THE TWIN – L’ALTRO VOLTO DEL MALE

THE TWIN – L’ALTRO VOLTO DEL MALE

Horror d’atmosfera, elegante e ben fotografato, The Twin – L’altro volto del male mescola dramma familiare, ghost story, culti diabolici e molto altro, inciampando tuttavia in un poco convincente sviluppo narrativo. Il risultato finisce per essere, insieme, eccessivamente semplice e inutilmente sovraccarico di simbolismi.

Il gemello tradito

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Tra gli horror che, com’era prevedibile, stanno popolando i cinema italiani in questa prima parte di estate, trova un suo piccolo spazio anche questo The Twin – L’altro volto del male, insolita produzione finlandese che giunge in sala con la distribuzione di Notorious Pictures. Un lavoro, quello del regista Taneli Mustonen, che sceglie di unire il dramma familiare – con in primo piano il tema del lutto – a quella che appare inizialmente come una classica ghost story di derivazione anglosassone, col vecchio motivo (debitore alla narrativa di Stephen King) del bambino quale catalizzatore dell’orrore. Una premessa che tuttavia, nel suo sviluppo, attraversa vari filoni distinti del genere, da quello della possessione demoniaca a quello incentrato sul disagio psichico, arrivando persino a sfiorare, tangenzialmente, il folk horror nella sua declinazione più recente, quella portata al successo da Ari Aster e dal suo recente Midsommar – Il villaggio dei dannati. Un impasto che il regista sviluppa partendo da una premessa semplice e abbondantemente sfruttata (una famiglia appena colpita da un lutto, il suo trasferimento in una residenza isolata, e l’immancabile verificarsi di eventi inspiegabili) problematizzandone e complicandone poi lo sviluppo.

Nuovo inizio, vecchi fantasmi

The Twin - L'altro volto del male, Tristan Ruggeri, Teresa Palmer e Steven Cree in una scena
The Twin – L’altro volto del male, Tristan Ruggeri, Teresa Palmer e Steven Cree in una scena del film

Al centro del plot ci sono Rachel e Anthony, moglie e marito, che insieme al figlioletto Elliot si trasferiscono da New York in un piccolo centro urbano finlandese, in cui l’uomo trascorse l’infanzia. La famiglia ha da poco vissuto un terribile lutto, con la morte in un incidente stradale di Nathan, fratello gemello di Elliot; abbandonando la vecchia casa, i due sperano di lasciarsi alle spalle i ricordi più dolorosi, mentre Anthony vorrebbe ritrovare l’ispirazione che, anni prima, gli permise di scrivere un romanzo bestseller. Appena i tre arrivano, tuttavia, la casa e il circondario iniziano a essere teatro di eventi inquietanti; Rachel, in particolare, è scossa dall’incontro con un’anziana signora, Helen, che sembra sapere molto sulla storia della famiglia e sul piccolo Elliot. Quest’ultimo, da par suo, pare incapace di distaccarsi dal ricordo del fratello, arrivando a comportarsi come se lo avesse ancora vicino. Tormentata da incubi e da strane visioni notturne, Rachel inizia a convincersi che una qualche forza sovrannaturale stia minacciando la famiglia, e in particolare Elliot. Le sue indagini – e i suoi consulti con Helen – sembrano suggerire la presenza, nel villaggio, di un antico culto, e di un’oscura presenza che vorrebbe prendere possesso del corpo del bambino.

Le premesse e i riferimenti di partenza

The Twin - L'altro volto del male, Teresa Palmer con Tristan Ruggeri in una scena
The Twin – L’altro volto del male, Teresa Palmer con Tristan Ruggeri in una scena del film

Sono evidenti e dichiarati, nella premessa di The Twin – L’altro volto del male, i riferimenti a Shining, punto fermo inevitabile per molto horror sovrannaturale occidentale dell’ultimo quarantennio; riferimenti che si sviluppano qui a partire dall’ormai onnipresente ripresa aerea iniziale, che immortala l’auto dei protagonisti mentre viaggia tra i boschi, avvicinandosi alla nuova residenza, passando per lo scrittore in cerca di ispirazione attraverso l’isolamento, arrivando alla valorizzazione degli interni della grande dimora, attraverso i morbidi piani sequenza che ne esplorano stanze vuote e corridoi, ipotetici custodi di oscuri segreti. Un riferimento “forte”, quello alla storia kinghiana – e soprattutto alla sua trasposizione per opera di Stanley Kubrick – che tuttavia si contamina presto con altre suggestioni, trovando come terminali principali il personaggio di Rachel (madre presa dai sensi di colpa per la perdita del figlio, disperatamente protettiva nei confronti di quello superstite) e quello del piccolo Elliot, bersaglio di un potere oscuro che (forse) sfrutta per i suoi scopi il suo ricordo del fratello. Tutta la prima parte del film di Taneli Mustonen, in questo senso, si dipana all’insegna dell’ambiguità, di un confine tra realtà e allucinazione segnato dal senso di colpa della donna, da simbolismi non privi di fascino (il vecchio giocattolo/labirinto del bambino, le antiche impronte rupestri) che paiono suggerire sviluppi narrativi conseguenti.

Aspettative disattese

The Twin - L'altro volto del male, Teresa Palmer in una scena
The Twin – L’altro volto del male, Teresa Palmer in una scena del film

Col progredire della narrazione, il plot di The Twin – L’altro volto del male finisce tuttavia per complicarsi in modo inutile, accumulando simbolismi e suggestioni che poi non vengono sviluppati, sovraccaricando la vicenda di motivi (iconografici e tematici) che solo in seguito appariranno in tutta la loro pretestuosità. Paradossalmente, per quelli che sono gli sviluppi del plot nella sua ultima parte, il film di Taneli Mustonen dà l’impressione di “barare”, sviando lo spettatore e ingannandolo, senza una solida giustificazione dell’inganno; gli spunti disseminati nella trama non trovano una collocazione coerente alla luce delle rivelazioni poi fornite, che riconducono il tutto (paradossalmente) a una vicenda piuttosto semplice. Una vicenda che lascia, oltre all’inevitabile amaro in bocca per il tradimento delle premesse, un altrettanto sgradevole senso di déjà vu, specie alla luce della natura già vista del materiale presentato. Materiale legato, in primis, a una riflessione attraverso il genere sulla maternità, sul lutto, sui traumi e sulle loro conseguenze; riflessione che tuttavia, appesantita com’è da poco coerenti sovrastrutture, e dalla ridondanza dell’impianto visivo, resta a un livello abbastanza embrionale. Restano, di The Twin – L’altro volto del male, la densa atmosfera e le singole intuizioni visive (alcune obiettivamente d’effetto), unite a una regia di una certa eleganza e priva di cedimenti al jumpscare. Un’eleganza formale che si regge tuttavia su gambe fragili, quelle di una sceneggiatura velleitaria, incapace di sostenere davvero la buona estetica del film.

The Twin - L'altro volto del male, la locandina italiana del film
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Scheda

Titolo originale: The Twin
Regia: Taneli Mustonen
Paese/anno: Finlandia / 2022
Durata: 109’
Genere: Horror, Drammatico
Cast: Raivo Trass, Steven Cree, Teresa Palmer, Andres Dvinjaninov, Barbara Marten, Kert Kurist, Liisi Org, Nick Connor, Raul Talmar, Tiiu Uibo, Tristan Ruggeri
Sceneggiatura: Taneli Mustonen, Aleksi Hyvärinen
Fotografia: Daniel Lindholm
Montaggio: Aleksi Raij, Toni Tikkanen
Musiche: Panu Aaltio
Produttore: Aleksi Hyvärinen
Casa di Produzione: Don Films
Distribuzione: Notorious Pictures

Data di uscita: 20/07/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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