EASY – UN VIAGGIO FACILE FACILE

EASY – UN VIAGGIO FACILE FACILE

Commedia on the road che guarda a certo cinema indipendente europeo, mantenendo tuttavia una sua specificità, Easy - Un viaggio facile facile si rivela un interessante esordio per Andrea Magnani, che gioca col concetto di confine e con le sue molteplici accezioni.

Un viaggio rigeneratore

Pubblicità

Isidoro, detto Easy, è un trentacinquenne ex campione di automobilismo, che è caduto in depressione dopo una gara persa. Ora, l’uomo è ingrassato e passa le sue giornate davanti alla Playstation, ingozzandosi di psicofarmaci e meditando il suicidio. Quando il fratello di Easy, un imprenditore che sfrutta senza scrupoli la manodopera straniera, chiede all’uomo di riportare a casa il corpo di un operaio morto per un incidente sul lavoro, Easy è costretto a scuotersi dal suo isolamento: alla guida di un carro funebre, con al seguito la bara dello sfortunato operaio, il giovane si imbarcherà in un viaggio che lo porterà fino ai Carpazi, tra disavventure e incontri sorprendenti. Nell’apprendere la storia del suo defunto compagno, e nell’entrare in contatto con culture altre e lontane, Easy troverà un nuovo, insperato slancio.

Dopo aver distribuito un film fortunato come Zoran – Il mio nipote scemo, l’indipendente Tucker Film gioca con Easy – Un viaggio facile facile la carta di un altro esordio, dai contorni in parte simili, ma dalla fattura più internazionale. Il primo lungometraggio di Andrea Magnani è infatti una commedia/road movie decisamente insolita per il cinema italiano, che guarda a certo indie europeo mantenendo tuttavia una sensibilità squisitamente locale. Un’opera che parte dalla descrizione di certo sottobosco imprenditoriale italiano, predatorio e ben poco attento alle diversità, per giustapporlo a una storia personale (quella del protagonista) che proprio da quel contesto sociale punta a fuggire.

Opera incentrata sul tema archetipico del viaggio (come esplorazione e riscoperta di sé) Easy – Un viaggio facile facile punta a riflettere anche sul tema delle linee di demarcazione, fisiche e metaforiche, che di volta in volta assumono un valore diverso: quello di traguardo, per un protagonista che, proprio dal mancato oltrepassamento di una di esse, ha derivato la sua depressione; quello di confine tra stati e culture, tale da limitarne il contatto reciproco; e infine quello di frontiera, concetto che sociologicamente implica la possibilità di un superamento, e quindi di un fecondo scambio. Il tutto viene trattato con un umorismo lieve, che gioca molto sull’ottima interpretazione del protagonista, un camaleontico Nicola Nocella.

Quello di Andrea Magnani è un esordio che guarda con intelligenza a certo cinema art house europeo, riproponendone in parte i modelli (il tipo di umorismo proposto può ricordare, per certi versi, quello di Aki Kaurismaki) ma evitando di adagiarsi meramente su di essi. Il tema del viaggio è proposto in Easy – Un viaggio facile facile attraverso l’esaltazione della sua valenza rigenerativa, ma anche di riscoperta di sé; mentre il ragionamento sui confini viene esplicitato anche tramite la resa delle difficoltà di comunicazione verbale (il protagonista resta in silenzio per gran parte del tempo, mentre parte degli altri personaggi si esprimono nelle lingue dei paesi dell’est europeo) e la conseguente ricerca di uno scambio attraverso altri canali.

Tutto giocato su un umorismo in sottrazione, lieve ma ricco di sostanza, Easy – Un viaggio facile facile riesce a toccare temi importanti (non ultimo il confine tra la vita e la morte, e la necessità di un rapporto costante con entrambe) attraverso gli strumenti della commedia. Una commedia che si discosta in modo netto dalla declinazione mainstream del genere attualmente in voga nel nostro paese, assumendo un respiro decisamente internazionale; e proponendo un modello autoriale altro che sicuramente rappresenta (in un panorama decisamente statico) un’apprezzabile ventata di aria fresca.

Un limite che si può riscontrare nel film di Magnani sta nella figura del fratello del protagonista, che se da una parte poteva trovare uno spazio maggiore nella trama (la sua uscita di scena arriva piuttosto presto) dall’altro si giova di una poco convinta interpretazione di Libero De Rienzo, trovatosi in un ruolo evidentemente poco nelle sue corde. La costruzione surreale e decisamente sopra le righe del personaggio principale potrebbe inoltre far sorgere, nello spettatore avvezzo a certa commedia indie, il sospetto di un certo grado di calcolo, di voluto manierismo; ma la sceneggiatura tiene sempre ancorata la bizzarra e iperrealistica figura di Isidoro/Easy alla concretezza delle situazioni che vive, e a un background che (nella sua schematicità) si rivela abbastanza credibile.

Easy - Un viaggio facile facile poster locandina

Scheda

Titolo originale: Easy – Un viaggio facile facile
Regia: Andrea Magnani
Paese/anno: Italia, Ucraina / 2017
Durata: 91’
Genere: Commedia
Cast: Barbara Bouchet, Beso Moistsrapishvili, Joseph Luis Caballero, Katheryna Kosenko, Libero De Rienzo, Lorenzo Acquaviva, Nicola Nocella, Orest Garda, Orest Syrvatka, Ostap Stupka, Veronika Shostak, Volodymir Kuchma
Sceneggiatura: Andrea Magnani
Fotografia: Dmitriy Nedria
Montaggio: Luigi Mearelli
Musiche: Luca Ciut
Produttore: Stefano Basso, Julia Cherniavska, Massimo Di Rocco, Andrea Magnani, Oleg Shcherbyna, Gianpaolo Smiraglia, Sergio Tisminetzky, Chiara Barbo
Casa di Produzione: Bartlebyfilm, Fresh Production UA, Pilgrim Film
Distribuzione: Tucker Film

Data di uscita: 31/08/2017

Trailer

Pubblicità
Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.