IL CATTIVO POETA

IL CATTIVO POETA
di Gianluca Jodice


Una fotografia cupa e dal carattere rétrò fa sì che immediatamente ci sentiamo parte di un mondo fatto di intrighi, di segreti, di corridoi bui, di angusti uffici, di strade in notturna, ma anche di suggestivi panorami sul Lago di Garda osservati dal Vittoriale. Una confezione quasi impeccabile, questa de Il cattivo poeta. Eppure, nonostante tutto, tale confezione non riesce a evitare il fatto che questo primo lungometraggio di Gianluca Jodice ci ricordi in tutto e per tutto una fiction televisiva.

Gli ultimi anni di D'Annunzio

La fede in un partito politico e una carriera a dir poco promettente. La fascinazione nei confronti di un grandissimo artista e l’obbligo di attenersi ai propri compiti. E poi, ancora, le infinite, complesse questioni morali a cui inaspettate situazioni danno inevitabilmente adito. Nonostante la sua giovane età, Giovanni Comini – da poco promosso federale in un’Italia che, nel 1936, vedeva la figura di Benito Mussolini a capo di un’intera nazione – è costretto a vivere tutto ciò. Egli, dunque, è il protagonista de Il cattivo poeta, primo lungometraggio per il cinema di Gianluca Jodice.

Un’amicizia inattesa
Il cattivo poeta recensione

Il cattivo poeta, dunque, ripercorre gli ultimi anni di vita di Gabriele D’Annunzio (per l’occasione impersonato da Sergio Castellitto), il quale, già da diverso tempo, si stava discostando dalla politica di Mussolini e, per questo motivo, necessitava di essere costantemente sorvegliato affinché non potesse creare problemi al governo. E qui entra in gioco proprio Comini (Francesco Patané), incaricato di sorvegliare il Vate, ma, al contempo, estremamente affascinato dalle sue idee e dalla sua arte. Dove lo porterà questa nuova, inaspettata amicizia?

Protagonista o strumento?

A essere messa in primo piano, in questo caso, è soprattutto la presa di coscienza del giovane protagonista. Tutto – o quasi – ci viene mostrato attraverso il suo punto di vista. Gabriele D’Annunzio, dal canto suo, è quasi uno strumento, un mezzo atto a far “aprire gli occhi” e a prevedere cosa ne sarebbe stato dell’Italia da lì a pochi anni. Il poeta, dunque, ci viene mostrato negli ultimi anni della sua vita, costantemente dedito al consumo di cocaina e ancora affascinato dalle belle donne. E con una mente estremamente brillante. Poche, essenziali scene, dunque, sono sufficienti a delineare la sua figura. Una figura, in questo caso, sì di centrale importanza, ma che cede il posto a chi, più giovane, deve ancora capire come va il mondo. E così Giovanni Comini si fa immediatamente immagine di molti altri giovani dell’epoca, la maggior parte dei quali, tuttavia, mai ebbe modo di rendersi conto in tempo della situazione.

Il racconto e la confezione
Il cattivo poeta recensione

Una fotografia cupa e dal carattere rétrò fa sì che immediatamente ci sentiamo parte di quel mondo. Un mondo fatto di intrighi, di segreti, di corridoi bui, di angusti uffici, di strade in notturna, ma anche di suggestivi panorami sul Lago di Garda osservati dal Vittoriale. Una confezione quasi impeccabile, questa de Il cattivo poeta. Eppure, nonostante tutto, tale confezione non riesce a evitare il fatto che questo primo lungometraggio di Jodice ci ricordi in tutto e per tutto una fiction televisiva (e qui la lunga esperienza del regista nel campo si fa sentire forte e chiara). Colpa delle immagini a tratti eccessivamente curate (talmente curate da risultare a volte posticce), di scene decisamente artefatte e manieriste (vedi, per esempio, il momento in cui D’Annunzio e Mussolini si incontrano in stazione), di un andamento narrativo che avrebbe necessitato di un maggiore crescendo? Probabilmente, tutti questi elementi hanno contribuito a rendere Il cattivo poeta un lungometraggio sì indubbiamente interessante, sì con più di un elemento trattato con cura (vedi lo stesso personaggio di D’Annunzio), ma anche, inevitabilmente, un film che, al termine della visione, tende a perdere di mordente e a “sparire” all’interno del grande calderone contenente tutte le fiction e le serie che ogni anno vengono prodotte copiose in Italia. Peccato.

Il cattivo poeta poster locandina

Titolo originale: Il cattivo poeta
Regia: Gianluca Jodice
Paese/anno: Francia, Italia / 2021
Durata: 106’
Genere: Biografico
Cast: Antonio Piovanelli, Clotilde Courau, Elena Bucci, Fausto Russo Alesi, Francesco Patanè, Janina Rudenska, Lidiya Liberman, Lino Musella, Marcello Romolo, Massimiliano Rossi, Paolo Graziosi, Sergio Castellitto, Tommaso Ragno
Sceneggiatura: Gianluca Jodice
Fotografia: Daniele Ciprì
Montaggio: Simona Paggi
Musiche: Michele Braga
Produttore: Andrea Paris, Ines Vasiljevic, Matteo Rovere, Nicolas Anthomé
Casa di Produzione: Ascent Film, Bathysphere Productions, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 20/05/2021

Marina Pavido

Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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