IL DISCORSO PERFETTO

IL DISCORSO PERFETTO

Sono una serie di avventure tragicomiche, riguardanti ora il passato, ora il presente del protagonista, a intrattenerci fin dai primi minuti in questo Il discorso perfetto. E Laurent Tirard, dal canto suo, ha saputo ben gestire tutti questi elementi, rendendo questo suo piccolo e garbato film una commedia leggera – ma non troppo – non eccessivamente originale nella sua forma, ma, allo stesso tempo, dotata di una propria, marcata personalità, che, durante la visione, va giù come una sorsata di acqua fresca.

Compiti inaspettati

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I matrimoni, si sa, sono spesso fonte di stress. Persino quando non si tratta del proprio matrimonio. Persino quando tutto ciò che si deve fare è “semplicemente” prendere parte a una cerimonia nuziale. E che fare, dunque, quando gli sposi ti chiedono addirittura di fare un discorso durante la suddetta cerimonia? Questo è il dilemma che attanaglia il povero Adrien (impersonato da Benjamin Lavernhe), protagonista della commedia Il discorso perfetto, diretta da Laurent Tirard, presentata in anteprima all’interno della Selezione Ufficiale del Festival di Cannes 2020 e tratta dal romanzo Il discorso di Fabrice Caro.

Momenti critici

Il discorso perfetto recensione

Ascolta “Tra Assassinio sul Nilo e Marry me, il nostro colpo di fulmine è Il discorso perfetto” su Spreaker.

Adrien, dunque, si trova in piena crisi personale: la sua ragazza Sonia (Sara Giraudeau) gli ha appena chiesto una pausa di riflessione e, dopo quasi un mese di silenzio, il nostro protagonista ha deciso di inviarle un sms, visualizzato dalla ragazza un paio d’ore dopo l’invio e ancora senza risposta dopo altrettante ore. L’attesa di un eventuale riscontro si fa ancora più angosciante nel momento in cui Adrien si trova a cena dai propri genitori, insieme a sua sorella e al futuro marito di lei, e quest’ultimo gli chiede, appunto, di fare un discorso al loro matrimonio.

Dialogando con il pubblico…

Il discorso perfetto recensione

Il discorso perfetto, dunque, si fa immediatamente semiseria riflessione sui rapporti interpersonali (ora amorosi, ora semplicemente tra i vari membri della famiglia). Al bravo Benjamin Lavernhe, il compito di reggere sulle sue spalle l’intero lungometraggio. Un lungometraggio d’impostazione teatrale, in cui numerosi flashback stanno a rappresentare tanti pezzi di un puzzle, che, tutti insieme, ci danno l’idea del passato e del presente del protagonista stesso. Un protagonista che si rivolge al pubblico fin dalla prima scena, sfondando frequentemente la quarta parete, talvolta addirittura sdoppiandosi o – perché no? – offrendoci, di volta in volta, tante possibili risposte da dare ai propri famigliari, a seconda dei temi trattati durante la cena.

Risate e riflessioni

Il discorso perfetto recensione

Sono una serie di avventure tragicomiche, riguardanti ora il passato, ora il presente del protagonista, a intrattenerci fin dai primi minuti. E il regista, dal canto suo, ha saputo ben gestire tutti questi elementi, rendendo questo suo piccolo e garbato Il discorso perfetto una commedia leggera – ma non troppo – non eccessivamente originale nella sua forma, ma, allo stesso tempo, dotata di una propria, marcata personalità, che, durante la visione, va giù come una sorsata di acqua fresca. Nonostante i temi trattati siano, in realtà, molto più complessi e profondi di quanto possa inizialmente sembrare.

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Questione di personalità

Adrien è un trentenne in crisi, estremamente insicuro ed emotivo e, talvolta, anche piuttosto imbranato. Sono state, probabilmente, proprio tutte queste sue insicurezze ad aver fatto allontanare la sua ragazza. Allo stesso modo, l’aver fatto troppe volte buon viso a cattivo gioco ha fatto sì che nella sua famiglia ci fossero troppe cose “non dette”. Ma sarà davvero troppo tardi per porre rimedio a tutto? Laurent Tirard non vuole a tutti i costi fornire risposte definitive in merito, ma soltanto abbozzare delle sommarie linee guida. Delle linee “salvavita”, che, in molte situazioni, possono essere di grande aiuto. E così Il discorso perfetto – dalla scrittura pulita e priva di sbavature – si rivela immediatamente un film brillante e mai banale, una piccola e preziosa commedia che, in mezzo alla miriade di commedie (francesi e non solo), che ogni anno arrivano copiose sul grande schermo, riesce a fare la differenza e a regalare allo spettatore una buona ora e mezza di riflessioni e sane risate.

Il discorso perfetto poster locandina

Scheda

Titolo originale: Le discours
Regia: Laurent Tirard
Paese/anno: Francia, Belgio / 2020
Durata: 87’
Genere: Commedia
Cast: Adeline D'Hermy, Benjamin Lavern, Christophe Montenez, François Morel, Guilaine Londez, Jean-Michel Lahmi, Julia Piaton, Kyan Khojandi, Laurent Bateau, Marilou Aussilloux, Sara Giraudeau, Sarah Suco, Sébastien Chassagne, Sébastien Pouderoux
Sceneggiatura: Laurent Tirard
Fotografia: Emmanuel Soyer
Montaggio: Valérie Deseine
Musiche: Mathieu Lamboley
Produttore: Olivia Lagache
Casa di Produzione: France 2 Cinéma, Le Pacte, les Films sur Mesure, Scope Pictures
Distribuzione: I Wonder Pictures

Data di uscita: 10/02/2022

Trailer

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Marina Pavido
Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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