NOSTALGIA

NOSTALGIA

Nostalgia, il nuovo bel film di Mario Martone con Pierfrancesco Favino, in sala dal 25 maggio dopo il passaggio in concorso a Cannes 2022, è un dramma intenso e articolato su passato, memoria, identità. Su tutto, Napoli e il suo magnetismo seducente e pericoloso.

Napoli, il passato, il presente

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Mario Martone non ha nessuna intenzione di andarsene da Napoli. C’era a Venezia 2021 con Qui rido io e l’affresco teatral-sentimentale di una famiglia fuori dal comune in equilibrio tra confusione privata e trionfi pubblici, c’è ancora a Cannes 2022 con il suo nuovo film, che si chiama Nostalgia ed è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Ermanno Rea. Ha un passo più ipnotico e straniante del precedente, i suoi misteri e i suoi dolori li srotola al riparo da occhi indiscreti dentro i confini (magnetici) del Rione Sanità, parte di quel tutto dannatamente complicato e maledettamente attraente che si chiama, appunto, Napoli.

Con Pierfrancesco Favino, Aurora Quattrocchi, Tommaso Ragno, Francesco Di Leva. Riflessione su passato, memoria e identità, promessa di riscatto e ombra di redenzione. Quanto (im)possibile lo deciderà lo spettatore, in sala, a partire dal 25 maggio 2022, il giorno dopo il passaggio in terra francese. Il racconto comincia con un ritorno a casa.

Felice torna a Napoli per restare

Nostalgia, Pierfrancesco Favino in un'immagine del film
Nostalgia, Pierfrancesco Favino in un’immagine del film di Mario Martone

Felice (Pierfrancesco Favino) lascia Napoli che ha soltanto quindici anni. Se ne va di fretta e senza spiegazioni, capiremo perché. Fugge a Beirut per cominciare un’odissea nordafricana da cui esce vincitore, imprenditore di successo e una bella moglie (Sofia Essaïdi) al Cairo. Torna a Napoli quarant’anni dopo; per tutto quel tempo, dalle parti di casa non ci passa manco per sbaglio. L’italiano, meglio, il napoletano, s’è imbastardito, adesso la sua lingua è il minestrone di quelli che vivono nel mezzo delle cose, una ragnatela di italiano, francese e arabo. Imbottito di credibilità dal senso mimetico di un sempre chirurgico, in questi ambiti, Pierfrancesco Favino.

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Felice torna a casa per prendersi cura della mamma anziana (Aurora Quattrocchi), torna a casa straniero in patria e musulmano. La confusione nella lingua è la proiezione plastica di un travaglio intorno all’identità che Nostalgia non tarda a definire, nel suo mistero complesso e nella sua fluidità. Felice torna a Napoli per restarci, per riprendersi una parte di vita, per resuscitare un passato che nel suo sguardo è ancora un presente carico di attualità e foschi presagi. Cerca anche un po’ di redenzione. Allaccia rapporti col focoso prete anticamorra Francesco Di Leva, mentre cerca una seconda possibilità con l’amico di un tempo Tommaso Ragno, che nel frattempo è diventato il boss del Rione Sanità, allucinato e violentissimo.

Vedi Napoli e poi?

Nostalgia, Pierfrancesco Favino e Francesco Di Leva in un'immagine del film
Nostalgia, Pierfrancesco Favino e Francesco Di Leva in un’immagine del film di Mario Martone

Napoli e l’incanto di una seduzione magnetica e pericolosa. È la madre, la memoria, il passato incarnato, la promessa di qualcosa al tempo stesso vecchio e nuovo. Mario Martone con Nostalgia racconta una città, un sentimento, uno stato mentale, fa la cronaca del tempo perduto, chissà poi se ritrovato. La dialettica tra passato e presente si risolve in un tempo della storia che è un tempo ibrido, e non può essere altrimenti. È Napoli che detta le coordinate, ieri e oggi mescolati nel ventre di una città che coltiva e custodisce un rapporto con la morte e la vita aperto e spiazzante. Le catacombe e i bassi non sono geograficamente un sopra e un sotto, ma due strati sovrapponibili di una realtà complessa come l’esistenza.

Napoli è l’incrocio di passato e presente, bene e male, vita e morte, camorra e riscatto. La promessa di una vita e di una scelta diversa affidata ai ragazzi del prete rivoluzionario Francesco Di Leva. Fa da contraltare Tommaso Ragno, capo criminale con un senso molto drammatico delle cose; nel gioco di opposti schizzato dal film è insieme crudo e surreale il suo male di vivere. La regia di Mario Martone non punta all’esuberanza del dettaglio figurativo e narrativo, la sua visceralità la racchiude nell’intimità progressivamente svelata dei protagonisti. Cede un po’ sui flashback, che col film legano poco, mancano di vitalità ma forse anche questo è parte del gioco. Bravo Favino, il senso del suo passaggio sul film è quintessenza della magia e del mistero del cinema, la fotografia, l’istantanea, la fissazione di un movimento.

Nostalgia, la locandina del film

Scheda

Titolo originale: Nostalgia
Regia: Mario Martone
Paese/anno: Italia / 2022
Durata: 117’
Genere: Drammatico
Cast: Aurora Quattrocchi, Francesco Di Leva, Nello Mascia, Pierfrancesco Favino, Salvatore Striano, Tommaso Ragno, Artem, Daniela Ioia, Emanuele Palumbo, Sofia Essaïdi, Virginia Apicella
Sceneggiatura: Ippolita Di Majo, Mario Martone
Fotografia: Paolo Carnera
Montaggio: Jacopo Quadri
Produttore: Roberto Sessa, Carlo Stella, Maria Carolina Terzi, Luciano Stella, Angelo Laudisa
Casa di Produzione: Medusa Film, Picomedia, Mad Entertainment, Rosebud Entertainment Pictures
Distribuzione: Medusa Distribuzione

Data di uscita: 25/05/2022

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Francesco Costantini
Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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