SE PERMETTI NON PARLARMI DI BAMBINI!

SE PERMETTI NON PARLARMI DI BAMBINI!

Guardando soprattutto alla commedia romantica statunitense, Ariel Winograd costruisce con Se permetti non parlarmi di bambini un prodotto efficace, dal buon ritmo, che tuttavia sconta il semplicismo della sua premessa e un certo sentimentalismo d’accatto nella seconda parte.

Genitori mai

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Da quando si è separato, restando da solo con sua figlia Sofia di nove anni, Gabriel si dedica anima e corpo alla cura della bambina, ignorando completamente le altre donne. Proprietario di un negozio di musica ereditato da suo padre, con cui ha un rapporto conflittuale, l’uomo incontra casualmente Vicky, una sua ex compagna di liceo che a suo tempo aveva una cotta per lui. I due trascorrono una piacevole serata insieme, ma, proprio mentre sta per rivelarle dell’esistenza di sua figlia, Gabriel apprende che Vicky ha un odio patologico verso i bambini. La conoscenza tra i due si approfondisce col tempo sempre più, trasformandosi in un’appassionata relazione: ma Gabriel è costretto a tener nascosta la presenza di Sofia, per paura di perdere l’amore della donna. La verità, tuttavia, è destinata a venire presto a galla.

In curiosa corrispondenza con le nostrane discussioni sul “Fertility Day”, e sulla discutibile campagna istituzionale volta a promuovere la procreazione, esce nelle sale italiane un film che affronta, in forma di commedia, proprio il tema della genitorialità. Campione d’incassi in Argentina nel 2015 (nel primo weekend di programmazione ha superato persino il blockbuster Mad Max: Fury Road), questo Se permetti non parlarmi di bambini! mostra tutti i crismi della commedia romantica, che innesta il tema della famiglia, della sua costruzione, e dei conflitti che questa porta con sé, sul collaudato canovaccio della più classica love story. Love story debitrice, nell’intreccio come nel ritmo narrativo e figurativo, di tanto cinema statunitense dell’ultimo ventennio.

In effetti, se non fosse recitato in spagnolo, da protagonisti con nomi latini, Sin hijos (questo il titolo originale del film) potrebbe essere tranquillamente una commedia romantica hollywoodiana, tra le tante nate sulla scia dei film del recentemente scomparso Garry Marshall. Non ci stupiremmo, a questo proposito, se Hollywood (visto anche il successo raggiunto in patria) ne annunciasse presto un remake. Il film di Ariel Winograd segue in effetti le regole e l’evoluzione narrativa di molti prodotti analoghi statunitensi, mostrando con garbo (e un occhio sempre attento a un pubblico di famiglie) fratture, crisi e ricomposizioni del nucleo familiare, e utilizzando uno stuolo di personaggi (a partire dai due protagonisti) che rappresentano altrettanti “tipi” semplificati.

Nei due ruoli principali, due importanti interpreti locali come Diego Peretti e Maribel Verdù (visti rispettivamente nel drammatico The German Doctor, visto nella sezione Un certain regard del Festival di Cannes 2013, e nella cupa rilettura di Blancanieves, datata 2012); ad affiancarli, e a rubar loro invero, spesso, la scena, la giovanissima Guadalupe Manent, nel ruolo di quell’elemento dallo sguardo più limpido e “puro” che, come da tradizione, saprà superare indecisioni e idiosincrasie dell’universo adulto.

La commedia diretta da Ariel Winograd è garbata, dal ritmo sostenuto, impreziosita da buoni interpreti (con in testa la simpatica Guadalupe Manent), e costellata da gag ed equivoci volti a rappresentare, in forma semplificata ma efficace, molti snodi della quotidianità. La struttura collaudata della sceneggiatura di Se permetti non parlarmi di bambini!, che si regge su un motivo stereotipato (una bugia, con la catena di tragicomici eventi che ne seguono) riesce a coinvolgere spettatori di tutte le latitudini nel modo più semplice e diretto; il regista mostra un buon mestiere nel dare la giusta enfasi emotiva agli snodi-chiave della trama, riuscendo a costruire gradualmente un’efficace empatia con i tre personaggi principali. In una regia che, per gran parte del film, si fa da parte in favore degli interpreti, limitandosi a seguire i dettami dello script, spicca qualche buon momento (il lungo piano sequenza circolare che segue la trasformazione della casa del protagonista, la sequenza della foresta), segno di un cineasta dalla personalità da non sottovalutare.

Se permetti non parlarmi di bambini! sconta innanzitutto l’esilità della sua struttura, oltre a un’idea di base intrinsecamente fragile, e alla scarsa credibilità della sua premessa (la possibilità di tenere nascosta una figlia, e di trasformare la propria abitazione a seconda dell’ospite convenuto). La forma attraverso la quale il film rappresenta i temi familiari, con le crisi e le ricomposizioni vissute in seno all’istituzione-cardine della società occidentale, appare talmente semplificata da sfiorare il semplicismo; i personaggi, e le loro biografie, sono inevitabilmente stereotipati, buoni per favorire un’identificazione facile e immediata quanto mancanti di credibilità. Il film, generalmente efficace nel costruire l’empatia, si lascia andare (in particolar modo nella seconda parte) a un eccesso di melassa e di sentimentalismo, che inficia quella capacità di coinvolgimento emotivo, e di disponibilità spettatoriale a “stare al gioco”, che era riuscito a richiamare per buona parte della sua durata.

Se permetti non parlarmi di bambini! poster locandina

Scheda

Titolo originale: Sin hijos
Regia: Ariel Winograd
Paese/anno: Spagna, Argentina / 2015
Durata: 100’
Genere: Commedia
Cast: Ariel Pérez de María, Carla Pandolfi, Chang Hung Cheng, Claudio Lauría, Diego Peretti, Erika de Sautu Riestra, Esteban Menis, Franco Mellucci, Guadalupe Manent, Guillermo Arengo, Horacio Fontova, Iair Said, Jazmín Medina, Jorgelina Aruzzi, Lucía Maciel, Luciano Linardi, Lucio Schraier, Maribel Verdú, Marina Bellati, Martín Piroyansky, Myriam Henne, Noe Montes, Olivier Noel, Olivier Ubertalli, Pablo Rago, Vittorio Roberti
Sceneggiatura: Mariano Vera
Fotografia: Félix Monti
Montaggio: Alejandro Brodersohn
Musiche: Dario Eskenazi
Produttore: Juan Lovece
Casa di Produzione: MyS Producción, Patagonik Film Group, Tornasol Films
Distribuzione: Microcinema

Data di uscita: 29/09/2016

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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