GLI AMORI DI ANAÏS

GLI AMORI DI ANAÏS

Anaïs Demoustier va sempre di corsa e cerca l’amore, costi quel che costi. Valeria Bruni Tedeschi ha ritmi più compassati, ma anche più leggerezza. Gli amori di Anaïs, regia di Charline Bourgeois-Tacquet, ha il culto della parola tipico del cinema di Rohmer, uno sfondo borghese e una prospettiva di racconto originale.

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Si fosse limitato a inseguire la protagonista, frenetica e appassionata, nelle sue scorribande sentimentali dagli esiti contrastanti, freschezza di un cuore giovane e affamato che non deve mai chiedere scusa, Gli amori di Anaïs ne avrebbe guadagnato in appetibilità. Ma avrebbe perso l’anima.

Invece questa bella e calorosa commedia sentimentale, diretta da Charline Bourgeois-Tacquet e interpretata da Anaïs Demoustier e Valeria Bruni Tedeschi, ci tiene a bilanciare nervosismo e leggerezza, modelli di femminilità non sempre coincidenti, età e bisogni solo apparentemente speculari. Il modello di riferimento è il discorso amoroso borghese, intellettuale e molto parlato, custodito nella memoria collettiva francese da decenni, manco fosse un marchio registrato, e che ha trovato la sua espressione più compiuta e intransigente nel cinema di Eric Rohmer. Ma non si deve pensare a un’operazione banalmente citazionista. C’è una freschezza, un’assenza di soluzioni chiare, una carnalità, che appartengono al film al di là di ogni nobile ispirazione. In sala dal 28 aprile 2022 dopo un felice passaggio alla Semaine de la Critique a Cannes 2021.

Anaïs ha fretta e ha fame d’amore

Gli amori di Anaïs, la protagonista Anaïs Demoustier in una scena
Gli amori di Anaïs, la protagonista Anaïs Demoustier in una scena del film

Anaïs (Anaïs Demoustier) corre, è così che il film la fotografa e davvero non cambia idea fino alla fine. Ha fame di tante cose. Dovrebbe consegnare la tesi, ma è fuori tempo massimo. Non ha un soldo in tasca, sulla trentina comincia a diventare un problema, anche qualche preoccupazione a casa. Le pretese d’affitto di una (incredibilmente) comprensiva padrona di casa, una gravidanza indesiderata con un ancor più indesiderato ex; liquida ogni ostacolo con la stessa disinvolta intransigenza.

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A una festa incontra Daniel (Denis Podalydès), editore sposato sulla cinquantina. Ci va subito a letto, è l’inizio di una relazione senza speranza anche perché lui prima la seduce, poi si allontana quando sente puzza di responsabilità. Andrà meglio con la moglie di lui, Émilie (Valeria Bruni Tedeschi), di cui Anaïs si invaghisce prima sulla fiducia, poi in presenza. Gli amori di Anaïs fa del corteggiamento un rito spietato e dolcissimo: la giovane crede di guardarsi allo specchio e di trovare nella controparte più matura (ma ancora molto affascinante), scrittrice di successo, due verità contraddittorie. Affinità di spirito e di interessi, e insieme un ritmo e una filosofia di vita più compassati.

Una commedia sentimentale che non sceglie da che parte stare

Gli amori di Anaïs, Valeria Bruni Tedeschi e Anaïs Demoustier in un'immagine
Gli amori di Anaïs, Valeria Bruni Tedeschi e Anaïs Demoustier in un’immagine del film

L’incontro tra due modelli di femminilità non coincidenti si risolve senza vincitori né vinti. L’uno è frenetico e nervoso, chiacchierone e carismatico, crede nella possibilità dell’amore quasi fosse un diritto acquisito. Per arrivare a dama passa sopra a tutto, e fa del sentimento il cuore duro dell’esistenza. L’altro è più leggiadro; la regia di Charline Bourgeois-Tacquet racconta una maturità tutto sommato benevola, perfezionamento spirituale, sentimentale e professionale. Gli amori di Anaïs è una commedia sentimentale molto parlata, di una sobria eleganza quando si tratta di costruire l’immagine e i suoi rapporti di forza, che non sceglie veramente da che parte stare.

È su Anaïs Demoustier, la leggerezza soltanto apparente, l’esteriorità colorata, che il film punta per parlare d’amore, di bisogno, di desiderio. Bilanciando il nervosismo dell’una con l’allegra tranquillità dell’altra. Valeria Bruni Tedeschi, con la sua prospettiva più matura e calibrata sulla vita e relative sfumature. Il film cerca l’ambiguità perché in partenza non impone teorie né cerca chiare soluzioni alla fine. Lascia le due protagoniste libere di vivere e respirare nella pienezza della rispettiva umanità, senza moralismi. È una lezione di maturità narrativa e morale cui manca forse il guizzo di un’analisi più strutturata intorno alla giovane protagonista e all’egoismo implicito nel suo bisogno d’amore a tutti i costi.

Gli amori di Anaïs, la locandina italiana del film

Scheda

Titolo originale: Les amours d'Anaïs
Regia: Charline Bourgeois-Tacquet
Paese/anno: Francia / 2021
Durata: 98’
Genere: Commedia, Drammatico, Sentimentale
Cast: Anaïs Demoustier, Annie Mercier, Bruno Todeschini, Christophe Montenez, Denis Podalydès, Jean-Charles Clichet, Valeria Bruni Tedeschi, Anne Canovas, Cédric Le Roy, Estelle Cheon, Grégoire Oestermann, Kim Seong-Young, Marie-Armelle Deguy, Sabrina Delarue, Xavier Guelfi
Sceneggiatura: Charline Bourgeois-Tacquet
Fotografia: Noé Bach
Montaggio: Chantal Hymans
Musiche: Nicola Piovani
Produttore: Olivier Père, Philippe Martin, Igor Auzépy, David Thion, Stéphane Demoustier
Casa di Produzione: Cinémage 15, Les Films Pelléas, Indéfilms 9, Année Zéro, Arte France Cinéma, Cinéaxe 2, Sofica Manon 11, Canal+, Ciné+
Distribuzione: Officine UBU

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Francesco Costantini
Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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