IL SIGNORE DELLE FORMICHE

IL SIGNORE DELLE FORMICHE

Il signore delle formiche – ultima fatica di Gianni Amelio - è un’opera dolente e dolorosa, la storia di un grande amore, ma anche di crudeli ingiustizie. L’immagine di un paese che ha ancora molta e molta strada da fare. E chissà se si riuscirà mai a imparare dagli errori del passato. In concorso alla 79a Mostra del Cinema di Venezia, e in sala dall’8 settembre 2022.

Uomini soli

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Le formiche hanno due stomaci: uno per nutrire sé stesse, un altro per nutrire le loro compagne più bisognose. Allo stesso modo, non riescono a stare da sole, ma hanno costantemente bisogno di stare vicine l’una all’altra, consapevoli come sono dell’importanza di fare gruppo. Interessante notare i numerosi parallelismi tra la vita delle formiche e quella degli uomini. Peccato soltanto che questi ultimi, a volte, non siano sempre così solidali tra loro. Grande studioso delle formiche e delle loro abitudini era il poeta e drammaturgo Aldo Braibanti. A lui Gianni Amelio ha dedicato il lungometraggio Il signore delle formiche, presentato in anteprima, in corsa per il Leone d’Oro, alla 79a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

Un amore contrastato

Il signore delle formiche, Leonardo Maltese in un'immagine del film
Il signore delle formiche, Leonardo Maltese in un’immagine del film di Gianni Amelio

Il signore delle formiche, dunque, prende spunto da fatti realmente accaduti negli anni Sessanta. Per la precisione, verso la fine del decennio ha avuto luogo a Roma un lungo processo contro Braibanti (impersonato da Luigi Lo Cascio), accusato di plagio ai danni di Ettore (Leonardo Maltese, qui al suo debutto sul grande schermo), un suo studente da poco maggiorenne, con il quale aveva intrapreso una tenera relazione amorosa. Appena prima del processo, tra l’altro, il ragazzo è stato internato, per volere della sua famiglia, in un ospedale psichiatrico, dove, sottoposto a elettroshock, secondo medici e famigliari avrebbe dovuto essere curato dalle sue “deviazioni”. Potranno mai i due ritrovare la tanto agognata serenità e continuare a vivere insieme?

Umanità ed emotività

Il signore delle formiche, Elio Germano in una sequenza del film
Il signore delle formiche, Elio Germano in una sequenza del film di Gianni Amelio

Quest’ultimo lungometraggio di Gianni Amelio mette in scena uno dei processi che maggiormente hanno fatto scalpore in Italia, appena pochi anni prima che il reato di plagio venisse abolito. Pur dedicando, tuttavia, molta attenzione all’iter penale in sé, Il signore delle formiche – come spesso accade nelle opere del regista – si concentra principalmente sulla componente umana, facendo di intensi primi piani sui volti dei protagonisti e sottili giochi di sguardi (particolarmente degna di nota la scena in cui i due si incontrano furtivamente in un parco, mentre Ettore è intento a dipingere alcune scenografie teatrali) i suoi veri cavalli di battaglia. Aldo non vuole difendersi dalle accuse, perché, di fatto, non ha fatto nulla di sbagliato per cui difendersi. Ettore, invece, non ha modo di dire la sua, se non nell’aula del tribunale, dove, tuttavia, è fortemente provato in seguito ai trattamenti ricevuti in ospedale. A combattere al loro fianco: il giovane giornalista Marcello (Elio Germano), deciso a far aprire gli occhi alla gente per quanto riguarda l’ingiustizia delle accuse contro lo scrittore.

Cambiare il Paese

Il signore delle formiche, Sara Serraiocco in una scena del film
Il signore delle formiche, Sara Serraiocco in una scena del film di Gianni Amelio

L’Italia degli anni Sessanta inizia a mobilitarsi per i diritti dei cittadini. Una forte, fortissima componente politica gioca ne Il signore delle formiche un ruolo centrale. Numerosi cortei e manifestazioni (dove, a un certo punto, possiamo anche vedere il volto di Emma Bonino) fanno da cornice al dramma dei due protagonisti. In questo suo importante lungometraggio, Gianni Amelio ci ha regalato il ritratto di un’epoca cruciale per il nostro paese, che, attraverso la storia di due singoli individui, si fa anche tristemente attuale. Un ruvido realismo, ma anche un certo lirismo ci fanno entrare in punta di piedi nel mondo di Aldo ed Ettore, esortandoci, allo stesso tempo, a non restare semplicemente a guardare.

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Il mondo in cui viviamo

Il signore delle formiche, Sara Serraiocco ed Elio Germano in una scena del film
Il signore delle formiche, Sara Serraiocco ed Elio Germano in una scena del film di Gianni Amelio

Amore e solitudine. Politica e società. Famiglia e religione. Già, perché, di fatto, anche questi due ultimi fattori vengono costantemente messi sotto accusa da Gianni Amelio, quali realtà incapaci di comprendere i bisogni e i sentimenti dell’essere umano stesso, nel loro costante bisogno di adeguarsi a ogni qualsivoglia convenzione prestabilita. Il signore delle formiche è un’opera dolente e dolorosa, la storia di un grande amore, ma anche di crudeli ingiustizie. L’immagine di un paese che ha ancora molta e molta strada da fare. E chissà se si riuscirà mai a imparare dagli errori del passato.

Il signore delle formiche, la locandina del film

Scheda

Titolo originale: Il signore delle formiche
Regia: Gianni Amelio
Paese/anno: Italia / 2022
Durata: 130’
Genere: Drammatico
Cast: Alberto Cracco, Elio Germano, Gina Rovere, Luigi Lo Cascio, Sara Serraiocco, Luca Lazzareschi, Anna Caterina Antonacci, Cristina Castellani, Davide Vecchi, Giovanni Visentin, Leonardo Maltese, Maria Caleffi, Rita Bosello, Roberto Infurna, Valerio Binasco
Sceneggiatura: Gianni Amelio, Edoardo Petti
Fotografia: Luan Amelio
Montaggio: Simona Paggi
Musiche: Nicola Piovani
Produttore: Beppe Caschetto, Malcom Pagani, Simone Gattoni, Moreno Zani
Casa di Produzione: Tenderstories, IBC Movie, Kavac Film, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 08/09/2022

Trailer

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Marina Pavido
Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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