BAYWATCH

BAYWATCH
di Seth Gordon


Col nuovo Baywatch, il regista Seth Gordon tenta la strada della consapevole parodia, e dell'irrisione di tutto l'immaginario della serie anni '90: ma il materiale di partenza è talmente povero e anacronistico che la sua riproposizione in chiave parodistica non fa che metterne a nudo la pochezza.

Vecchia gioventù da spiaggia

Emerald Bay, sulla costa della Florida. Il sergente Mitch Buchannon è a capo della Baywatch, un gruppo di coraggiosi guardaspiaggia incaricati di salvaguardare la tranquillità e la sicurezza degli avventori. Alla squadra si è appena unito Matt Brody, giovane e viziato ex campione di nuoto, che deve scontare col servizio nel gruppo l’ultima bravata. I guardaspiaggia hanno appena scoperto che la baia è stata toccata dal commercio di una pericolosa nuova droga sintetica; le loro indagini sembrano puntare alla spregiudicata Victoria Leeds, proprietaria del vicino Huntley Club. Quando quello che sembra un incidente nautico provoca la morte di un politico locale, che aveva da poco avuto contatti con la Leeds, Buchannon e i suoi realizzano la pericolosità della donna e la necessità di fermarla.

L’imperante (ma tutt’altro che nuova) tendenza hollywoodiana al riciclo di vecchi franchise e di vecchie icone si è spinta negli ultimi anni, spesso e volentieri, a lambire il piccolo schermo. Dalle nuove versioni di Charlie’s Angels al parodistico Starsky & Hutch, passando per il rinnovato Hazzard, le vecchie glorie televisive, nel corso degli ultimi 10-15 anni, hanno trovato spesso nuova vita sul grande schermo, in versioni opportunamente aggiornate ai gusti del pubblico moderno. In un ideale continuum tra la riproposizione filologica e la consapevole parodia, questa nuova versione di Baywatch sembra invero decisamente sbilanciata sul secondo versante: una scelta figlia forse della consapevolezza, da parte del regista Seth Gordon e degli sceneggiatori, che un immaginario come quello della serie originale era difficilmente replicabile nel 2017.

Con un pugno di star moderne (lo statuario Dwayne Johnson, il teen idol Zac Efron, la lanciatissima Alexandria Daddario) la squadra di guardaspiaggia nata sul piccolo schermo a fine anni ‘80 risorge così a nuova vita nel segno dell’autoironia più scoperta, dell’humour scorretto e a volte sboccato, della battuta facile e fulminante che ammicca al pubblico adolescente di questa seconda metà del decennio (e ai suoi gusti). In un intreccio tenuto insieme da un filo conduttore – invero abbastanza esile – di matrice poliziesca, il film di Gordon resta comunque attento a non superare le soglie di guardia di volgarità nel linguaggio e di violenza esplicita: una scelta che non ha comunque impedito al film di ottenere una R (i minori di 17 anni possono vederlo solo accompagnati) da parte della commissione censura americana.

Nella sua sceneggiatura macchinosa, chiaramente oggetto di diversi rimaneggiamenti, questo nuovo Baywatch tenta di decostruire l’immaginario della serie originale, parodiandolo e rendendolo più fruibile per il pubblico del 2017. Un pubblico blandito attraverso l’humour sboccato, il florilegio di simboli e icone contemporanee (gli smartphone, i riferimenti alle pop idol, i tweet e i filmati di Youtube), il gusto estemporaneo e decontestualizzato delle schermaglie tra i due protagonisti, con i nomignoli dati da Johnson/The Rock al personaggio di Efron. La difficoltà nella riproposizione tout court di un’estetica così legata al suo periodo originale ha portato il regista Seth Gordon a tentare la strada della smitizzazione, in un tentativo in sé certamente giustificato. Sintetizzando e rielaborando alcuni personaggi e situazioni del telefilm originale, e aggiungendone altresì di nuovi (il nerd ballerino interpretato da Jon Bass), questo Baywatch versione 2017 cerca così di tenere insieme pubblico vecchio e nuovo, regalando inoltre ai fans i cameo – ampiamente annunciati – dei vecchi protagonisti David Hasselhoff e Pamela Anderson, insieme alla promessa (tutta da verificare) di un loro ritorno nell’eventuale sequel.

Nonostante i tentativi di svecchiamento/parodizzazione dell’immaginario originale, questo Baywatch si infrange comunque contro l’oggettiva pochezza del materiale (narrativo ed estetico) di partenza, nonché contro il suo precoce ma inesorabile invecchiamento. C’erano ben pochi margini per rimaneggiare un universo che era così strettamente legato al suo periodo di concepimento (la fine degli anni ‘80), alle sue icone e ai suoi modelli di fruizione; se una riproposizione tal quale di quell’immaginario avrebbe assunto, oggi, l’aura del trash involontario, il tentativo di parodiarlo non ottiene che lo scopo di metterne a nudo (e ribadirne) il carattere effimero.

Al di là di questi limiti “strutturali”, che ne avrebbero probabilmente decretato in ogni caso il fallimento, il Baywatch 2017 soffre altresì di una sceneggiatura esile, tenuta insieme (male) da un filo conduttore poliziesco che non acquista mai la necessaria fluidità, cosparso di dialoghi e gag (i già citati litigi tra i due protagonisti) che vengono presto a noia. Gli stessi attori appaiono piuttosto spaesati in ruoli con cui evidentemente non sentono grande confidenza (a partire da un The Rock che sembra smaniare per dosi più massicce – e consistenti – di azione); le poche sequenze action del film risultano piatte e dirette in modo svogliato. La fredda accoglienza del pubblico d’oltreoceano – che si aggiunge ai prevedibili, poco lusinghieri giudizi della critica – finisce per mettere un serio punto interrogativo sulla realizzazione del previsto sequel, annunciato dall’immancabile sequenza posta subito prima dei titoli di coda.

Titolo originale: Baywatch
Regia: Seth Gordon
Paese/anno: Stati Uniti / 2017
Durata: 116’
Genere: Azione, Commedia
Cast: Alexandra Daddario, Amin Joseph, Charlotte McKinney, Dwayne Johnson, Hannibal Buress, Ilfenesh Hadera, Izabel Goulart, Jack Kesy, Jon Bass, Kelly Rohrbach, Priyanka Chopra, Rob Huebel, Yahya Abdul-Mateen II, Zac Efron
Sceneggiatura: Damian Shannon, Mark Swift
Fotografia: Eric Steelberg
Montaggio: Peter S. Elliot
Musiche: Christopher Lennertz
Produttore: Beau Flynn, Douglas Schwartz, Gregory J. Bonann, Ivan Reitman, Michael Berk, Tom Pollock
Casa di Produzione: NeThe Montecito Picture Company, Paramount Pictures, Skydance Media
Distribuzione: Universal Pictures

Data di uscita: 01/06/2017

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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