COMEDIANS

COMEDIANS

Adattando per la terza volta (la seconda per il cinema) il testo teatrale di Trevor Griffiths, Gabriele Salvatores fa in Comedians un’interessante riflessione sui diversi approcci all’arte e alla vita, cortocircuitando a volte le due dimensioni, in un racconto intimo che chiama i suoi interpreti a un non banale lavoro d’esemble.

Tra palco e realtà

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Dopo la riflessione sulla diversità di Tutto il mio folle amore, Gabriele Salvatores cambia decisamente registro e genere in Comedians, ispirandosi direttamente al testo teatrale omonimo di Trevor Griffiths. Un progetto che viene direttamente dal passato, e non solo perché lo spettacolo originale è datato 1975; dieci anni dopo, infatti, il regista aveva già portato sul palcoscenico il testo di Griffiths, adattandolo alla realtà italiana dell’epoca e infarcendo il cast di nomi destinati a futura fama (Paolo Rossi, Claudio Bisio, Silvio Orlando tra i tanti). Nel 1987, con Kamikazen – Una notte a Milano, Salvatores aveva adattato per la prima volta – molto liberamente – il testo teatrale per il grande schermo, recuperando in parte il cast della sua versione su palcoscenico. Ora, quasi 35 anni dopo, il cerchio si chiude con questa nuova versione cinematografica, firmata ancora da Salvatores, la più fedele al testo originale. Un arco di tempo che dimostra il carattere universale della storia scritta da Griffiths, la sua riflessione meta-testuale sul mestiere di attore e la sua capacità di ragionare più in generale sulla natura e gli obiettivi dell’arte.

L’eterno conflitto tra arte e mercato

Comedians recensione

Protagonisti di Comedians sono un gruppo di aspiranti attori di stand-up comedy, tutti impiegati con lavori più o meno stabili, tutti con la speranza di svoltare nel mondo della recitazione e farne finalmente un lavoro. I sei hanno età e atteggiamenti nei confronti dell’arte tra i più vari: si va dalle opposte visioni dell’attore dei due fratelli di mezza età Filippo e Leo Marri (interpretati dal duo Ale e Franz) all’interpretazione ribelle e punk del ventiduenne Giulio Zappa (Giulio Pranno), passando per l’istrionismo raffinato – ma malleabile – di Samuele Verona (Marco Bonadei). A istruirli, l’attore e cabarettista Eddie Barni (Natalino Balasso), che ha appena concluso il suo corso di recitazione e aspetta di vedere i suoi allievi esibirsi per la prima volta in un club. Ad assistere alla prova ci sarà il talent scout Bernardo Celli (Christian De Sica), più interessato a una prova appetibile per il pubblico che allo spessore della stessa; in palio c’è, per il candidato che sarà scelto da Celli, un ingaggio nella sua agenzia e un contratto per il suo show televisivo in prima serata. I sei si troveranno di fronte alla scelta tra seguire le disposizioni del proprio insegnante o assecondare il gusto meno raffinato e più immediato di Celli.

Un racconto intimo

Comedians recensione

Dopo il filone del road movie affrontato nel film precedente, gli ampi spazi, l’enfasi sulla diversità come valore e sul viaggio come metafora di crescita e accettazione, Salvatores torna in Comedians a una dimensione di racconto molto più piccola, diremmo intima. Quasi tutta l’azione è concentrata nell’aula scolastica in cui si svolgono le prove del gruppo, con la pioggia che spazza le strade milanesi all’esterno; queste ultime vengono riprese solo nel prologo col commento musicale di Rain Dogs di Tom Waits, atto a farci entrare nel luogo dell’ultima lezione del gruppo. Un luogo dove si concentrano speranze e paure di sconfitta, disillusioni, conflitti e fragilità nascoste; uno spazio in cui si consumeranno l’attesa della prova e l’ansia per quella che potrebbe essere, per alcuni membri del gruppo, l’ultima occasione per dare una svolta alla propria vita. Il club in cui la prova stessa si svolge è un non-luogo, coi personaggi ripresi in primo piano, su uno sfondo nero, in un montaggio discontinuo con qualche occasionale inquadratura sui due “maestri” (dalle opposte filosofie artistiche e di vita) incarnati da Balasso e De Sica. Il tema principale trova una precisa rispondenza nel taglio della messa in scena, teatrale ma dinamico, ricco di inquadrature ravvicinate su questo o quel personaggio, capace di valorizzare al massimo una recitazione che (per scelta) diviene elemento-cardine del racconto.

Sovrapposizioni e sconfinamenti

Comedians recensione

La confezione di Comedians è essenziale e insieme elegante, capace di adattare al grande schermo il linguaggio del medium teatrale (con poche ma efficaci variazioni) e di valorizzare nella fotografia i chiaroscuri emotivi dei vari personaggi. Lo scontro è tra i due “poli” opposti rappresentati dai personaggi di Balasso e De Sica (che rifanno se stessi e i rispettivi percorsi, in un’interessante sovrapposizione tra personaggio e interprete); ma in mezzo c’è un ampio spettro di variazioni, ognuna delle quali incarnata da uno dei sei allievi, tutti unici e insieme emblematici di un approccio possibile all’arte (e più in generale alla vita). Le prove sono quelle di interpreti ben rodati, che funzionano sia quando devono mettere in scena i rispettivi personaggi, sia quando sono chiamati a entrare in quelli fittizi, dando spazio a una recita che si confonde col reale – a volte cortocircuitandolo, come nel caso della coppia formata da Ale e Franz. La sceneggiatura, fedele al testo originale, si guarda bene dal prendere una posizione netta, dando legittimità a scelte e percorsi, puntando più a indagare l’interiorità di ognuno e il suo personale rapporto con la finzione scenica, che a proporre soluzioni certe e universali all’eterno (e non nuovo) dilemma al centro della trama. La vita irrompe nell’arte e viceversa, la concretezza dell’uomo d’affari si confonde con la purezza dell’artista in un equilibrio instabile; ognuno deve barcamenarsi tra queste diverse dimensioni, entrambe latrici di costi e benefici. Lo spettatore è chiamato a trovare la sua strada e il suo punto di equilibrio; oppure (più semplicemente) a godersi una prova recitativa d’esemble dall’ottima caratura, in un’opera capace di coinvolgere il giusto nell’essenzialità dei mezzi che mette in campo.

Comedians poster locandina
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Scheda

Titolo originale: Comedians
Regia: Gabriele Salvatores
Paese/anno: Italia / 2021
Durata: 96’
Genere: Commedia, Drammatico
Cast: Ale, Aram Kian, Christian De Sica, Demetra Bellina, Elena Callegari, Franz, Giulio Pranno, Marco Bonadei, Natalino Balasso, Vincenzo Zampa, Walter Leonardi
Sceneggiatura: Gabriele Salvatores
Fotografia: Italo Petriccione
Montaggio: Chiara Griziotti
Produttore: Daniel Campos Pavoncelli, Fabrizio Donvito, Benedetto Habib, Marco Cohen
Casa di Produzione: Rai Cinema, Indiana Production
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 10/06/2021

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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