IL RAGAZZO CHE DIVENTERÀ RE

IL RAGAZZO CHE DIVENTERÀ RE

Con Il ragazzo che diventerà re, Joe Cornish reimmagina il mito di Re Artù nell'Inghilterra moderna, con protagonisti un mal assortito gruppo di adolescenti: il risultato intrattiene con mestiere, ma il tono è incerto e altalenante.

Piccoli cavalieri crescono

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Alex, timido dodicenne inglese, vive con sua madre e sogna di incontrare un giorno suo padre, che lasciò la famiglia tanti anni prima. L’uomo si è infatti ritirato a vivere in una remota località della Cornovaglia, lasciando a suo figlio solo un libro illustrato dedicato all’epopea di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Un giorno, tornando da scuola, Alex si imbatte casualmente in quella che sembra la mitica spada Excalibur, conficcata in una roccia all’interno di un deposito abbandonato. Incuriosito, il ragazzino estrae la spada; poco dopo, Alex e il suo amico Bedders vengono attaccati da una mostruosa creatura fatta di fuoco, riuscendo a sfuggire per miracolo alle sue grinfie. A spiegare ai due ragazzi l’accaduto ci pensa Mertin, nuovo studente della scuola che si rivela essere nient’altro che una nuova incarnazione del leggendario Merlino: estraendo la spada, Alex ha accettato di assumere su di sé la responsabilità che fu di Artù, e di bloccare il ritorno sulla terra della perfida Morgana, decisa ad assoggettare l’umanità durante l’imminente eclissi di sole. Alex, così, dovrà guidare una squadra di cavalieri (composta, oltre che da Bedders, dagli ex nemici Lance e Kaye) per un viaggio in Cornovaglia, dove il ragazzo spera anche di conoscere finalmente suo padre.

Continua a giocare coi generi e coi loro topoi, Joe Cornish, che dopo il suo esordio col fantascientifico Attack the Block – Invasione aliena (2011), guarda direttamente al cinema per ragazzi di marca eighties. Malgrado risenta inevitabilmente dell’“effetto-Stranger Things” (difficile, ormai, non pensare alla pluripremiata serie ogni qualvolta vediamo sullo schermo una banda di ragazzini), va detto che questo Il ragazzo che diventerà re non bara, evitando di ricercare – come pure sarebbe stato facile – la consueta scorciatoia dell’effetto-nostalgia. I punti di riferimento di Joe Cornish, in questa versione aggiornata e per famiglie dell’epopea della Tavola Rotonda, sono il cinema di Steven Spielberg e quello di Richard Donner (il deja vu de I Goonies è sempre lì, dietro l’angolo), l’approccio ludico, favolistico e consapevolmente naïf che si respirava nei blockbuster degli anni ‘80; ma anche L’armata delle tenebre di Sam Raimi e il suo diretto ispiratore Ray Harryhausen, oltre ovviamente alle tante incarnazioni cinematografiche del mito arturiano (con in testa il disneyiano La spada nella roccia). Il tutto è trasportato nel contesto odierno in modo naturale, cercando di adattarne le premesse ai gusti moderni, condendo inoltre il tutto con un abbozzo di ragionamento sociologico: sono le nuov(issim)e generazioni, sembra dirci il film, a dover prendere su di sé le sorti di un paese alle prese con i fantasmi della Brexit, minacciato da una “vecchia guardia” (quella che votò il referendum) quantomai decisa a non mollare la presa.

Ha ovviamente un tono e un’atmosfera edificanti, Il ragazzo che diventerà re, sospeso tra le meraviglie di una quest declinata in chiave (pre)adolescenziale, e l’approccio da romanzo di formazione, che vuole parlare anche di crescita, presa di responsabilità e amicizia. L’ambiente scolastico è proprio la giungla che decenni di teen movie hanno già descritto, con la differenza che ora i bulli sono anche di sesso femminile (ma non meno perfidi); in fondo, combattere contro i demoni guidati da Morgana non potrà essere tanto più insidioso che affrontare una normale giornata di scuola. Il sottofondo morale del racconto, fortemente ricercato, opera un sostanziale – e interessante – “tradimento” dello spirito dell’epopea originale: non è il sangue, qui, a fare l’eroe, ma la determinazione individuale e lo spirito di sacrificio. È in virtù di questo, e non di una sua inesistente parentela col mitico sovrano, che Alex è riuscito a estrarre la spada di Artù; ed è in virtù di questo che è riuscito, come il suo predecessore, a “trasformare in amici i nemici”, convincendo questi ultimi a fidarsi di lui. Su tutto, una sceneggiatura che procede sul doppio binario del registro epico (laddove il film cerca di mantenere un legame col mito originario, e con le sue tappe) e la necessità di alleggerirne le premesse, lasciando in primo piano la natura infantile dei protagonisti e il carattere in fondo ludico della loro ricerca.

Proprio nella difficoltosa coesistenza di questi due registri sta il problema, sostanziale, di questo Il ragazzo che diventerà re, incapace di equilibrarne le premesse e di fonderne le istanze in un insieme coerente. Alex e i suoi compagni appaiono, in fondo, nient’altro che dodicenni fuggiti di casa, con l’atteggiamento di chi è alle prese con un’avventura un po’ più strana di quelle vissute da qualsiasi dodicenne: resta un po’ difficile, con queste premesse, prendere sul serio i proclami del ragazzino quando ribadisce la sacralità della sua missione, o quando, nell’ultima parte, raduna un vero e proprio esercito contro la minaccia in arrivo. Il registro più scanzonato e ludico del film per ragazzi mal si adatta a un’epica che il regista non vuole (e forse non può) cancellare; in questo senso, non aiutano nemmeno le prove un po’ sottotono del giovane cast, a partire dal protagonista Louis Ashbourne Serkis (figlio dell’attore Andy Serkis) per arrivare a un improbabile Merlino col volto del diciannovenne (e altro figlio d’arte) Angus Imrie. La piacevolezza dell’avventura, diretta con mano sicura da Cornish – e con un uso intelligente e mai invasivo del digitale – viene costantemente disturbata da quest’incertezza di tono, che ne frustra le migliori potenzialità: alla fine, il mondo e l’Inghilterra saranno forse salvi, ma la sensazione di un’occasione sprecata resta lì, innegabile.

Il ragazzo che diventerà re poster

Scheda

Titolo originale: The Kid Who Would Be King
Regia: Joe Cornish
Paese/anno: Regno Unito / 2019
Durata: 120’
Genere: Fantasy, Avventura
Cast: Angus Imrie, Dean Chaumoo, Denise Gough, Louis Ashbourne Serkis, Nathan Stewart-Jarrett, Patrick Stewart, Rebecca Ferguson, Rhianna Dorris, Tom Taylor
Sceneggiatura: Joe Cornish
Fotografia: Bill Pope
Montaggio: Jonathan Amos, Paul Machliss
Musiche: Electric Wave Bureau
Produttore: Rachael Prior, Tim Bevan, Eric Fellner, Nira Park, James Biddle
Casa di Produzione: Working Title Films, Big Talk Productions
Distribuzione: 20th Century Fox

Data di uscita: 18/04/2019

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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