MARCEL!

MARCEL!

L’esordio dietro la macchina da presa di Jasmine Trinca è l’intensa descrizione di un rapporto madre-figlia, originato dai ricordi personali della neoregista. Marcel! si rivela un debutto capace di unire bene il gusto per l’immagine (personale e mai gratuito) a una sempre presente attenzione agli interpreti, e alla loro capacità di vestire i rispettivi personaggi.

Pour toujours Marcel!

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Per questo suo esordio alla regia di un lungometraggio (evoluzione del precedente corto Being my Mom), Jasmine Trinca sceglie la carta del film parzialmente autobiografico. Lo fa, la neoregista, mettendo in scena una vicenda ispirata alla propria infanzia e allo stesso rapporto con sua madre, trasfigurando però quest’ultimo in una forma che – a partire dalle didascalie e dalla divisione in capitoli – cita esplicitamente il cinema muto. Viene in mente subito Charlie Chaplin, tra i riferimenti stilistici di Marcel!, riferimento peraltro dichiarato dalla stessa regista: ma, più in generale, il modo in cui viene messo in scena il rapporto tra il personaggio interpretato da Alba Rohrwacher – artista di strada che sembra avere un trasporto speciale per il suo cane Marcel – e la figlioletta col volto della giovanissima, intensa Maayane Conti – sembra celebrare un cinema fatto di sguardi e immagini più che di dialoghi, la cui riuscita è demandata soprattutto all’espressività – corporea e facciale – degli interpreti. Un risultato che si integra, nella dimensione del viaggio e della scoperta, con lo stesso rapporto dei personaggi con l’ambiente circostante. Una scelta certo poco usuale (e a suo modo coraggiosa) per l’esordiente Trinca, in un lavoro che la neoregista ha presentato da poco nella sezione Proiezioni speciali dell’appena concluso Festival di Cannes.

In viaggio per (ri)trovarsi

Marcel!, Maayane Conti e Alba Rohrwacher in una sequenza del film
Marcel!, Maayane Conti e Alba Rohrwacher in una sequenza del film di Jasmine Trinca

Il plot di Marcel! è tutto incentrato sui personaggi (privi di nome) dell’artista di strada interpretata dalla Rohrwacher e di sua figlia, suonatrice di sassofono e disperatamente alla ricerca dell’approvazione materna. La donna, tuttavia, che ha perso anni prima il compagno, sembra avere occhi solo per il suo cane Marcel, inseparabile compagno dei suoi spettacoli. I due vivono insieme ai nonni della bambina, a loro volta non molto attenti nei confronti della piccola: lui non fa che ingannare il tempo con interminabili solitari, lei continua a ricordare suo figlio. Un evento imprevisto farà in modo che madre e figlia si mettano in viaggio, in quella che sarà una difficile ma necessaria esperienza di (ri)scoperta reciproca.

Ascolta “Marcel! conquistati dal debutto registico di Jasmine Trinca” su Spreaker.

È un’opera prima che riflette sull’arte, Marcel!, sul rapporto totalizzante con essa stabilito dall’artista, e sulle ricadute di tale rapporto sugli affetti. Nello stesso atto creativo, per il personaggio interpretato da Alba Rohrwacher, c’è la sublimazione di un’assenza (quella, a più riprese richiamata, del compagno) nonché il legame simbiotico, quasi di dipendenza, stabilito con la figura del cane; nel produrre musica della ragazzina troviamo invece la ricerca di riconoscimento rivolta a madre, come individuo anziché come semplice surrogato del compagno a quattro zampe. Una ricerca che dovrà passare per un atto violento e per un difficile processo di riavvicinamento.

Confronto e riconoscimento

Marcel!, Maayane Conti e Alba Rohrwacher in una scena del film
Marcel!, Maayane Conti e Alba Rohrwacher in una scena del film di Jasmine Trinca

Malgrado il tono apparentemente lieve, Marcel! non elide le durezze del suo soggetto, la spigolosità del personaggio interpretato dalla Rohrwacher (da sempre a suo agio con le figure femminili tormentate), il senso di mancanza – sperimentato in modo diverso da entrambi i personaggi – che dà il via al viaggio al centro del film. Una storia che, tenendosi lontano dal cinema “borghese” frequentato a più riprese dal mainstream italiano – tanto dal dramma quanto dalla commedia – sceglie territori meno battuti: quelli di una periferia cittadina in cui si consumano solitudini mute, di marginalità che si sono fatte (consapevolmente o meno), progetto di vita, di un viaggio che schiva anche i topoi del road movie per stringersi sulle sue due protagoniste, e su una ricerca reciproca dolorosa quanto non del tutto consapevole. Il reale avvicinamento, per i due personaggi, dovrà passare per un riconoscimento reciproco, per la scoperta della dimensione reale, autonoma dell’individuo (pur nella peculiarità di un rapporto madre-figlia) contrastante con quella di mera proiezione personale. Un processo che coinvolgerà entrambe le donne, con la madre costretta a vedere per la prima volta la bambina, e con quest’ultima che scoprirà – come forse mai è successo in passato – sua madre come donna a sua volta afflitta da un dolore, da un’antica perdita che necessita confronto ed elaborazione.

Gusto figurativo e attenzione agli interpreti

Marcel!, Maayane Conti in una scena del film
Marcel!, Maayane Conti in una scena del film di Jasmine Trinca

Nell’amore dichiarato da Marcel! per l’arte di strada e per la mimica viene in mente il già citato Chaplin, ma anche Federico Fellini; citazioni e riferimenti che comunque il film di Jasmine Trinca gestisce in modo discreto, riuscendo a costruire un immaginario personale, alla luce di un gusto per l’immagine (immortalato nei chiaroscuri della fotografia, e nei giochi di ombre cinesi a più riprese creati dalla piccola protagonista) che la regista dimostra di saper ben padroneggiare. L’intensità del rapporto tra le due protagoniste è resa in sottrazione, ma non per questo è meno presente, delineata come in un melodramma in potenza, che del melò elide la parte più esplicita. Un cenno va fatto, oltre che alle due intese protagoniste, anche ai veterani Giovanna Ralli e Umberto Orsini, testimoni del legame del film con un cinema del passato di cui viene cercato (e spesso trovato) il cuore. Poco importa, in questo senso, che alcuni subplot – tra questi, quello del rapporto della piccola protagonista con due coetanei – restino un po’ privi di evoluzione. Jasmine Trinca si dimostra dotata di sguardo personale, e di un gusto che unisce bene l’attenzione agli attori a quella per la composizione, mai banale, dell’immagine. Certamente un debutto da non sottovalutare.

Marcel!, la locandina del film
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Scheda

Titolo originale: Marcel!
Regia: Jasmine Trinca
Paese/anno: Francia, Italia / 2022
Durata: 93’
Genere: Drammatico
Cast: Alba Rohrwacher, Dario Cantarelli, Giuseppe Cederna, Umberto Orsini, Valentina Cervi, Valeria Golino, Giovanna Ralli, Maayane Conti
Sceneggiatura: Jasmine Trinca, Francesca Manieri
Fotografia: Daria D’Antonio
Montaggio: Chiara Russo
Musiche: Matti Bye
Produttore: Olivia Musini, Berenice Vincent, Laure Parleani
Casa di Produzione: Rai Cinema, Cinemaundici, Vision Distribution, Totem Films
Distribuzione: Vision Distribution

Data di uscita: 01/06/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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