GOOD MORNING TEL AVIV

GOOD MORNING TEL AVIV

Prodotto da Cinecittà Luce, il documentario Good Morning Tel Aviv di Giovanna Gagliardo fotografa la città che non dorme mai. Ma manca il racconto delle contraddizioni.

La "città che non dorme mai" in un ritratto solo parziale

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112 anni di un unicum fatto di modernismo, innovazione, boom demografico ma dal futuro ignoto. È Tel Aviv il cuore economico di Israele. A questa città dedica un documentario la regista Giovanna Gagliardo. Prodotto da Cinecittà Luce, Good Morning Tel Aviv in 91 minuti cerca di tracciare le linee essenziali di una città che è in continuo definire, e lo fa mescolando una lunga serie di interviste a personaggi chiave della città, ma anche ricorrendo a immagini d’archivio comprese quelle della storica fondazione, sulle dune affacciate sul Mediterraneo, dei primi pionieri. Il racconto è quasi didascalico, in una sorta di guida turistica della città scandita dalle interviste.

La patria LGTB

Good Morning Tel Aviv, un momento del documentario
Good Morning Tel Aviv, un momento del documentario di Giovanna Gagliardo

La “città che non dorme mai”, come è nota Tel Aviv al mondo per la sua frizzante movida, è anche quella delle settemila start up, ma anche quella dove l’architettura bauhaus ha ottenuto il riconoscimento di patria dell’umanità. Altro elemento essenziale è l’essere patria del vivere LGTB, tanto che il Gay Pride può assumere il significato di una festa nazionale, come commentato nel documentario. La regista di Good Morning Tel Aviv ne ritrae un volto di città impegnata, laica prima di tutto, e indugia molto poco sulle sue contraddizioni. Solo velata, grazie ad alcune testimonianze, la persistenza di un razzismo-diffidenza nei confronti della componente palestinese che pure convive in città in un crogiolo di etnie e di lingue.

Per il sindaco: problemi gravi i trasporti pubblici e il carovita

Good Morning Tel Aviv, un'inquadratura del documentario
Good Morning Tel Aviv, un’inquadratura del documentario di Giovanna Gagliardo

Se la sua forza è data dall’alta natalità, a delinearne i difetti è sorprendentemente lo stesso sindaco, quasi un re di Tel Aviv, visto che ne è al governo da cinque lustri ininterrotti.

I problemi più drammatici della città”, dice il primo cittadino Ron Hulday, erede di esperienze personali in un kibbutz, “sono i trasporti pubblici che non funzionano e il carovita”. Ma dei poveri di Tel Aviv, che pure vengono evocati come fantasmi lontani nel corso degli interventi, nel documentario non c’è traccia. Il lavoro cinematografico di Good Morning Tel Aviv, che pure delinea un identikit molto puntuale del luogo, resta pertanto monco proprio per non aver trattato l’altra parte di Tel Aviv, i rapporti con i palestinesi al di là del “muro” che persiste, e i poveri spinti ai margini della città da un caro prezzi in continuo incremento dei prezzi delle case e degli affitti.

Una visione solo parziale

Good Morning Tel Aviv, un'immagine del documentario
Good Morning Tel Aviv, un’immagine del documentario di Giovanna Gagliardo

Anche il pretesto narrativo resta molto scarno e il lavoro si configura come un collage di interviste, peraltro preparate in ogni minimo dettaglio, alla Tel Aviv che conta. Se ne dà quindi solo una visione parziale anche se sufficientemente dettagliata. E la conferma arriva anche dall’ultima scena, “televiviani” benestanti seduti in terrazza in una cena che dibattono sul futuro di Tel Aviv, e con essa di tutta Israele. “Goditela finché dura”, accenna eloquentemente un commensale. Nella crescita esponenziale nella città, nell’incertezza del futuro il lavoro della Gagliardo potrebbe, da documentario, divenire un documento non esaustivo di ciò che è oggi la città “bene” di Tel Aviv, nel senso che può essere vista come una fotografia istantanea del momento.

Presentato in una serata evento al cinema Farnese Arthouse di Roma il 16 gennaio alla presenza della regista, Good Morning Tel Aviv il 25 gennaio verrà proiettato anche alla Cinematheque di Tel Aviv, in un evento promosso nell’ambito dei Progetti Speciali della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, col supporto organizzativo di Cinecittà.

Good Morning Tel Aviv, la locandina del documentario
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Scheda

Titolo originale: Good Morning Tel Aviv
Regia: Giovanna Gagliardo
Paese/anno: Italia / 2022
Durata: 91’
Genere: Documentario
Cast: Tania Gilboa, Nitzan Mintz, Ron Hulday, Dede "Bandaid", Ofri ILany, Ohad Naharin, Sagi Dagan, Ofer Sachs, Yoav Barlev, Sharon Golan Yaron
Sceneggiatura: Giovanna Gagliardo
Fotografia: Roberta Allegrini
Montaggio: Emanuele Cedrangolo
Musiche: Nir Maimon, Dudu Tassa
Casa di Produzione: Cinecittà Luce
Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà

Data di uscita: 16/01/2023

Trailer

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Graziarosa Villani
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche. Ha collaborato con Ansa e Il Tempo, passando poi alla collaborazione fissa con Il Messaggero. Ha scritto per L’Espresso, D La Repubblica delle Donne, Avvenimenti. Per le edizioni Media&Books ha pubblicato, con il luogotenente Francesco Leonardis, il libro Laureato in onestà (2017). Ha diretto il mensile ambientalista La Voce del Lago. Gestisce il sito www.ecolagodibracciano.it e dirige il mensile Gente di Bracciano. È presidente dal 1992 dell’Associazione Culturale Sabate - Museo Storico della Civiltà Contadina e della Cultura Popolare “Augusto Montori” a Anguillara e, dal 2017, del Comitato Difesa Bacino Lacuale Bracciano-Martignano.

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