LEONORA ADDIO

LEONORA ADDIO

Leonora addio, dedicato alla memoria del fratello Vittorio, scomparso nel 2018, è la prima regia solista di Paolo Taviani, in concorso a Berlino 2022. Film dalla struttura birichina e multiforme che gira intorno alla vita e all’arte di Luigi Pirandello. Lo fa in due modi, raccontando la surreale traversata delle ceneri del maestro da Roma alla Sicilia e adattandone al contempo l’ultima novella, Il Chiodo. Giocando con la forma (bianco e nero, colore), mischiando storia. cinema e letteratura, il film celebra l’eredità di un artista straordinario raccontando nel frattempo qualcosa di interessante sulla vita, il tempo e la morte.

La morte dopo la vita la vita dopo la morte

Pubblicità

Leonora addio è un titolo che vale doppio. Novella pirandelliana (1910), esordio solista di Paolo Taviani a quattro anni dalla morte del fratello Vittorio. In concorso a Berlino 2022, proprio quella Berlino lì che ai fratelli fece un bel regalo dieci anni fa. Era il 2012, il tempo di Cesare deve morire.

Ascolta “Ennio il doc su Morricone sbaraglia tutti” su Spreaker.

Va detto che non avrebbe senso parlare di adattamento della novella in senso stretto. Tutt’altro. Girando intorno alla vita, l’arte e la morte di Luigi Pirandello, Paolo Taviani disegna un film dall’incedere anomalo e piuttosto fluido nella forma, che gioca a mescolare i piani di lettura e i mezzi espressivi, per imbrigliare la multiforme contraddittorietà del reale. E raccontare quello che meriti di esser detto sulla vita, la morte e l’eredità che arte e artista si lasciano dietro quando il sipario cala.

Taviani – Pirandello, sola andata

Leonora addio recensione

Pirandello e ciò che scrisse non sono un corpo estraneo nella visione dei Taviani; il riferimento va per esempio a Kaos (1984), che i fratelli girarono adattando, del maestro siciliano, ben quattro novelle. Qui lo spunto è l’autobiografia stretta, ma non solo. Del titolo è stato già detto, si ricollega alla fonte letteraria ma non si va più in là di così, non c’è un vero adattamento e questo spiega molto della natura anomala del progetto (bene così). Leonora addio punta sulla fine di Pirandello e su quello che succede dopo. Pure un adattamento c’è lo stesso; la scelta cade sull’ultima novella, titolo Il chiodo. Va detto che il tono dell’operazione, a dispetto della solennità di temi e personaggi, è più ironico e scanzonato di quanto non sembri. La storia delle ceneri di Pirandello, in effetti, è piuttosto surreale.

Le ceneri di Pirandello, una storia pazzesca

Leonora addio recensione

Le ultime due cose importanti che capitano in vita a Luigi Pirandello sono: il Nobel per la Letteratura, nel 1934, la morte, due anni più tardi. Le indicazioni funebri del maestro contraddicono la volontà del regime fascista, che vorrebbe esequie di stato e una bella pantomima propagandistica. No. Pirandello sceglie una bara modesta, cremazione, sudario semplice e una tomba vicino casa, dalle parti di Agrigento. Per dieci anni, in realtà, le ceneri restano tumulate presso il cimitero del Verano, a Roma. Sono dieci anni lunghi, cupi e violenti, quelli della guerra, del crollo del regime e degli eccidi razziali.

Leonora addio cattura la Storia pescando nel repertorio (i filmati del Nobel) e rievocando, tramite una galleria di estratti, il meglio del nostro più che glorioso lascito cinematografaro. Da Rossellini a quel film fantastico che era (è) Estate violenta di Valerio Zurlini (sta su Prime Video, correte subito a vederlo!) passando per lo stesso Kaos, geniale e coerente opera di autopromozione. Un funzionario agrigentino (Fabrizio Ferracane), a guerra finita, si occupa del trasporto in terra siciliana dei poveri resti.

Succederà di tutto, da un volo abortito per timori superstiziosi a un viaggio in treno umoristicamente neorealista. In Sicilia si ricordano i turbamenti ecclesiastici di Claudio Bigagli, che proprio non ce la fa a benedire un mucchietto di cenere e quindi ficca l’urna dentro una bara per bambini. Senza pace pure la tomba, a questo punto il maestro farebbe pure in tempo a resuscitare per lo strazio, tanto è passato dalla sua morte. Più o meno qui si ferma la cronaca, perché poi comincia l’adattamento. Il chiodo è la storia di un ragazzino, emigrato in America con il padre ma senza la mamma, il vuoto dell’assenza non riesce proprio a colmarlo. Un giorno prende un chiodo e… compie un gesto orribile verso una persona, che da lì in poi andrà a trovare sulla tomba un anno dietro l’altro.

Un film stratificato

Leonora addio recensione

Quello che i morti lasciano ai vivi è un tema importante di Leonora addio; il fantasma di Pirandello lega istintivamente con quello di Vittorio Taviani. D’altronde la commovente dedica che il fratello sopravvissuto regala a quello scomparso vale come una dichiarazione d’intenti. Il film talvolta punta sull’irreale, la fantasia di un Pirandello morente che si prepara a lasciare la sua vita, nella prigione di un letto oltre il tempo e lo spazio. Lo intreccia alla polvere documentaria, alla reliquia cinematografica, alla ricostruzione storica surreale e divertita, all’adattamento cupo. Dialettica tra colore bianco e nero (Zampagni – Carnera alla fotografia), sul fondo dell’elegante commento musicale di Nicola Piovani.

Tutto concorre a creare la suggestione di un film denso, stratificato, nato e costruito al punto d’intersezione tra cinema, storia e letteratura. Tra vita, morte e tempo, forse è più corretto. Una riflessione interessante nella sua originalità formale, nella complessità del suo pensiero. Una struttura diseguale in piena consapevolezza, leggermente frustrante nel godimento dei suoi piaceri. Filosofia della vita di uno, due, tre maestri. Da non ignorare.

Leonora addio poster locandina
Pubblicità

Scheda

Titolo originale: Leonora addio
Regia: Paolo Taviani
Paese/anno: Francia, Italia / 2022
Durata: 90’
Genere: Drammatico
Cast: Achille Marciano, Claudio Bigagli, Dora Becker, Edoardo Strano, Fabrizio Ferracane, Federico Tocci, Francesco Cristiano Russo, Francis Pardeilhan, Freddy Drabble, Giulio Pampiglione, Ivan Giambirtone, Jessica Piccolo Valerani, Luca Ghillino, Martina Catalfamo, Massimo Popolizio, Matteo Pittiruti, Michael Schermi, Nathalie Rapti Gomez, Sinne Mutsaers, Stefano Starna
Sceneggiatura: Paolo Taviani
Fotografia: Paolo Carnera, Simone Zampagni
Montaggio: Roberto Perpignani
Musiche: Nicola Piovani
Produttore: Donatella Palermo, Simone Bachini
Casa di Produzione: Stemal Entertainment, Rai Cinema, Istituto Luce Cinecittà, Cinemaundici
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 17/02/2022

Trailer

Pubblicità
Francesco Costantini
Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.