FUCK YOU, PROF! 2

FUCK YOU, PROF! 2

Con Fuck you, Prof! 2, il regista Bora Dagtekin dà un sequel al suo fortunato film del 2013, replicandone gran parte degli stilemi, ma mettendo ancor più a nudo l’esilità dell’idea su cui già questo si reggeva.

Professore (non più) per caso

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Zeki Muller, ex ladro e professore di liceo per caso, inizia a essere stanco dei ritmi della vita da insegnante. L’occasione per mollare tutto gli si presenta inaspettatamente: un sacchetto di diamanti, bottino di un suo vecchio colpo, torna rocambolescamente in suo possesso. L’uomo, già pregustando una nuova vita, nasconde i gioielli dentro un peluche, che però viene donato dall’inconsapevole fidanzata a un’associazione che fa beneficenza in Thailandia. Zeki, disperato, decide di coinvolgere la sua classe in una gita scolastica nel paese asiatico, sperando di recuperare il bottino e sfidando nel contempo i rivali del college Schiller, che puntano a una prestigiosa partnership con un’associazione benefica locale. Il viaggio sarà origine, per Zeki e per gli alunni della 10B, di una serie di rocambolesche avventure, in cui l’ex ladro potrà anche riconsiderare la sua decisione di lasciare l’insegnamento.

L’originale Fuck you, Prof!, inaspettato successo tedesco del 2013, si innestava su un genere (quello della commedia scolastica) ben collaudato e dagli illustri antenati. Il regista Bora Dagtekin, tedesco di origini turche, aveva già creato la fortunata serie tv Kebab for Breakfast, vincitrice di diversi premi televisivi e trasmessa in Italia da MTV: dopo la riduzione cinematografica della serie, la collaborazione col protagonista Elyas M’Barek si è rinnovata nel film del 2013, che aveva messo da parte (in buona misura) i temi delle differenze culturali per abbracciare la più classica delle high school comedies.

Squadra che vince non si cambia: questo Fuck you, Prof! 2 riporta così sullo schermo lo stesso team (artistico e produttivo) che aveva dato vita al film precedente, a cominciare dall’istrionico professore e dai suoi, apparentemente non invecchiati, allievi. All’umorismo originato dagli equivoci, dalle macchinazioni del furbo protagonista, dai giochi di parole che l’adattamento italiano può far solo intuire, si somma qui un recupero delle tematiche “etniche” che il regista aveva inserito nella sua serie d’esordio, l’esotismo dell’ambientazione, e un accenno di sottotesto sociale (attinente alla beneficenza e alle sue degenerazioni).

Su tutto, un intrattenimento comico facile e diretto, ancora centrato sul contrasto tra l’ingessata istituzione scolastica e l’elemento “alieno” rappresentato dell’ex criminale, capace tuttavia di creare il giusto feeling con la più classica delle classi “difficili”. Si rinnova inoltre, e si approfondisce, il sottotesto sentimentale, con la love story con l’insegnante interpretata da Karoline Herfurth a muovere ancora una volta, in modo decisivo, l’intreccio e i suoi sviluppi.

Chi ha apprezzato il film originale ritroverà in questo Fuck you, Prof! 2 gran parte degli elementi che ne avevano fatto la fortuna, uniti a un esotismo nell’ambientazione che cattura l’occhio nel modo più semplice e immediato. Elyas M’Barek resta un ottimo talento comico (peccato non poterne apprezzare la recitazione in lingua originale), capace di rendere esplosivo il più stereotipato dei personaggi, tanto con la recitazione quanto con la fisicità. A movimentare un intreccio che si muove su sentieri battuti quanto sicuri, l’abbozzata riflessione sullo sfruttamento dei paesi emergenti (anche attraverso vere o presunte opere assistenziali), oltre ai riferimenti a un classico della letteratura (e alla sua incarnazione cinematografica) come Il signore delle mosche di William Golding.

Più spezzettato ed episodico del suo predecessore, tutto incentrato su una comicità facile ed epidermica, questo Fuck you, Prof! 2 ripropone la formula del prototipo aggiornandola appena quanto basta, ma disancorandola ancor più da una trama coerente. Il sostanziale immobilismo del personaggio principale contraddice la “morale” del film precedente, ma soprattutto rende questo sequel prevedibile e risaputo: pur laddove il primo film non era School of Rock di Richard Linklater, la sua freschezza e il suo discreto ritmo comico ne facevano un accettabile prodotto di intrattenimento. Qui, tutto è molto più sfilacciato, basato sulla singola gag più che su una costruzione narrativa armonica, di scarsa sostanza nelle premesse quanto inutilmente dilatato nella durata (in tutto 115 minuti). La familiarità con i personaggi e con gli sketch a cui danno vita, se da un lato può catturare i “vecchi” spettatori dal palato più facile, dall’altro mostra la fragilità dell’impalcatura su cui lo stesso film originale si reggeva. Quello diretto da Bora Dağtekin resta quindi, al netto della simpatia del suo protagonista, un sequel stanco, che non riesce ad aggiornare al meglio le già esili premesse del suo predecessore.

Fuck you, Prof! 2 poster locandina

Scheda

Titolo originale: Fack ju Göhte 2
Regia: Bora Dagtekin
Paese/anno: Germania / 2015
Durata: 115’
Genere: Commedia
Cast: Alwara Höfels, Aram Arami, Bernd Stegemann, Elyas M’Barek, Enissa Amani, Farid Bang, Gizem Emre, Jana Pallaske, Jella Haase, Johannes Nussbaum, Karoline Herfurth, Katja Riemann, Lena Klenke, Lucas Reiber, Max von der Groeben, Michael Maertens, Runa Greiner, Uschi Glas, Volker Bruch, Zsá Zsá Inci
Sceneggiatura: Bora Dagtekin
Fotografia: Andreas Berger
Montaggio: Charles Ladmiral
Musiche: Michael Beckmann, Konstantin Djorkaeff Scherer, Vincent Stein
Produttore: Lena Schömann, Narimon Atibaed, Bora Dagtekin, Tina Kringer
Casa di Produzione: Red Balloon Films, Constantin Film International
Distribuzione: Medusa Film

Data di uscita: 14/09/2016

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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