UNA BOCCATA D’ARIA

UNA BOCCATA D’ARIA

Diretto da Alessio Lauria, Una boccata d’aria indaga nel legame che ogni individuo sente con le proprie origini, nonostante si sia scelto di ignorarle per troppo tempo. Un’unione che si fa sentire, spesso, all’improvviso e con scarso preavviso, ma che è capace di rimettere in discussione più di una vita. In questo senso, dunque, la vicenda e l’interpretazione di Aldo Baglio riescono a creare un legame di empatia con il pubblico, che si riconosce nei movimenti spesso sconnessi di un uomo in lotta con i propri ricordi.

Il potere delle radici

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Secondo un vecchio detto, per capire dove siamo diretti e cosa diventeremo non dobbiamo mai dimenticarci del luogo dal quale proveniamo. E con questo non s’intende solamente un posto fisico ma, soprattutto, uno famigliare e culturale. Due elementi che sono in grado di forgiare la personalità, il carattere e i sogni di ogni singolo individuo. Può accadere, però, che questi luoghi dell’anima creino anche dei profondi conflitti interiori, esteriorizzati da un rifiuto assoluto delle proprie origini. L’allontanamento, in questo caso, non è destinato a durare tanto, perché prima o poi quei legami mostreranno tutte le solide radici che sono attecchite dentro di noi. Ed è proprio su questa consapevolezza ritrovata e sul ritorno alle origini che si basa la sceneggiatura di Una boccata d’aria, scritta a quattro mani di Valerio Bariletti e Morgan Bertacca, portata sullo schermo da Alessio Lauria. Al centro c’è il personaggio di Salvo, scappato giovanissimo dalla Sicilia per concretizzare il sogno de I Gelsi, una pizzeria nel cuore di Milano.

Nonostante un iniziale successo, però, i debiti sembrano portarlo allo stremo. Dentro di lui di fa sempre più evidente il bisogno di una boccata d’aria, non solo economica ma anche psicologica. La soluzione, però, come spesso accade, arriva proprio da chi meno te l’aspetti. È così che, alla notizia della morte del padre e della sua eredità, Salvo decide di lasciare momentaneamente pizzeria e famiglia, per vendere la tenuta e tornare con la liquidità necessaria per salvare la sua attività. Quello che non sa, però, è che il contatto con la sua terra, con quelle radici che tanto hanno attecchito in lui, darà inizio a un processo di cambiamento. A una sorta di viaggio temporale tra passato e presente, tra i fantasmi e le delusioni della giovinezza. In tutto questo, in ballo c’è il presente ma anche concetti più ampi e universali, come il perdono e il senso di famiglia.

Lessico famigliare

Una boccata d'aria, Giovanni Calcagno in una scena
Una boccata d’aria, Giovanni Calcagno in una scena del film

Fin dalle prime immagini il film di Lauria chiarisce immediatamente propositi, direzione e, soprattutto, il soggetto al centro della sua attenzione. In questo caso, infatti, la macchina da presa e gran parte della narrazione sono concentrate proprio sul personaggio di Salvo e sul suo rapporto conflittuale con la figura del padre. Un ruolo che Aldo Baglio, fuori dal perimetro rassicurante del terzetto formato con Giovanni e Giacomo, veste alla perfezione sia nelle note leggere ma, soprattutto, in quelle più intense. E nella gestione di una commedia un po’ malinconica ma dal sapore comunque sognante, riesce anche a estendere il percorso di rinascita del suo personaggio a tutta la sua famiglia. Il ritorno a casa, infatti, non è solo una sospensione necessaria dello spazio e del tempo per lui. Ma rappresenta una soluzione di cui non si sapeva di aver bisogno per la moglie Teresa, interpretata da Lucia Ocone, e per i loro figli.

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Così, immersi completamente nella solitudine degli assolati paesaggi siciliani, ognuno viene messo alle strette con se stesso e con gli altri. A fare da controcanto al loro clamore cittadino, poi, c’è il silenzio di Lillo, il fratello minore di Salvo che ha il volto di Giovanni Calcagno. Un uomo massiccio, che conserva dentro di se tutte le fragilità di un bambino abbandonato, cui è stato rubato un sogno. E, per finire, non poteva mancare il rapporto e il confronto più importante, quello con la figura di un padre ingombrante e soffocante al limite della violenza psicologica. Ma, a un certo punto, arriva il momento del perdono e della comprensione. Anche se questo vuol dire dialogare con il fantasma di un ricordo dentro di noi.

Una favola, ma non troppo

Una boccata d'aria, Lucia Ocone, Aldo Baglio, Ludovica Martino e Davide Calgaro in una scena
Una boccata d’aria, Lucia Ocone, Aldo Baglio, Ludovica Martino e Davide Calgaro in una scena del film

Se la forza di Una boccata d’aria sono i personaggi tratteggiati e interpretati con profondità, il lato più debole è dato da una scelta di atmosfera non sempre ben definita. Anzi, forse fin troppo virante verso una favola che non può assolutamente prescindere dal lieto fine. A dirla tutta, però, il problema non è nemmeno l’happy ending prevedibile, piuttosto il modo in cui si è arrivati a questo. A mancare, infatti, soprattutto nella prima parte, è quella nota amara, graffiante e sottilmente umiliante che ha fatto grande la commedia all’italiana. Una sfumatura narrativa che, comparendo soprattutto in una delle prime scene in cui Salvo viene messo a confronto con la sua natura “terrona”, viene subito soppiantata da un’atmosfera quasi onirica legata strettamente alla terra di Sicilia. In questo modo si rinuncia a un tono narrativo che avrebbe potuto indagare ancora di più nelle profondità dei personaggi, rimandando allo spettatore una visione d’insieme più realista. Ma, alla fine, sognare una seconda possibilità non è poi cosi male.

Una boccata d'aria, la locandina del film

Scheda

Titolo originale: Una boccata d'aria
Regia: Alessio Lauria
Paese/anno: Italia / 2022
Durata: 95’
Genere: Commedia
Cast: Davide Calgaro, Francesca Faiella, Giovanni Calcagno, Lucia Ocone, Ludovica Martino, Manuela Ventura, Tony Sperandeo, Marcello Mazzarella, Aldo Baglio, Emanuela Rimoldi, Enrico Gippetto, Mario Di Leva, Massimiliano Benvenuto
Sceneggiatura: Alessio Lauria, Aldo Baglio, Valerio Bariletti, Morgan Bertacca
Fotografia: Luca Nervegna
Montaggio: Francesco Loffredo
Musiche: Federico Bisozzi
Produttore: Matteo Rovere
Casa di Produzione: Groenlandia, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 07/07/2022

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Tiziana Morganti
Fin da bambina, ho sempre desiderato raccontare storie. Ed eccomi qui, dopo un po’ di tempo, a fare proprio quello che desideravo, narrando o reinterpretando il mondo immaginato da altri. Da quando ho iniziato a occuparmi di giornalismo, ho capito che la lieve profondità del cinema era il mio luogo naturale. E non poteva essere altrimenti, visto che, grazie a mia madre, sono cresciuta a pane, musical, suspense di Hitchcock, animazioni Disney e le galassie lontane lontane di Star Wars; e un ruolo importante l’ha avuto anche il romanticismo di Truffaut. Nel tempo sono diventata giornalista pubblicista; da Radio Incontro e il giornale locale La voce di Roma, passando per altri magazine cinematografici come Movieplayer e il blog al femminile Smackonline, ho capito che ciò che conta è avere una struggente passione per questo lavoro. D’altronde, viste le difficoltà e le frustrazioni che spesso s’incontrano, serve un grande amore per continuare.

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