NEZOUH – IL BUCO NEL CIELO

NEZOUH – IL BUCO NEL CIELO

Prima opera della regista siriana Soudade Kaadan ad arrivare da noi in sala, Nezouh - Il buco nel cielo è un racconto adolescenziale dai toni favolistici che non fa dell’efficacia narrativa la sua forza migliore. Il film ha confermato comunque il buon legame che la regista ha con la Mostra del Cinema di Venezia, nella cui ultima edizione ha vinto il Premio degli Spettatori nella Sezione Orizzonti Extra.

Figli di Damasco

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Nezouh, ossia “spostamento di acqua, persone o cose”: non è quello che vuole Motaz (Samir al Masri) per sé, la moglie Hala (Kinda Alloush) e la figlia adolescente Zeina (Hala Zein). In una città spettrale, in cui tra i pochi lussi che ci si può concedere c’è quello di poter riassaporare del makdous, l’unico motivo per allontanarsi da casa è rappresentato dalla ricerca di provviste da amministrare con parsimonia. Nemmeno quando le bombe danneggiano l’abitazione della famiglia e la prospettiva della morte si fa più evidente, Motaz sarà disponibile a prendere in considerazione la possibilità di fuggire. Ma fino a quando Zeina e Hala saranno disposte ad accettare le disposizioni imposte dal pater familias?

Guardare oltre

Nezouh - Il buco nel cielo, Kinda Alloush e Hala Zein in una sequenza
Nezouh – Il buco nel cielo, Kinda Alloush e Hala Zein in una sequenza del film

In Nezouh – Il buco nel cielo c’è chi vuole coprire i buchi con le lenzuola come estremo tentativo di tenere unito un mondo in via di sgretolamento e chi invece, guardando attraverso essi, si apre a nuove conoscenze e soprattutto nuove prospettive e consapevolezze. Le bombe sono quindi uno squarcio in quel velo di Maya che ha caratterizzato la precaria esistenza di Zeina, la cui fantasia, fino a quel momento relegata ai disegni realizzati sul muro di casa, può venire finalmente fuori in tutto il suo potenziale. Ecco allora che la giovane può fare amicizia con il coetaneo vicino di casa Amer (Nizar Alani), con cui ha modo di riflettere sul proprio futuro; e, una volta scostato il lenzuolo per osservare il cielo, quest’ultimo può diventare il tanto desiderato mare. È il potere delle immagini, del cinema. Questo sembra voler rimarcare in questo suo secondo lungometraggio la regista Soudade Kaadan, autrice anche della sceneggiatura.

Patriarcati in bilico

Nezouh - Il buco nel cielo, Hala Zein e Kinda Alloush durante una scena
Nezouh – Il buco nel cielo, Hala Zein e Kinda Alloush durante una scena del film

In effetti a essere danneggiata dai bombardamenti, che sono quindi il motore di tutta la vicenda narrata, non è solo la casa, ma anche la (dis)armonia familiare. Da questo punto di vista, la divisione dei personaggi è piuttosto netta, forse anche troppo: da un lato le due donne, o meglio una donna e un’adolescente che può ancora evitare di fare certe scelte, rappresentanti della voce della ragione (e quindi della ribellione) e dall’altro un uomo che si fa rigoroso portavoce delle tradizioni. Ma è proprio quest’ultimo a essere la figura più interessante: rifiuta totalmente l’idea di fuggire e divenire così un rifugiato, rivendicando con orgoglio di essere un figlio di Damasco; fino all’ultimo dimostra di essere testardamente ancorato ai valori tradizionali e religiosi; ma alla base di tutto c’è un amore per la propria famiglia e un desiderio di proteggerla che assumono connotati ambivalenti. Da questo punto di vista si può tranquillamente dire che con Nezouh – Il buco nel cielo ci troviamo davanti a un film sui sentimenti: l’amore tra un padre e una figlia, tra un marito e una moglie e tra due adolescenti.

Donne in fuga

Nezouh - Il buco nel cielo, Hala Zein con Kinda Alloush in una sequenza
Nezouh – Il buco nel cielo, Hala Zein con Kinda Alloush in una sequenza del film

Più che sulla guerra, presente principalmente tramite silenzi e immagini di palazzi diroccati e strade deserte, Nezouh – Il buco nel cielo è uno sguardo su ciò che si cela dietro determinate scelte e su come si cerchi di compierle fino in fondo, il che è sicuramente motivo d’interesse. Nel momento in cui queste vengono attuate, comincia la seconda parte del film in cui lo sguardo della regista tende a seguire frontalmente i suoi personaggi, mostrando cosa si lasciano alle spalle ma non quello che hanno davanti. Sembra dunque che, per raccontare la realtà quotidiana durante la crisi siriana, ci siano due vie totalmente agli antipodi tra loro: quella veemente e cruda, ai limiti del sopportabile, come nel caso del bellissimo Autoritratto siriano – Eau argentée (2014, Wiam Bedirxan, Ossama Mohammed) oppure quella della leggerezza. La scelta di Soudade Kadaan ricade infatti sulla strada più lieve, rivelandosi però un’arma a doppio taglio; perché le dinamiche e le contraddizioni dei personaggi vengono risolte in maniera molto ingenua facendo perdere forza al racconto, ulteriormente infiacchito dagli inserti favolistici e simbolici disseminati qua e là. Ma del resto, come spesso si dice, la strada più facile non è sempre la migliore da percorrere.

Nezouh - Il buco nel cielo, la locandina italiana
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Scheda

Titolo originale: Nezouh
Regia: Soudade Kaadan
Paese/anno: Siria, Francia, Regno Unito / 2022
Durata: 100’
Genere: Drammatico, Guerra
Cast: Samer al Masri, Nizar Alani, Kinda Alloush, Darina Aljoundi, Hala Zein
Sceneggiatura: Soudade Kaadan
Fotografia: Hélène Louvart
Montaggio: Soudade Kaadan, Nelly Quettier
Musiche: Rob Lane, Rob Manning
Produttore: Amira Kaadan, Emre Oskay, Marc Bordure, Yang Liu, Soudade Kaadan, Suen Yu-Fai
Casa di Produzione: Berkeley Media Group, AGAT Films & Cie, KAF Production, Stars Collective Films Entertainment Group
Distribuzione: Officine UBU

Data di uscita: 12/01/2023

Trailer

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Jacopo Russo
Laureato in archeologia ma sempre con pericolose deviazioni cinematografiche, tali da farmi frequentare dei corsi di regia e sceneggiatura presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Ho partecipato per alcuni anni allo staff organizzativo dell’Irish Film Festival presso la Casa del Cinema. Da qua, il passo per dedicarmi a dei cortometraggi, alcuni dei quali per il concorso “Mamma Roma e i suoi quartieri”, è stato breve, condito anche dalla curatela di un incontro intitolato “La donna nel cinema giapponese”, focalizzato sul cinema di Mizoguchi, presso il cineclub Alphaville. Pur amando ovviamente il cinema nelle sue diverse sfaccettature, sono un appassionato di pellicole orientali, in particolare coreane, che credo occuperanno un posto rilevante nei futuri manuali di storia del cinema.

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