LUCKY CHAN-SIL

LUCKY CHAN-SIL
di Kim Cho-Hee


Una messa in scena essenziale ma efficace quanto basta pervade questo piccolo lavoro di Kim Kyoung Hee. Eppure, di fianco a tenere chiacchierate al parco, di fianco a surreali discorsi con il fantasma di Leslie Cheung, di fianco a immagini di una luna piena che ci sembra più grande che mai, manca sempre qualcosa al fine di rendere il presente Lucky Chan-Sil un prodotto realmente compiuto. Al Far East Film Festival 2020.

Fantasmi in celluloide

Il cinema. Croce e delizia della produttrice cinematografica Chan-Sil, la quale, pur di seguire la sua smisurata passione per la settima arte, ha rinunciato sia a relazioni amorose che a mettere su famiglia. Ma cosa accadrebbe se, improvvisamente, la donna dovesse trovarsi disoccupata? A questa situazione Chan-Sil dovrà inevitabilmente rapportarsi in seguito alla morte improvvisa del regista con cui collaborava da anni. Situazione non facile, senza dubbio. Situazione che richiederebbe, innanzitutto, un’accurata indagine introspettiva. E proprio su questa indagine – con tutti gli imprevisti e le disavventure del caso – è incentrato il lungometraggio Lucky Chan-Sil, proveniente direttamente dalla Corea del Sud, diretto nel 2020 da Kim Kyoung Hee e presentato in anteprima italiana al Far East Film Festival 2020, nella sua speciale edizione online.

Un lavoro, il presente, in cui è palpabile la passione per la settima arte, in grado di dare tanto, ma anche di togliere tutto all’improvviso. Chan-Sil è brava nel suo lavoro. E anche nel tempo libero non fa altro che parlare di cinema. Eppure, il caso ha voluto che la stessa si prendesse una sorta di momento di riflessione, al fine di capire quale sia la strada da percorrere per essere felice. Sarà il caso di tentare di trovare una soluzione iniziando una relazione con il giovane insegnante di francese della sua migliore amica (anch’egli, un tempo, regista di cortometraggi)?

Benché in Lucky Chan-Sil, di fatto, non assistiamo mai a momenti ambientati durante le riprese di qualche film, possiamo tranquillamente affermare di trovarci davanti a un prodotto metacinematografico a tutti gli effetti. I lunghi dialoghi, i brevi momenti onirici, ma anche l’improvvisa apparizione del fantasma di Leslie Cheung in casa della protagonista stanno a portarci sempre allo stesso punto. Si può essere felici solo se non si è soli oppure bisogna a tutti i costi capire quali sia la nostra vera vocazione?

Una messa in scena essenziale ma efficace quanto basta pervade questo piccolo lavoro di Kim Kyoung Hee. Eppure, di fianco a tenere chiacchierate al parco, di fianco a surreali discorsi con il suddetto fantasma, di fianco a immagini di una luna piena che ci sembra più grande che mai, manca sempre qualcosa al fine di rendere il presente Lucky Chan-Sil un prodotto realmente compiuto.

O, sarebbe meglio dire, più che mancare qualcosa, nel corso della vicenda altro non si fa che percorrere – in modo, a volte, anche un po’ naÏf – strade dalla meta facilmente immaginabile. E le numerose riflessioni nate durante il corso della visione, altro non fanno che sviluppare in modo spesso sommario tematiche già più e più volte trattate. A scapito delle numerose, interessanti intuizioni presenti, come la camera disabitata della figlia della padrona di casa della protagonista e quell’aura di mistero e di soprannaturale che pervade l’intera visione.

Si ha, dunque, quasi l’impressione che il regista abbia realizzato questo lavoro quasi per sé stesso, volendo a tutti i costi dar vita a una vera e propria dichiarazione d’amore al cinema. E, dunque, letto in quest’ottica, forse questo piccolo, romantico Lucky Chan-Sil, nonostante le sue numerose imperfezioni, si fa volere sicuramente un po’ più di bene.

Lucky Chan-sil poster locandina

Titolo originale: Chansilyineun Bokdo Manhji
Regia: Kim Cho-Hee
Paese/anno: Corea del Sud / 2020
Durata: 96’
Genere: Drammatico, Sentimentale
Cast: Bae Yoo-Ram, Choi Hwa-Jung, Kang Mal-Geum, Kim Young-Min, Mun Hye-In, Rie Young-Zin, Seo Sang-Won, Yoon Seung-Ah, Youn Yuh-Jung
Sceneggiatura: Kim Cho-Hee
Fotografia: Ji Sang-Bin
Montaggio: Yeon-ji Son
Musiche: Jung-Yeop Jeong
Produttore: Kim Sung-Eun, Seo Dong-Hyun
Casa di Produzione: Youn

Marina Pavido

Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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