TRA DUE MONDI

TRA DUE MONDI

Emmanuel Carrère, scrittore francese tra i più apprezzati, ma anche regista cinematografico. Tra due mondi, con Juliette Binoche, si muove tra inchiesta e costruzione romanzesca per analizzare la vita coraggiosa di chi naviga nel lavoro precario.

Scrittura e precarietà secondo Emmanuel Carrère

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Se tutti (o quasi) sanno di Emmanuel Carrère, scrittore, pochi conoscono Emmanuel Carrère, regista. Tra due mondi, film d’apertura alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes 2021, è una buona occasione per il pubblico italiano per fraternizzare con un versante meno reclamizzato di una carriera celebre. Il film, che uscirà nelle sale italiane il 7 aprile 2022 per una distribuzione Teodora Film, accosta Juliette Binoche a un cast di attrici non professioniste. È l’adattamento del libro inchiesta di Florence Aubenas, La scatola rossa.

Dalla letteratura al cinema, le idee chiave restano le stesse

Tra due mondi, un'immagine di Juliette Binoche
Tra due mondi, un’immagine di Juliette Binoche nel film di Emmanuel Carrère

Da Limonov a L’Avversario, per citare alcuni dei titoli più noti, la scrittura di Emmanuel Carrère si posiziona d’istinto al punto di convergenza tra inchiesta e drammatizzazione romanzesca. Tra due mondi vale come trasloco audiovisivo di temi e idee vicini al Carrère-pensiero, come l’attenzione a vite apparentemente marginali, lo scavo nell’intimità propria e altrui. La riflessione sulla società contemporanea.

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Lo ammette anche il regista che nel personaggio di Marianne (Juliette Binoche) è naturale ritrovare un ibrido di cose che gli appartengono. E che appartengono a Florence Aubenas. Mediate dalla sensibilità di un’attrice straordinaria che qui idealmente fa la regista aggiunta, per coordinare meglio il lavoro delle compagne meno avvezze alla vita del set.

Un viaggio in incognito dentro un mondo duro ma pieno di luce e solidarietà

Tra due mondi, Juliette Binoche con le sue colleghe in una scena
Tra due mondi, Juliette Binoche con le sue colleghe in una scena del film di Emmanuel Carrère

Marianne (Juliette Binoche) non la racconta giusta. In coda all’ufficio di collocamento, insieme a gente che di un posto qualsiasi ha realmente bisogno, fa finta di non essere la scrittrice di successo, l’intellettuale privilegiata, che è realmente. Intende scrivere un libro sul lavoro precario e non ne può più di valutazioni precotte su realtà come la crisi, l’emarginazione, la disoccupazione. Vuole toccare la realtà con mano, sente il dovere morale di fondare i suoi giudizi su basi concrete. Maleodoranti. Ottiene di lavorare come donna delle pulizie sui traghetti che attraversano la Manica. A Ouistreham, in Normandia.

Tra due mondi racconta un business infernale fatto di turni massacranti, attenzione maniacale ai dettagli, paghe irrisorie, ma anche tanta solidarietà. A poco a poco, Marianne comincia a isolare volti nella folla, a trovare una chiave per il suo lavoro. Nadège (Evelyne Porée), Justine (Emily Madeleine), il flirt/non flirt con Cédric (Didier Pupin). I rapporti più stretti sono però quelli con la giovanissima Marilou (Léa Carne) e soprattutto con Christèle (Hélène Lambert). Christèle dalla corazza apparentemente infrangibile, tre figli che cresce da sola, una dignità insuperabile. L’amicizia tra le tre donne è viscerale tanto quanto sono fragili le fondamenta, almeno dal punto di vista di Marianne. Quando si nasconde un grosso segreto, la probabilità che prima o poi salti fuori è alta.

Il film racconta bene l’incontro problematico di due mondi, forse poteva osare un po’ di più sulla sua protagonista

Tra due mondi, Juliette Binoche con le sue colleghe in una sequenza
Tra due mondi, Juliette Binoche con le sue colleghe in una sequenza del film di Emmanuel Carrère

Il terzo film di Emmanuel Carrère arriva dopo un documentario e un’opera di fiction e come sintesi è abbastanza esauriente. Tra due mondi prende posto, pur con il peso del suo retroterra letterario, nel solco di una tradizione socialmente consapevole molto forte anche nel mondo francofono, da Stéphane Brizé ai fratelli Dardenne. Certo al Carrère regista manca qualcosa in termini di puro temperamento visivo, anche e soprattutto nel confronto con i colleghi più illustri. Il matrimonio tra artificio e verità funziona meglio sulla pagina, ma ci sono cose nel film che meritano di essere ricordate.

L’umiltà e l’intelligenza di Juliette Binoche che uniforma il suo passo a quello delle inedite colleghe, mantenendo sempre e comunque un impalpabile senso di distanza. Bravo Carrère che sa coordinare background molto diversi lavorando di rimbalzo tra vicinanza e lontananza. Tiene bene a fuoco l’incontro e lo scontro tra due mondi, quello del privilegio (culturale) e della doppia precarietà, esistenziale ed economica, che poco hanno da dirsi.

Dove il film frena un po’, è proprio nel racconto privato della protagonista. Interessante sarebbe stato fare il processo alle intenzioni di Marianne, al senso della sua scelta radicale. Cercare di sciogliere il groviglio tra empatia, narcisismo, sindrome del soccorritore e lucida coscienza civile. Forse non era il tempo per (auto)analisi così approfondite. La cosa è più che comprensibile.

Tra due mondi, la locandina italiana
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Scheda

Titolo originale: Ouistreham
Regia: Emmanuel Carrère
Paese/anno: Francia / 2021
Durata: 106’
Genere: Drammatico
Cast: Juliette Binoche, Arnaud Duval, Aude Ruyter, Chrisfield Brasseur, Clémentine Tehua, Didier Pupin, Epiphanie Leloup, Faïçal Zoua, Hélène Lambert, Jérémy Lechevallier, Joël Graindorge, Kévin Maspimby, Léa Carne, Louise Pociecka, Nathalie Lecornu, Steve Papagiannis, Wendy Quéguiner
Sceneggiatura: Hélène Devynck, Emmanuel Carrère
Fotografia: Patrick Blossier
Montaggio: Albertine Lastera
Musiche: Mathieu Lamboley
Produttore: Emilien Bignon, Emmanuel Carrère, Olivier Delbosc, Matthias Jenny, Jean-Luc Ormières, Julien Deris, David Gauquié
Casa di Produzione: France Télévisions, Sofica Manon 10, Centre national du cinéma et de l'image animée (CNC), Canal+, OCS, La Banque Postale Image 13, Curiosa Films, France 3 Cinéma, Cinéfrance Studios, Studio Exception
Distribuzione: Teodora Film

Data di uscita: 07/04/2022

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Francesco Costantini
Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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