CIAO BROTHER

CIAO BROTHER
di Nicola Barnaba


Al suo secondo lungometraggio, Nicola Barnaba si affida in Ciao Brother alla rodata coppia formata da Nico Di Renzo e Fabrizio Nardi, riuscendo comunque a costruire un intreccio che non si limiti a una mera reiterazione di gag.

Brothers (not) in arms

Angelo è un piccolo truffatore italiano, che si trova costretto a fuggire a Los Angeles dopo aver venduto dei quadri falsi. Con le carte di credito bloccate, solo e senza un soldo, l’uomo si arrangia come può finché non gli capita quella che sembra l’occasione della vita: un ricco imprenditore italoamericano, che gli somiglia moltissimo, è infatti appena deceduto, lasciando un’ingente eredità. Angelo si reca così a casa di George, unico erede del defunto, proclamando di essere il suo fratellastro. Inizialmente trattato con sospetto dall’uomo, e guardato con odio dall’avida moglie Patricia, Angelo aiuta tuttavia George a concludere un importante affare, conquistandosi la sua simpatia. Da quel momento, tra i due nasce un’amicizia speciale, che tuttavia dovrà scontrarsi con l’ostilità di Patricia e coi montanti sensi di colpa di Angelo.

Dopo un ventennio di successi teatrali e televisivi, che li ha visti passare (tra gli altri) dal palcoscenico del Seven Show a quello di Zelig, il duo costituito da Nico Di Renzo e Fabrizio Nardi (in arte Pablo e Pedro) approda, da protagonista, sul grande schermo. I due comici, in realtà, erano già apparsi nella recente commedia All’ultima spiaggia di Gianluca Ansanelli; qui, tuttavia, Di Renzo e Nardi si giovano per la prima volta di un soggetto che li vede mattatori assoluti, con due personaggi dalle caratteristiche che ben si adeguano al loro rodato affiatamento. Nato da un’idea di Filippo Ascione, poi sviluppata da Giulio Base, questo Ciao Brother è il secondo lungometraggio diretto da Nicola Barnaba, già collaboratore storico dello stesso Base e di Giorgio Capitani, nonché regista della commedia Una cella in due.

Di nuovo trovatosi a lavorare su un soggetto altrove sviluppato, Barnaba, regista cinefilo e onnivoro, si mostra qui, rispetto al suo esordio, maggiormente a proprio agio coi meccanismi della commedia, aiutato anche da un soggetto decisamente più compatto e dal carattere meno episodico. Ancora incentrato su un duo comico che (inevitabilmente) subordina alle sue esigenze tempi e modi narrativi, “vestendo” con naturalezza i rispettivi personaggi, il film occhieggia da una parte la comicità di stampo cabarettistico del duo, dall’altra le buddy comedy americane richiamate dall’ambientazione. In ciò, una storia lineare ma dalle coordinate immediatamente riconoscibili, espressione in chiave comica della più classica favola metropolitana, guida lo spettatore attraverso una vicenda di amicizia e scoperta reciproca, illuminata persino da qualche gustosa apertura “onirica” (da segnalare in questo – sconsigliando di lasciare anzitempo la sala – i divertenti titoli di coda).

Malgrado la costrizione in una formula abbastanza standardizzata, e malgrado i limiti di un formato che deve valorizzare, in primis, il potenziale del duo protagonista, Ciao Brother mostra gusto e capacità di intrattenere, oltre a un’apprezzabile gestione dei tempi comici. Nardi e Di Renzo, abituati a operare come duo, si rivelano efficaci anche nella prima frazione del racconto (precedente all’incontro dei due personaggi) riuscendo a non monopolizzare con le loro gag gli spazi della trama, facendola al contrario “respirare” e lasciando il giusto spazio agli altri personaggi. In questo, il film evita la mera trasposizione (comune a molti progetti analoghi) delle logiche del palcoscenico sullo schermo, non dimenticando mai le regole del linguaggio cinematografico, e le esigenze di un racconto che deve vivere in funzione del suo rapporto col medium. Un rapporto organizzato, in questo caso, in un efficace climax, sostanzialmente privo di lungaggini o tempi morti.

Lieve e pensato (anche) nell’ottica di una commedia per famiglie, Ciao Brother soffre comunque – inevitabilmente – i limiti del formato, la semplificazione di personaggi e gag, il sentore di già visto che accompagna i suoi principali snodi di trama. A questi limiti fisiologici, in parte connaturati al genere, va aggiunto qualche passaggio narrativo eccessivamente affrettato (la crisi tra i due protagonisti a metà film, e la successiva riappacificazione) che in parte pregiudica il coinvolgimento spettatoriale. Una maggiore attenzione, in fase di scrittura, alla fase centrale della storia (con la valorizzazione dei suoi aspetti conflittuali) avrebbe probabilmente reso ancora più funzionale il climax che porta il film verso la sua, efficace, conclusione.

Ciao Brother poster locandina

Titolo originale: Ciao Brother
Regia: Nicola Barnaba
Paese/anno: Italia / 2016
Durata: 90’
Genere: Commedia
Cast: Ami Codovini, Ami Veevers Chorlton, Benedicta Boccoli, Claudia Errico, Claudia Tosoni, Clayton Norcross, Cristian Marazziti, Cristiano Lucarelli, David Kirk Traylor, Davide Zed, Emanuela Aurizi, Fabrizio Nardi, Francesca Della Ragione, Giuseppe Milazzo Andreani, Massimo Ceccherini, Mietta, Nico Di Renzo, Robert Madison, Roberto Ciufoli, Sean James Sutton
Sceneggiatura: Giulio Base
Fotografia: Francesco Di Giacomo
Montaggio: Nicola Barnaba
Musiche: Flavio Premoli
Produttore: Gianluca Curti
Casa di Produzione: Minerva Pictures
Distribuzione: Microcinema

Data di uscita: 09/06/2016

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *