SASHA E IL POLO NORD

SASHA E IL POLO NORD

Co-produzione franco/danese datata 2015, esordio per il regista e storyboarder Rémi Chayé, Sasha e il Polo Nord recupera la dimensione del romanzo d'avventura e di formazione, impattando temi non banali (la dialettica tra sogni e realtà, il confronto con la morte) e utilizzando un'interessante compenetrazione tra animazione classica e digitale.

Un sogno di ghiaccio e vita

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San Pietroburgo, 1882. La giovane Sasha, erede di una famiglia aristocratica russa, ha sempre avuto la passione per i viaggi, e nutre un’attrazione irresistibile per il Grande Nord. La ragazza, in particolare, vuole ripercorrere le orme di suo nonno Oloukine, noto esploratore che non ha mai fatto ritorno da una spedizione nell’Artico. Il problema è che il padre di Sasha, alto funzionario dell’amministrazione russa, vuole dare la ragazza in sposa al principe Tomsky, nipote dello zar e nobile intrigante, segretamente deciso a screditare la famiglia della ragazza a causa di un antico screzio. Una notte, Sasha decide di ribellarsi al destino che le è stato imposto, e di mettersi in viaggio per il Polo Nord da sola, sulla scia della spedizione di suo nonno.

Fa piacere rilevare il perdurante interesse da parte di alcune realtà distributive italiane, fattosi più costante nel corso degli ultimi 2-3 anni, nei confronti dell’animazione europea. Una realtà, quest’ultima, che ha goduto finora di un’attenzione occasionale e intermittente – anche in relazione ai cartelloni dei grandi festival internazionali – caratterizzata da peculiarità a sé (pur nella varietà delle diverse scuole nazionali) che la differenziano in modo netto dai suoi omologhi americani e asiatici. In questo senso, pur in una nicchia distributiva (inevitabilmente) limitata rispetto ai titoli più blasonati, si segnala l’opera della PFA, distributore indipendente che già portò in Italia i francesi Un gatto a Parigi e Phantom Boy (quest’ultimo distribuito appena pochi mesi fa). Ultimo in ordine di tempo a giungere sui nostri schermi, questo Sasha e il Polo Nord, co-produzione franco/danese risalente al 2015, che vede l’esordio nel lungometraggio del regista e storyboarder Rémi Chayé.

L’esordio di Chayé, caratterizzato da una felice compresenza tra animazione tradizionale e digitale, risulta strutturato secondo il più classico schema del racconto d’avventura e di formazione di derivazione letteraria; seguendo le tappe e le regole del genere, Sasha e il Polo Nord innesta nel suo tessuto narrativo alcune interessanti riflessioni sulla società russa di fine ‘800 (e sul ruolo in essa della donna), sulle asperità e contraddizioni della crescita personale, sulla costante dialettica tra sogni e realtà, e sul confronto di una protagonista giovane con la morte. Il tratto iperrealistico del disegno riesce a ovviare con efficacia alla ristrettezza di mezzi produttivi, mentre il passo e il respiro è quello del cinema avventuroso d’altri tempi, pensato per un target anagraficamente giovane ma fruibile da un pubblico ampio e trasversale.

Nella limitatezza della sua durata (circa 83 minuti), Sasha e il Polo Nord riesce ad affrontare con efficacia un ampio ventaglio di tematiche, innestandole sulla struttura di una classica opera d’animazione. Il racconto di formazione della giovane protagonista tocca con sapienza le giuste corde emotive, mentre le diverse tappe del suo viaggio restituiscono un’epica (con chiare parentele letterarie – vengono in mente classici della letteratura quali Capitani coraggiosi – ma anche debitrice al cinema avventuroso che fu) atemporale e per questo tanto più potente. La prevalenza di colori pastello, e le finezze nella resa della luce e delle ombre, conferiscono all’estetica del film un’efficace dimensione iperrealistica, mentre alcune sequenze (tra queste, il silenzioso incontro della giovane protagonista col suo anziano predecessore) colpiscono per la loro intensità emotiva. Vanno segnalati, inoltre, gli intelligenti titoli di coda, con una scelta radicale nel segno del fuori campo, che evita al film le trappole di un’eccessiva retorica.

Un limite che si può trovare a Sasha e il Polo Nord è che la dimensione epica del viaggio della protagonista meritasse forse un’estensione temporale un po’ maggiore; ciò è vero specie per la parte di storia dedicata all’inizio della sua traversata in mare, e al suo progressivo adattamento alla vita della ciurma. Un limite, quest’ultimo, certo dovuto anche all’esigenza di restare nella dimensione (sotto all’ora e mezza) di un film per ragazzi. Va comunque sottolineato come la portata dei temi trattati, e il loro stretto collegamento con la storia e le caratteristiche della società russa di quegli anni, rendano il film non propriamente adatto a un pubblico di età troppo giovane, forse sprovvisto degli strumenti per coglierne appieno tutte le tematiche.

Scheda

Titolo originale: Tout en haut du monde
Regia: Rémi Chayé
Paese/anno: Francia, Danimarca / 2015
Durata: 81’
Genere: Avventura, Animazione
Cast: Anselme Marouvin-Sacksick, Antony Hickling, Audrey Sablé, Bibi Jacob, Boris Rehlinger, Chloe Dunn, Christa Théret, Claire Harrison-Bullett, Cyrille Monge, Fabien Briche, Féodor Atkine, Gabriel Le Doze, Geoffrey Greenhill, Juliette Degenne, Kester Lovelace, Leslie Clack, Loïc Houdré, Marc Bretonnière, Peter Hudson, Rémi Bichet, Rémi Caillebot, Thomas Sagols, Tom Morton, Vivienne Vermes
Sceneggiatura: Claire Paoletti, Patricia Valeix, Fabrice de Costil
Montaggio: Benjamin Massoubre
Musiche: Jonathan Morali
Produttore: Ron Dyens, Claus Toksvig Kjaer, Henri Magalon
Casa di Produzione: CPH Film Fund, France Télévisions, Sacrebleu Productions, Palatine Étoile 11, Canal+, Maybe Movies, Ciné+, 2 Minutes Animation, Centre National de la Cinématographie (CNC), Noerlum Studios, Académie Franco-Russe du Cinéma, Det Danske Filminstitut, France 3 Cinéma, West Danish Film Fund
Distribuzione: PFA Films

Data di uscita: 04/05/2017

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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