THE PLANE

THE PLANE

Caricato per gran parte sulle spalle di Gerard Butler e Mike Colter, The Plane è un furioso b-movie d’azione portato in serie a, che offre un discreto spettacolo ma risulta fin troppo prevedibile. Da uno specialista come Jean-François Richet ci si aspettava qualcosa di più.

Lost in Action

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Sulla scia della saga di Attacco al potere (giunta nel 2019 al suo terzo capitolo) Gerard Butler sembra essersi più o meno comodamente seduto nel suo ruolo di action hero, variamente declinato. Un ruolo che in fondo non era venuto meno neanche nel fantascientifico – e apprezzabile – Greenland, che aggiungeva al normale canovaccio di un film catastrofico sci-fi un marcato sottotesto familiare. Lo stesso sottotesto resta presente, seppur decisamente più in secondo piano, in questo The Plane, action movie co-prodotto dalla G-Base dello stesso attore, che vede in regia il francese Jean-François Richet, qui in trasferta statunitense.

Butler interpreta qui il pilota di voli di linea Brodie Torrance, una moglie scomparsa e una figlia lontana con cui sta cercando di recuperare un rapporto, che si appresta a mettersi al comando di quello che sembra un normale volo diretto da Singapore agli Stati Uniti; tuttavia, una pesante perturbazione e un fulmine caduto sull’aereo provocano l’atterraggio d’emergenza su un’isola remota, nel bel mezzo delle Filippine. Per l’equipaggio e i passeggeri, impossibilitati a ripartire o a chiedere soccorso, inizia un incubo quando una milizia separatista locale prende in ostaggio tutti i presenti; per salvare la vita degli ostaggi, Brodie dovrà chiedere l’aiuto di Louis Gaspare (Mike Colter), un ex militare condannato per omicidio che era stato imbarcato in extremis sul volo.

Coppia di mattatori per caso

The Plane, Mike Colter e Gerard Butler in una sequenza
The Plane, Mike Colter e Gerard Butler in una sequenza del film

Dopo Blood Father (2016) questo The Plane segna il terzo film in lingua inglese per Jean-François Richet, specialista francese di film d’azione che si mise in luce negli anni 2000 coi due episodi di Nemico pubblico N. 1 (interpretati da Vincent Cassel), e ancor prima col remake del 2005 di Distretto 13 – Le brigate della morte, intitolato Assault on Precinct 13. Viene in mente, in effetti, proprio il Napoleone Wilson del film di John Carpenter, vedendo la figura del prigioniero interpretato da Mike Colter, che intuiamo subito essere destinato a un ruolo centrale nell’intreccio; un richiamo che in qualche modo rappresenta un topos dell’action movie (il criminale-eroe, forse imprigionato ingiustamente, che si redime) e che tuttavia esaurisce in se le similitudini del nuovo film di Richet con l’immaginario di cui faceva parte il classico di Carpenter. The Plane, più che al cinema d’azione americano di marca seventies, sembra guardare all’immaginario rambistico consolidatosi nel decennio successivo, con una spruzzata di disaster movie – nella prima parte in cui viene messo in scena il crollo dell’aereo – e di survival movie, richiamato da par suo dall’ambientazione. Un amalgama che si traduce in un film di genere dalle premesse semplici e dallo svolgimento ancor più basico, tradotto in una storia di eroismo per caso la cui credibilità si scontra un po’ con la prestanza da mattatore di Butler, evidentemente memore dei suoi ruoli più recenti. Una strana coppia, quella col galeotto interpretato da Colter, che comunque per tutta la prima parte del film funziona sufficientemente bene, retta dal discreto affiatamento dei due attori.

Psicologie basiche

The Plane, una sequenza
The Plane, una sequenza del film

Non ha molto senso, forse, stare a “fare le pulci” alla sceneggiatura di un film come The Plane, che procede fin dal suo avvio per forzature e pretesti, tutti funzionali a mettere in scena una macchina da spettacolo collaudata ma (abbastanza) efficace nella sua resa sullo schermo. Il modo in cui i due protagonisti si ritrovano a combattere l’uno a fianco dell’altro è decisamente improbabile, così come pretestuoso risulta, in definitiva, il subplot familiare che coinvolge la figlia del personaggio di Butler (la cui figura resta completamente accessoria). La sceneggiatura abbozza soltanto le psicologie, reputandole evidentemente secondarie rispetto alla dinamica dell’intreccio; una scelta in se legittima, ma allora ci si chiede a che scopo soffermarsi in più di una sequenza su singoli passeggeri del volo (per esempio lo sgradevole yuppie col volto di Joey Slotnick) se poi non gli si conferisce un ruolo di qualche peso nei successivi sviluppi della trama. Restano, parallelamente, poco definite le figure dei villain, miliziani monodimensionali con al centro un leader di scarsissimo carisma, che riconosciamo in questo ruolo solo in quanto ci viene esplicitamente detto nel corso del film. L’immaginario survival che origina dal volo precipitato – che ovviamente rimanda al cult televisivo Lost – lascia rapidamente il passo a un rapido e furioso action movie, che avrà ovviamente al centro le figure dei due protagonisti, complementari e per questo tanto più efficaci.

No surprises

The Plane, Gerard Butler e Mike Colter in una scena
The Plane, Gerard Butler e Mike Colter in una scena del film

Più che nell’essenzialità dello script, e nell’ovvia improbabilità dei suoi sviluppi, il problema di The Plane sta in una sostanziale assenza di sorprese: e, si badi bene, per “sorprese” non si intende un esito della vicenda diverso da quello che ci si potrebbe aspettare, ma un intreccio meno risaputo nella sua costruzione, magari con qualche twist narrativo in più. La sceneggiatura scritta da Charles Cumming e P.J. Davis (originata da un romanzo del primo) corre invece in modo lineare dalla premessa alla risoluzione della storia, attraversando tutte le tappe che ci si aspetta senza nessuna deviazione. La stessa figura del detenuto Gaspare, di cui ci viene solo accennato il background (anche qui: perché?) resta utilizzata poco e male. Resta comunque il fatto che The Plane, per la sua particolare concezione, appare più vicino a un film d’azione che negli anni ‘90 sarebbe stato destinato al mercato del direct-to-video; un prodotto di genere che si può definire b-movie, realizzato però con professionalità e un budget più consistente, da un regista che ha tecnica e feeling con le scene d’azione. Uno spettacolo dalla buona fisicità, furioso quanto risaputo, che a tratti richiama l’applauso del pubblico per i numeri action che mette in scena, ma resta troppo esile nella concezione. Tra qualche anno, comunque (chissà?) potrà forse diventare un guilty pleasure.

The Plane, la locandina italiana
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Scheda

Titolo originale: Plane
Regia: Jean-François Richet
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti / 2023
Durata: 107’
Genere: Azione, Thriller
Cast: Quinn McPherson, Evan Dane Taylor, Kelly Gale, Mike Colter, Lilly Krug, Rose Eshay, Kate Rachesky, Yoson An, Gerard Butler, Joey Slotnick, Paul Ben-Victor, Tara Westwood, Tony Goldwyn, Remi Adeleke, Daniella Pineda
Sceneggiatura: Charles Cumming
Fotografia: Brendan Galvin
Montaggio: David Rosenbloom
Musiche: Marco Beltrami, Marcus Trumpp
Produttore: Alan Siegel, Daniel Kaslow, Jason Constantine, Eda Kowan, Luillo Ruiz, Marc Butan, Danielle Robinson, Lorenzo di Bonaventura, Mimi Rode, Mark Vahradian
Casa di Produzione: MadRiver Pictures, G-BASE, Olive Hill Media, Di Bonaventura Pictures, Riverstone Pictures, Pimienta
Distribuzione: Lucky Red, Universal Pictures

Data di uscita: 25/01/2023

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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