THE RESCUE – IN TRAPPOLA NEGLI ABISSI

THE RESCUE – IN TRAPPOLA NEGLI ABISSI

Ricostruzione filmata di uno dei più incredibili salvataggi che la storia recente ricordi, The Rescue – In trappola negli abissi è un documentario intenso e visivamente pregevole, capace di mantenersi in equilibrio tra le esigenze della cronaca e la necessaria resa narrativa degli eventi. Il film di Jimmy Chin ed Elizabeth Chai Vasarhelyi, già disponibile su Disney+, esce in sala nelle giornate del 16, 17 e 18 maggio con Wanted Cinema.

Missione possibile

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Dopo l’uscita dello scorso dicembre su Disney+, il documentario The Rescue – In trappola negli abissi (ma il sottotitolo della prima edizione era un più didascalico Il salvataggio dei ragazzi) viene distribuito per tre giorni nelle sale italiane. Una scelta che premia in un certo senso la fattura “cinematografica” delle immagini registrate, e ricreate, dai documentaristi Jimmy Chin ed Elizabeth Chai Vasarhelyi, già autori del precedente premio Oscar Free Solo; immagini tese a ricostruire uno dei più incredibili salvataggi che la storia recente ricordi, articolatosi lungo tre settimane che tennero col fiato sospeso la Thailandia e il mondo.

I fatti risalgono al 2018: il 23 giugno, dodici giovanissimi membri di una squadra di calcio (età compresa tra gli 11 e i 16 anni) restano bloccati all’interno della grotta di Tham Luang insieme al loro allenatore. Il gruppo, sorpreso da un violentissimo acquazzone, è impossibilitato a uscire, mentre il livello dell’acqua all’interno della struttura si innalza paurosamente, trasformando in breve la cava in una trappola. Immediatamente si mobilitano il governo e i Navy Seals locali, ma nessuno sembra in grado di penetrare nell’estesa e intricatissima struttura, ormai completamente inondata. Le autorità chiedono così l’aiuto di professionisti e volontari provenienti dall’estero: in breve, accorrono sul luogo centinaia di persone, mentre i media locali e mondiali riprendono l’evento. A rivelarsi risolutivo sarà tuttavia l’intervento di un gruppo di speleologi subacquei provenienti dalla Gran Bretagna, gli unici che paiono avere l’esperienza e la competenza per organizzare le operazioni di salvataggio.

Una ricostruzione realistica e accattivante

The Rescue - In trappola negli abissi, una suggestiva immagine
The Rescue – In trappola negli abissi, una suggestiva immagine del film documentario

Prodotto da National Geographic, pervaso a tratti da uno sguardo quasi herzoghiano nella resa del mistero che alberga nella cava inondata d’acqua, The Rescue – In trappola negli abissi mette insieme in modo efficace e accattivante le esigenze prettamente documentaristiche e la ricostruzione narrativa (ed emotiva) dell’evento. Una mistura che fornisce al prodotto una struttura (anche) cinematografica e spettacolare, che pur ponendo in primo piano le figure dei due speleologi inglesi – a cui si unisce più tardi il medico anestesista, il cui apporto si rivelerà fondamentale per la riuscita dell’operazione – costruisce un racconto corale che illumina in modo efficace un pezzo di società thailandese. La mediatizzazione dell’evento può ricordare la tristemente nota vicenda nostrana di Alfredino Rampi e del pozzo di Vermicino; primo esempio italiano, quest’ultimo – e forse mondiale – in cui un drammatico caso di cronaca ottenne una copertura televisiva nazionale e continuativa.

Ascolta “Esterno notte, il caso Moro visto (ancora) da Marco Bellocchio” su Spreaker.

Ma la vicenda della miniera di Tham Luang si svolge in un’epoca ben diversa, in cui la cronaca diretta di un evento del genere – complice il carattere globale e istantaneo della comunicazione dei new media – risulta davvero pervasiva, generalizzata e immediata. Una copertura che, nel pur presente rischio di spettacolarizzazione del dolore, ha consentito il subitaneo intervento di persone capaci, singolarmente, di rimediare alle falle delle strutture di sicurezza istituzionali. Un aspetto apprezzabile del documentario, a questo proposito, è la quasi totale assenza di quella dimensione “eroica” che pure sarebbe apparso logico applicare, vista la portata dell’evento; con la parziale eccezione dell’ultima parte – in cui è documentata la scomparsa di un militare, che resterà l’unica perdita umana dell’operazione – il film si tiene alla larga dalla retorica, preferendo ricostruire e raccontare piuttosto che celebrare.

L’equilibrio dello sguardo

The Rescue - In trappola negli abissi, un momento delle operazioni di salvataggio
The Rescue – In trappola negli abissi, un momento delle operazioni di salvataggio nel film

Visivamente pregevole, capace di catturare anche l’occhio uso a un documentarismo magari più statico, The Rescue – In trappola negli abissi opera un interessante assemblaggio di immagini registrate in loco, interviste successive ai protagonisti degli eventi, e ricostruzioni fictionalizzate delle stesse operazioni. La sintesi, nella sua semplicità, è decisamente efficace, capace di organizzare il tutto in un vero e proprio climax: le interviste fungono sovente da voce fuori campo per sequenze ricostruite in modo realistico, le cui finezze cromatiche e di illuminazione non distraggono mai dal portato drammatico degli eventi. Un montaggio che, pur nell’ovvia, differente fattura fotografica delle immagini riprese in loco e di quelle ricostruite, forma un amalgama riuscito e compiuto.

In tutto ciò, sono tre i piani narrativi che si alternano e si fondono nell’ora e tre quarti di durata del film: da un lato la resa diretta delle operazioni di localizzazione prima, e di salvataggio poi; dall’altro l’indagine nelle psicologie dei protagonisti, con un’attenzione particolare per i due speleologi dilettanti, il cui progetto assume sempre più i contorni di un’evidente eppur necessaria “follia”; infine lo sguardo costante sul fuori, sul coinvolgimento diretto della popolazione, col suo prevalente affidarsi al misticismo (che personifica la stessa caverna nella forma di una divinità) e a un senso religioso così diffuso da riuscire ad aiutare (anche) i ragazzi intrappolati. Su tutto spicca il serpeggiante conflitto con le autorità, la cui disponibilità a costruire eroi nel caso di lieto fine è pronta a trasformarsi rapidamente (come viene esplicitamente detto) in intento punitivo in caso di insuccesso. Il ristretto gruppo di speleologi che guidò l’operazione, oltre a rischiare la vita, rischiò anche il carcere nell’ipotesi – ben concreta – che le cose fossero andate male. Una capacità, quella del film, di introdurre una dimensione politica – con uno sguardo tutt’altro che benevolo sulle istituzioni e sulle logiche che le muovono – che smorza in parte (ed è un bene) la natura inevitabilmente celebrativa della conclusione.

The Rescue - In trappola negli abissi, la locandina italiana

Scheda

Titolo originale: The Rescue
Regia: Jimmy Chin, Elizabeth Chai Vasarhelyi
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti / 2021
Durata: 107’
Genere: Documentario
Cast: Anan Surawan, Apakorn Youkongkaew, Bancha Duriyapunt, Connor Roe, John Volanthen, Richard Harris, Rick Stanton, Vern Unsworth, Weerasak Kowsurat, Woranan Ratrawiphukkun
Sceneggiatura: Elizabeth Chai Vasarhelyi, Jimmy Chin
Fotografia: David Katznelson, Ian Seabrook, Picha Srisansanee
Montaggio: Bob Eisenhardt
Musiche: Daniel Pemberton
Produttore: P.J. van Sandwijk, Elizabeth Chai Vasarhelyi, Jimmy Chin, Bob Eisenhardt, Chloe Mamelok, John Battsek, Claudia Phaa Rowe
Casa di Produzione: Passion Pictures, Ventureland, Little Monster Films, Michael De Luca Productions, Cavalry Media, Storyteller Productions, National Geographic Documentary Films
Distribuzione: Wanted Cinema, Disney+

Data di uscita: 16/05/2022

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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