IL MISTERO HENRI PICK

IL MISTERO HENRI PICK
di Rémi Bezançon


Il mistero Henri Pick ci trasporta in una commedia brillante: oscillando tra i toni del giallo e quelli del genere sentimentale, Rémi Bezançon dà vita a una meta riflessione letteraria e cinematografica sul mondo della cultura, partendo dal ruolo dell’editoria fino al giornalismo, alla critica letteraria e ai mass media. Il risultato è un’opera ironica, che sa giocare con acume e leggerezza sul rapporto tra realtà e finzione.

Un gioco metaletterario

Rémi Bezançon, dopo la piacevole escursione nel genere dell’animazione con Le avventure di Zarafa – Giraffa giramondo (2012), torna alla commedia (nel 2009 ha ricevuto due nomination al premio César per la commedia Le premier jour du reste de ta vie) con questo Il mistero Henri Pick, stavolta colorandola di giallo; non il “solito giallo”, bensì un mistero editoriale e letterario, che funge da viatico per riflettere sui paradossi dell’industria culturale e delle vite di chi in questo universo lavora, a volte con speranza, altre con rassegnato cinismo.

Al centro, la vita di un brillante e navigato critico letterario, Jean Michel Rouche (interpretato dal fenomenale e teatrale Fabrice Luchini – vincitore della Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia per il film La Corte): un intellettuale cinico e ironico che si scontrerà con Il mistero Henri Pick, ovvero, lo straordinario successo di un romanzo scritto da un pizzaiolo bretone ormai defunto e ritrovato nella biblioteca dei “manoscritti rifiutati” dalla giovane editrice Daphné Despero (Alice Isaaz).

Il libro in questione è un’opera di una profondità inaspettata, letteraria e filosofica, con elaborati riferimenti alla cultura russa; in molti, però, saranno spinti a domandarsi come sia possibile che sia stato scritto dall’anonimo pizzaiolo Henri Pick, il quale non può rispondere a nessun interrogativo, essendo morto da tempo.

Anche lo spettatore sarà portato a schierarsi: resterà incredulo e sospettoso come il critico Jean Michel, oppure piacevolmente sorpreso come la moglie e la figlia di Pick, ignare di questa passione artistica da parte del pizzaiolo Henri? Tutto inizia dall’invito ricevuto dall’editrice Daphné nella rinomata trasmissione televisiva di Jean Michel: il critico letterario non riesce a frenare i dubbi e le perplessità sulla paternità dell’opera e incorre nella rabbia dei propri datori di lavoro e persino in quella di sua moglie, che lo giudica un uomo troppo cinico, disilluso e diffidente.

Detto, fatto. Jean Michael partirà per la Bretagna, prendendo Il mistero Henri Pick come un affare strettamente personale, in cui ne va di tutta la sua vita, lavorativa e sentimentale. Il primo obiettivo sarà il piccolo paese del defunto Henri Pick, con gli accesi scambi con la risentita vedova Pick (Josiane Stoléru) e la figlia Joséphine Pick (interpretata dall’ironica Camille Cottin), e le numerose visite presso la “biblioteca dei manoscritti perduti”. Inaspettatamente, però, sarà proprio la sagace e intelligente Joséphine Pickad accompagnare Jean–Michel nella sua ricerca, incuriosita dalla caparbietà e testardaggine del critico e anche dal desiderio di comprendere come sia stato possibile che lei e sua madre non abbiano mai saputo nulla del talento del padre prima di allora. Nel momento in cui Joséphine e Jean Michel si mettono insieme sulle tracce della “verità”, iniziano le indagini vere e proprie, in mezzo a numerosi colpi di scena e sipari sul mondo giornalistico ed editoriale.

Il mistero Henri Pick, trasposizione cinematografica dell’omonimo libro di David Foenkinos,avvalora il successo di una storia intelligente e leggera: la trama degli avvenimenti si sviluppa in un gioco di rimandi tra realtà e finzione, seguendo le fila del classico giallo negli snodi principali, ma con una carica ironica e sarcastica scaturente dai mondi della letteratura e del teatro. Ci troviamo nel mondo dell’equivoco per eccellenza, in cui i contorni si mescolano e diventano incerti; la cultura, l’editoria e il giornalismo diventano oggetto e soggetto di questa storia: ne vengono messi in discussione, con tutte le loro contraddizioni, e contemporaneamente ne riescono rafforzati, perché è solo nel nostro racconto della realtà che le cose stesse “diventano reali”.

Il libro, partito già come un’opera che, facendo letteratura, va oltre essa, diventando riflessione sulla letteratura (meta-letteratura), si trasforma così ne Il mistero Henri Pick nello strumento di un’ulteriore riflessione, nell’istante in cui Rémi Bezançon lo trasfigura in un lavoro cinematografico: un’operazione artistica divertente e originale, sia nella forma che nei contenuti.

Il mistero Henri Pick poster locandina

Titolo originale: Le Mystère Henri Pick
Regia: Rémi Bezançon
Paese/anno: Belgio, Francia / 2019
Durata: 100’
Genere: Commedia, Giallo
Cast: Alice Isaaz, Annie Mercier, Astrid Whettnall, Bastien Bouillon, Camille Cottin, Fabrice Luchini, Florence Muller, Hanna Schygulla, Jean Kergrist, Jeanne François, Josiane Stoléru, Lyès Salem, Marc Fraize, Marie-Christine Orry, Marion Petitjean, Mélanie Leray, Philypa Phoenix, Timéo Guennoc, Tristan Carné, Vanessa Marillier, Vincent Winterhalter
Sceneggiatura: Rémi Bezançon, Vanessa Portal
Fotografia: Antoine Monod
Montaggio: Valérie Deseine
Musiche: Laurent Perez del Mar
Produttore: Eric Altmayer, Isabelle Grellat, Nicolas Altmayer
Casa di Produzione: Canal+, Ciné+, Entourage Pictures, France 2 Cinéma, France Télévisions, Gaumont, Mandarin Films, Scope Pictures
Distribuzione: I Wonder Pictures

Data di uscita: 19/12/2019

Sara Gallaccio

Appassionata di filosofia con un’attenzione particolare rivolta alla storia delle religioni, all’antropologia e alla diverse forme d’arte, si è specializzata in pratiche filosofiche nel 2018, presso la SUCF di Roma. Come giornalista si occupa di cultura, cinema, politica e attualità.

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