PETER VA SULLA LUNA

PETER VA SULLA LUNA

Il problema principale di Peter va sulla luna è – nonostante una chiara genuinità d’intenti - quello di somigliare come una goccia d’acqua a quanto realizzato nel resto del mondo, come se un forte desiderio di conferire a tutti i costi al film un carattere internazionale lo avesse reso un prodotto sì gradevole, sì complessivamente pulito e privo di sbavature, ma – ahinoi – anche facilmente dimenticabile.

La luna ci aspetta

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D’estate, si sa, sono davvero pochi i film che approdano sul grande schermo. E, purtroppo, non sempre si tratta di prodotti particolarmente entusiasmanti. Eppure, al contempo, numerosi sono anche i lungometraggi per bambini atti a far trascorrere al giovane pubblico almeno un paio d’ore di puro divertimento all’interno di una fresca sala cinematografica. Questo è il caso, per esempio, del lungometraggio d’animazione Peter va sulla luna, diretto nel 2021 da Ali Samadi Ahadi, tratto dal racconto Peterchens Mondfahrt (Gerdt von Bassewitz, 1912), nonché frutto di una coproduzione tra Germania e Austria. Un lungometraggio chiaramente senza troppe pretese, che, tuttavia, si distingue innanzitutto per una sempre gradita genuinità d’intenti.

Viaggi non programmati

Peter va sulla luna, il protagonista Peter in un'immagine
Peter va sulla luna, i protagonisti Peter e Anna in un’immagine del film

La storia messa in scena, dunque, è quella di Peter, un ragazzino di undici anni, che da poco tempo si è trasferito con sua mamma e la sua sorellina Anna in una nuova cittadina. Il sogno di Peter è quello di diventare astronauta, come a suo tempo era stato suo padre. Le cose potrebbero improvvisamente prendere una piega inaspettata nel momento in cui sua sorella gli rivela di aver incontrato un simpatico maggiolino parlante in cerca di aiuto al fine di poter recuperare il suo braccio e sua moglie, rapiti da un essere malvagio e trasportati in qualche angolo remoto della luna. Riusciranno Peter e Anna ad aiutare questo loro nuovo amico?

Un nuovo Peter

Peter va sulla luna, Peter, l'Uomo del Sonno e il coleottero Rozzolino in una scena
Peter va sulla luna, Peter, l’Uomo del Sonno e il coleottero Rozzolino in una scena del film

Il racconto di Gerdt von Bassewitz a cui il presente Peter va sulla luna è ispirato è diventato, ormai, un vero e proprio cult all’interno dei paesi germanici. Numerose, infatti, sono state a oggi le trasposizioni cinematografiche e teatrali di tale opera. Che fare, dunque, per dar vita a qualcosa di nuovo che non somigli come una goccia d’acqua a quanto già realizzato in passato? Al fine di conferire una propria, marcata personalità al suo lavoro, il regista Ali Samadi Ahadi ha optato, dunque, per una messa in scena che strizza palesemente l’occhio a quanto realizzato oltreoceano, prediligendo una classica computer grafica che punta tutto sulla caratterizzazione dei singoli personaggi, ma che non si distingue particolarmente per determinate intuizioni registiche e visive. Al centro del discorso: l’importanza degli affetti e della famiglia e la pur sempre urgente questione della salvaguardia ambientale.

Tutti i colori della luna

Peter va sulla luna, una foto
Peter va sulla luna, una foto del film d’animazione

Al via, dunque, una carrellata di bizzarre creature che aiutano, ostacolano o, semplicemente, tengono compagnia ai nostri due giovani protagonisti durante questo loro insolito viaggio: dalla spaventosa Frau Holle alla Fata della Notte, dall’Uomo di Sabbia fino a un gruppo di tenere selenite che immediatamente fanno amicizia con la piccola Anna. Peter va sulla luna si distingue immediatamente per gli adrenalinici voli dei due protagonisti, ma anche per gli sgargianti colori di ogni singolo personaggio. Momenti carichi di tensione ben si sposano con divertenti gag a opera principalmente del suddetto maggiolino e, nell’insieme, rendono questo lungometraggio di Ali Samadi Ahadi un prodotto complessivamente godibile, sebbene senza particolari velleità.

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Dèjà-vu?

Peter va sulla luna, i tre protagonisti Peter, Uomo del Sonno e Rozzolino in una scena
Peter va sulla luna, i tre protagonisti Peter, Uomo del Sonno e Rozzolino in una scena del film

Gia, perché, di fatto, il problema principale del nostro Peter va sulla luna è – nonostante i buoni intenti del regista – quello di somigliare come una goccia d’acqua a quanto realizzato nel resto del mondo, come se un forte desiderio di conferire a tutti i costi al film un carattere internazionale avesse fortemente penalizzato la sua stessa identità e lo avesse reso un prodotto sì gradevole, sì complessivamente pulito e privo di sbavature, ma – ahinoi – anche facilmente dimenticabile. Peccato. Eppure, nonostante tutto, è molto probabile che i più giovani si appassionino alle vicende di questi due fratellini. E un’ora e mezza di puro divertimento (in cui non mancano importanti spunti di riflessione) è comunque cosa assai gradita. Persino quando, un giorno, Peter e Anna andranno a confondersi tra i tanti protagonisti dei numerosi lungometraggi d’animazione che, ogni anno, arrivano copiosi sul grande schermo.

Peter va sulla luna, la locandina italiana

Scheda

Titolo originale: Moonbound
Regia: Ali Samadi Ahadi
Paese/anno: Germania, Austria / 2021
Durata: 85’
Genere: Commedia, Animazione, Fantascienza, Fantastico
Cast: Elisabeth Kanettis, Aleks Le, David Daria, Dennis J. Kozeluh, Gerti Drassl, Jacob Banigan, Jim Libby, Jolie Natalia Handler, Lilian Gartner, Mellisa Mabei, Michaela Kasper, Proschat Madani, Stefko Hanushevsky, Stephan Benson, Veronika Glatzner
Sceneggiatura: Arne Nolting, Ali Samadi Ahadi
Musiche: Ali N. Askin
Produttore: Ali Samadi Ahadi, Antonin Svoboda, Bruno Wagner, Armin Hofmann
Casa di Produzione: Coop99 Filmproduktion, Brave New Work, Little Dream Entertainment
Distribuzione: Koch Media

Data di uscita: 21/07/2022

Trailer

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Marina Pavido
Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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