L’UOMO DEI GHIACCI – THE ICE ROAD

L’UOMO DEI GHIACCI – THE ICE ROAD

Momenti decisamente forzati, insieme a dialoghi a tratti ridondanti, altro non fanno che conferire all’intero film di Jonathan Hensleigh un carattere poco credibile e talvolta involontariamente comico. Se, poi, a tutto ciò aggiungiamo un montaggio che – al fine di rendere il tutto più “presentabile” - non disdegna di utilizzare spesso gli stessi spezzoni per legare una scena con l’altra, ecco che ci rendiamo conto di come L’uomo dei ghiacci “faccia acqua da tutte le parti”.

Corsa contro il tempo

Pubblicità

Nel Canada vi sono dei particolari corsi ghiacciati che, durante i mesi invernali, vengono di quando in quando percorsi da camion, dal momento in cui strade alternative richiederebbero del tempo eccessivo. Tali corsi, tuttavia, risultano altamente pericolosi e spesso il loro attraversamento si è rivelato fatale per chi abbia avuto modo di cimentarsi in tale impresa. Prendendo spunto da una realtà del genere – quasi del tutto sconosciuta ai più – il cineasta e sceneggiatore Jonathan Hensleigh ha dunque realizzato L’uomo dei ghiacci, il suo quarto lungometraggio da regista, in cui viene messa in scena un’impresa a dir poco estrema, atta a salvare la vita a ventisei minatori imprigionati sotto le macerie, in seguito a un’esplosione all’interno della miniera in cui si trovavano.

Squadra vincente

L'Uomo dei Ghiacci - The Ice Road recensione

Liam Neeson, dunque, si è rivelato il volto ideale a impersonare Mike McCann, camionista esperto di guida sul ghiaccio, in viaggio insieme a suo fratello Gurty (Marcus Thomas) – veterano di guerra affetto da afasia – a Jim Goldenrod (Laurence Fishburne) – proprietario di una ditta di autotrasporti – e alla giovane Tantoo (Amber Midthunder) – ex dipendente di Goldenrod decisa a fare il possibile per salvare suo fratello, anch’egli coinvolto nel crollo della miniera. Durante il loro viaggio sulla strada ghiacciata, tuttavia, non mancheranno imprevisti e difficoltà e, al contempo, verrà a galla una verità inaspettata.

All’insegna dell’adrenalina

L'Uomo dei Ghiacci - The Ice Road recensione

In seguito a tali premesse, dunque, il presente L’uomo dei ghiacci sembrerebbe a tutti gli effetti un thriller all’insegna dell’adrenalina, in cui viene lasciato poco tempo allo spettatore per riprendere fiato tra una scena e l’altra. E, in effetti, Jonathan Hensleigh ce l’ha messa davvero tutta a far sì che questo suo lungometraggio possa essere paragonato quasi a un giro sulle montagne russe. Infinite strade ghiacciate, paesaggi innevati e spazi aperti che trasmettono quasi un senso di agorafobia, inoltre, hanno fatto il loro. Basta, però, tutto ciò a far sì che L’uomo dei ghiacci possa dirsi un film pienamente riuscito? Purtroppo no.

Arrampicarsi sugli specchi

L'Uomo dei Ghiacci - The Ice Road recensione

Nonostante, infatti, Hensleigh si sia distinto, nel corso degli anni, per le sue buone doti da sceneggiatore grazie a lungometraggi come Die hard – Duri a morire (John McTiernan, 1995), Jumanji (Joe Johnston, 1995) e Armageddon (Michael Bay, 1998), in questa particolare occasione ci è sembrato piuttosto “maldestro”, sia per quanto riguarda la scrittura in sé che – ahimé! – per quanto riguarda la regia. Una serie di innumerevoli “disavventure”, liti, inseguimenti e combattimenti risulta, infatti, spesso eccessiva. Momenti decisamente forzati, insieme a dialoghi a tratti ridondanti, altro non fanno che conferire all’intero lungometraggio un carattere poco credibile e talvolta involontariamente comico. Se, poi, a tutto ciò aggiungiamo un montaggio che – al fine di rendere il tutto più “presentabile” – non disdegna di utilizzare spesso gli stessi spezzoni per legare una scena con l’altra, ecco che ci rendiamo conto di come L’uomo dei ghiacci “faccia acqua da tutte le parti”.

Pubblicità

Tutti per Liam

Ascolta “Clint Eastwood e il suo Cry macho brillano assieme a Caro Evan Hansen” su Spreaker.

Il regista affida l’intero suo lungometraggio alla performance e al carisma di Liam Neeson – più che mai a proprio agio quando si tratta di impersonare “eroi involontari” – ben consapevole dei consensi da parte del pubblico nei confronti dell’interprete. Eppure, quando manca una base solida, il risultato finale lascia molto a desiderare. E questo L’uomo dei ghiacci, pur giocando con tanti elementi “vincenti”, finisce ben presto per sgonfiarsi come un palloncino, tristemente destinato a finire nel dimenticatoio già pochi giorni dopo la visione.

L'Uomo dei Ghiacci - The Ice Road poster locandina

Scheda

Titolo originale: The Ice Road
Regia: Jonathan Hensleigh
Paese/anno: Stati Uniti, Canada / 2021
Durata: 109’
Genere: Avventura, Azione, Thriller
Cast: Adam Hurtig, Amber Midthunder, Arne MacPherson, Benjamin Walker, Bradley Sawatzky, Chad Bruce, Gabriel Daniels, Holt McCallany, Lauren Cochrane, Laurence Fishburne, Liam Neeson, Marcus Thomas, Marshall Williams, Martin Sensmeier, Matt McCoy, Matt Salinger, Natasha Elise Kotzubei, Paul Essiembre
Sceneggiatura: Jonathan Hensleigh
Fotografia: Tom Stern
Montaggio: Douglas Crise
Musiche: Max Aruj
Produttore: Lee Nelson, Bart Rosenblatt, Shivani Rawat, David Tish, Al Corley, Cary Davies, John Leonetti, Eugene Musso
Casa di Produzione: Code Entertainment, ShivHans Pictures, Envision Media Arts, Ice Road Productions
Distribuzione: BiM Distribuzione

Data di uscita: 02/12/2021

Trailer

Pubblicità
Marina Pavido
Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.