GIORNI D’ESTATE

GIORNI D’ESTATE

La sceneggiatrice e regista Jessica Swale porta sullo schermo con Giorni d’estate una piccola storia di umanità in cui l’elemento magico e quello storico s’intrecciano in un corpo solo, per creare l’ambiente ideale per un incontro di anime e vite. Alice e il piccolo Frank, infatti, sembrano vivere la loro esperienza in una sorta di sospensione temporale, in una irrealtà di fatto che, alla fine, inciderà in modo definito proprio sulla parte più concreta e tangibile delle loro vite.

La terra dell'eterna estate

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Nelle credenze pagane con Summerland s’identifica un luogo di passaggio, una terra sospesa tra il bene e il male, dove nessuna di queste due condizioni prevalgono. Una sorta di limbo meraviglioso e metafisico in cui le anime attendono circondate da un ambiente luminoso, fatto di vallate e campi verdi. In questo universo impalpabile e invisibile ai molti, che cammina accanto a quello più tangibile e corporeo degli umani, nessun tipo di emozione negativa riesce a entrare, creando una sorta di paradiso o terra promessa in cui alle anime è concesso riposo e sollievo. Non è un caso, dunque che, nonostante la traduzione italiana del titolo (Giorni d’estate) non sembri tener conto di questa interpretazione, il concetto di Summerland appena espresso sia stato preso in considerazione dalla regista Jessica Swale per mettere in scena l’incontro tra una giovane donna indurita dalla vita e un ragazzino in fuga dalla guerra in un luogo che sembra essere sospeso nel tempo e, soprattutto, al di sopra degli eventi storici che stanno infiammando il mondo.

Tra la storia e il sogno

Giorni d'estate, Lucas Bond e Gugu Mbatha-Raw in una scena
Giorni d’estate, Lucas Bond e Gugu Mbatha-Raw in una scena del film

La vicenda di Giorni d’estate, infatti, si colloca nei giorni drammatici della Battaglia d’Inghilterra e del blitz su Londra. Siamo nel pieno della seconda guerra mondiale e, più nello specifico, nel momento in cui Hitler sferra il duro attacco oltre la Manica nel tentativo di far cadere le resistenze della Gran Bretagna. Un intento che durerà un anno e che vedrà gli inglesi resistere e vincere, anche se stremati. Nel frattempo, però, per salvare i propri figli dagli attacchi aerei tedeschi, molte famiglie londinesi decidono di mandarli nelle zone più interne, in campagna. Si tratta di luoghi non sensibili dal punto di vista militare e per questo non soggetti a bombardamenti. Frank è proprio uno di loro che, per sua disdetta, si trova a essere affidato ad Alice, una burbera e solitaria scrittrice. Questo incontro, però, è destinato a far del bene a entrambi. Da una parte la donna tornerà ad essere in contatto con la parte più fragile ed emotiva di se, mentre Frank imparerà a osservare il mondo usando la logica e il ragionamento, riuscendo a capire la differenza tra conoscenza e pregiudizio.

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A rendere questo piccolo racconto così speciale, però, è proprio l’utilizzo simbolico del concetto di Summerland. Durante i loro pomeriggi insieme, infatti, Alice e Frank si lanciano alla scoperta di fenomeni magici nel tentativo di dare una spiegazione logica. Isole che salgono dal mare avvolte da nuvole sono i luoghi da intercettare. Nel mentre, però, non si rendono conto di essere loro stessi immersi nella loro privata Summerland. Il piccolo villaggio rurale e le verdi distese a picco sulla scogliera che li circonda, rappresentano proprio quel mondo parallelo, che, pur affiancando la realtà, da questa non sembra essere toccata. E in questa invisibilità benefica i due protagonisti scrivono pagine essenziali per le loro esistenze. Ma sempre in modo assolutamente inconsapevole e in totale assenza di enfasi. Perché, d’altronde, è così che avvengono i fatti importanti della vita.

Appropriarsi del tempo

Giorni d'estate, Gemma Arterton in una suggestiva scena
Giorni d’estate, Gemma Arterton in una suggestiva scena del film

Anche se non espresso in modo evidente, il tempo e il suo scorrere sono due elementi essenziali all’interno di questo Giorni d’estate, interpretato da Gemma Arterton e Lucas Bond. Non solo, infatti, i due protagonisti sembrano vivere in una sospensione perenne, ma anche la regista non intende affrettare il racconto in nessun modo. Dal punto di vista strettamente narrativo, infatti, alcuni potrebbero criticare proprio l’apparente lentezza della pellicola o l’altrettanto superficiale assenza di fatti salienti. In realtà quella narrata da Jessica Swale è una storia di movimenti interiori, un incontro di anime che, insieme, provano a guarire le rispettiva ferite. Insomma un percorso che richiede il giusto tempo e che, pur non mostrando chissà quale plot twist incredibile, alla fine lascia nello spettatore, e in chi sa guardare, una sorta di lieve e benefica malinconia.

A contribuire a questo effetto quasi straniante, poi, anche una fotografia che riesce a catturare l’essenza di una natura magica nella sua apparenza, senza alcun bisogno di esagerazione o manipolazione. Nonostante i forti venti che si abbattono sulle scogliere, dunque, il paesaggio inglese diventa la vera Summerland, il luogo dove trovare consolazione e sollievo. L’importante, però, è non farsi prendere dalla fretta o dall’ansia di accadimenti. Perché, come una diversa Shangri-La, anche la terra dell’eterna estate si svela solo a chi ne sente il bisogno ed è in grado di apprezzare le sue potenzialità.

Giorni d'estate, la locandina italiana

Scheda

Titolo originale: Summerland
Regia: Jessica Swale
Paese/anno: Regno Unito / 2020
Durata: 99’
Genere: Drammatico, Sentimentale, Guerra
Cast: Amanda Lawrence, Gemma Arterton, Gugu Mbatha-Raw, Penelope Wilton, Tom Courtenay, Dixie Egerickx, Amanda Root, David Ajao, David Horovitch, Jessica Gunning, Lucas Bond, Martina Laird, Rakhee Thakrar, Siân Phillips, Thomas Coombes
Sceneggiatura: Jessica Swale
Fotografia: Laurie Rose
Montaggio: Tania Reddin
Musiche: Volker Bertelmann
Produttore: Gemma Arterton, James Atherton, Guy Heeley, Adrian Sturges
Casa di Produzione: Iota Films, Shoebox Films
Distribuzione: Movies Inspired

Data di uscita: 25/08/2022

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Tiziana Morganti
Fin da bambina, ho sempre desiderato raccontare storie. Ed eccomi qui, dopo un po’ di tempo, a fare proprio quello che desideravo, narrando o reinterpretando il mondo immaginato da altri. Da quando ho iniziato a occuparmi di giornalismo, ho capito che la lieve profondità del cinema era il mio luogo naturale. E non poteva essere altrimenti, visto che, grazie a mia madre, sono cresciuta a pane, musical, suspense di Hitchcock, animazioni Disney e le galassie lontane lontane di Star Wars; e un ruolo importante l’ha avuto anche il romanticismo di Truffaut. Nel tempo sono diventata giornalista pubblicista; da Radio Incontro e il giornale locale La voce di Roma, passando per altri magazine cinematografici come Movieplayer e il blog al femminile Smackonline, ho capito che ciò che conta è avere una struggente passione per questo lavoro. D’altronde, viste le difficoltà e le frustrazioni che spesso s’incontrano, serve un grande amore per continuare.

Un pensiero su “GIORNI D’ESTATE

  1. Recensione molto bella, manca solo un riferimento, alla relazione lesbica che, tra l’altro, è la chiave di volta della vicenda; alla fine del film Vera dice di aver dovuto visitare 34 librerie prima di riuscire ad avere l’indirizzo di Alice, quello a cui mandare la lettera in cui le chiede di prendersi cura di suo figlio. Un errore non da poco, che rende la recensione parziale.

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