo lungometraggio di Oualid Mouaness, regista libanese con un ricco background di produzioni filmiche, tra le quali diversi cortometraggi, ma anche video musicali per artisti quali Lana Del Rey, Rihanna, Drake e Taylor Swift. Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival 2019, il film ha subito ottenuto critiche positive. Concorrerà ai prossimi premi Oscar nella categoria di Miglior Film in Lingua Straniera per il Libano. In Italia, fa parte della selezione ufficiale della 14° Festa del Cinema di Roma.

Primi di giugno del 1982. Nasce un nuovo giorno, soleggiato e silenzioso, a Beirut. In una scuola elementare di periferia è il momento degli esami di fine anno; i bambini raggiungono l’istituto, tutti elettrizzati all’idea delle vacanze scolastiche imminenti. Tutti, tranne Wissam (Mohamad Dalli), il cui unico pensiero è quello di dichiararsi a Joanna (Gia Madi), compagna di classe di cui è follemente innamorato, prima che la scuola finisca. Per combattere la timidezza si affida al disegno su un foglio, pur rimanendo nell’anonimato, in cui Tigron, il supereroe inventato da Wissam, le dice “Voglio baciarti”.

La narrazione prosegue lenta e pacata, mentre gli esami hanno inizio e Joanna tenta di scoprire l’autore del disegno. Lo sguardo preoccupato e assente dell’insegnante Yesmine (Nadine Labaki), però, svela un’inquietudine legata alla guerra tra le forze libanesi e quelle israeliane, che ogni giorno sembra strisciare sempre più dal sud del Libano verso Beirut: dalla radio rimbalzano notizie frammentarie di una tensione crescente e pronta a esplodere a ridosso della città. Il pensiero di Yesmine è rivolto alla madre e al fratello Georges, deciso a combattere per il proprio Paese, mentre con il compagno e collega Joseph (Rodrigue Sleiman) nascono incomprensioni di carattere politico-ideologico che minacciano di far crollare il loro rapporto.

Di tutt’altro genere sono le incomprensioni che si creano in cortile, durante la pausa, tra Wissam, Joanna e i loro rispettivi amici, e in questa differenza risiede in parte la bellezza di 1982: da una parte gli adulti che giocano a fare la guerra, una stupida guerra tra vicini di casa dove, come dice Yasmine in un dialogo cruciale con Joseph, “nessuno vince, ma perdiamo tutti”; dall’altra il mondo innocente e semplice percepito dai bambini, dove sono le prime turbe amorose a tenere banco per il piccolo sognatore Wissam. Il suo “non importa” in risposta all’osservazione dell’amico Majid (Ghassan Maalouf) sul fatto che Joanna non fosse musulmana, vale più di mille parole.

La reazione dei bambini ai primi boati lontani che increspano il cielo, così come al passaggio degli aerei da combattimento e dei carrarmati, è di stupore e meraviglia: per loro la guerra rappresenta un grande mistero, un fattore esterno alla loro sfera personale, che nel concreto può significare tutt’al più qualche giorno di vacanza da scuola.

Al precipitare degli eventi, l’istituto cerca di affrettare il rientro dei bambini verso le rispettive case, la strada antistante si riempie di macchine e autobus, e nel caos delle operazioni, Wissam ha il tempo per un ultimo, insperato tentativo di avere Joanna accanto a sè per svelarsi, finalmente, tramite il suo supereroe Tigron.

È in parte autobiografica la storia raccontata in 1982 da Oualid Mouaness. Il regista libanese visse, similmente a Wissam, l’evacuazione dalla scuola all’arrivo della guerra, quel mattino di 37 anni fa. Ne scaturisce una narrazione smaliziata (chissà, forse anche liberatoria per Mouaness), tipica di un punto di vista casto come quello dei bambini, condotta egregiamente dal regista.

Allo stesso modo, anche la scelta di inserire delle piccole sequenze animate, frutto della fervida fantasia di Wissam, contribuisce a stendere un velo di distensione sulle tristi vicende belliche. Nell’immaginazione del piccolo protagonista, sul cielo di Beirut a brillare non sono le scie degli aerei, bensì le stelle di Tigron, “il più forte di tutti”, capace di fermare con la sua potenza ogni attacco.

L’immaginazione di un bambino può dunque fermare la guerra? Certo non da sola, ma forse è proprio da quei sentimenti puri, sembra dirci il regista di 1982, che si dovrebbe ripartire per costruire qualsiasi tipo di pace.

1982 poster locandina

Titolo originale: 1982
Regia: Oualid Mouaness
Paese/anno: Libano, Norvegia, Qatar, Stati Uniti / 2019
Durata: 100’
Genere: Drammatico
Cast: Aliya Khalidi, Ghassan Maalouf, Gia Madi, Joseph Azoury, Lelya Harkous, Mohamad Dalli, Nadine Labaki, Rodrigue Sleiman, Said Serhan, Zeina Saab de Melero
Sceneggiatura: Oualid Mouaness
Fotografia: Brian Rigney Hubbard
Montaggio: Jad Dani Ali Hassan, Sabine El Gemayel
Musiche: Nadim Mishlawi
Produttore: Alix Madigan, Christopher Tricarico, Georges Schoucair, Louis Nader, Myriam Sassine, Oualid Mouaness
Casa di Produzione: Abbout Productions, Boo Pictures, MAD DOG FILMS, Tricycle Logic

Walter Stranieri

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