MIDWAY

MIDWAY
di Roland Emmerich


Midway di Roland Emmerich è un film storico esteticamente accattivante, che pone in secondo piano la ricostruzione individuale dei protagonisti: espressivamente potente e accurato, sceglie di privilegiare un punto di vista oggettivo, ma non porta fino in fondo l’ambizioso progetto di dare una visione dialettica e super partes dello scontro tra la Marina degli Stati Uniti e quella del Giappone Imperiale nel secondo conflitto mondiale.

Una battaglia storica con sfumature fantasy

Roland Emmerich, regista tedesco celebre per Independence Day (1996) ha firmato nel corso degli anni diversi successi partendo dal fantastico Stargate (1994) fino al catastrofico The Day After Tomorrow (2004), passando per il remake di Godzilla (1998) e per il film storico The Patriot (2000): il filo conduttore del suo cinema sembra essere la spettacolarità delle riprese e della regia, che rivela, anche in questo Midway, un’abilità tecnica e artistica eccezionale, insieme al desiderio di portare sul grande schermo storie sensazionali, attingendo materiale grezzo sia dai generi del fantasy e del fantascientifico, che da quello autenticamente storico, spesso contrapposti in modo categorico, ma convergenti nella sua figura e nella sua produzione.

Guardando Midway – film storico che esprime con grande fedeltà e accuratezza gli avvenimenti dall’attacco di Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 fino alla battaglia delle isole Midway dal 4 al 6 Giugno 1942 – è stata proprio questa constatazione a dare una chiave di lettura: cinematograficamente sembra di assistere a un ibrido tra le battaglie di Independence Day o Star Wars (per citare altre produzioni di fantascienza) e i kolossal storici degli anni ’50.

Dal punto di vista estetico ed espressivo questo lavoro è impeccabile, e raggiunge un alto grado di accuratezza anche nella scelta delle scenografie e dei costumi; ciò che risulta carente, invece, è la caratterizzazione dei personaggi, spesso stilizzati o idealizzati, complice anche l’elevato numero di protagonisti coinvolti nelle vicende narrate.

Se, da un lato, è evidente che il personaggio principale sia il temerario pilota Dick Best (Ed Skrein) – poco conosciuto a causa dell’infortunio durante la battaglia di Midway che lo costrinse a smettere di volare – dall’altro i protagonisti e gli scenari del film sono molteplici: oltre al fronte dell’intelligence americana guidata dal brillante tenente Edwin Layton (Patrick Wilson), abbiamo gli ufficiali e i tenenti appartenenti alla Marina della portaerei di Best – la USS Enterprise – tra cui spicca WadeMcClusky (Luke Evans), insieme al capo bombardiere Jimmy Doolittle (Aaron Eckhart) – che attaccò il Giappone per poi ritrovarsi in Cina – e soprattutto ai personaggi storici della Marina imperiale giapponese, con il diplomatico ammiraglio Isoroku Yamamoto (EtsushiToyokawa), a cui viene dedicato un altro piano narrativo.

Diversi scenari e personaggi che si intrecciano, rivelando la bravura di Emmerich, ma anche la difficoltà nel tenere insieme la trama delle complesse operazioni militari e dei numerosi protagonisti implicati negli avvenimenti. In questo senso, Midway è un film che va controtendenza: di fronte a produzioni di successo che scandagliano i più piccoli particolari della psiche dei propri protagonisti, questo lavoro si colloca agli antipodi; i protagonisti effettivi sembrano essere i fatti storici, gli intrecci, le relazioni e le conseguenze di una realtà complessa e plurale. Questi i pregi e i difetti di un film che, nonostante la spettacolarità e le numerose scene d’azione, spinge a riflettere su temi controversi e attuali.

Dal punto di vista interpretativo, due i fattori emergenti: l’esistenza di diverse posizioni teoriche e strategiche all’interno dei diversi schieramenti – con un Layton e uno Yamamoto inizialmente allineati sulla stessa ipotesi diplomatica – e insieme l’idea che in qualsiasi momento gli eventi avrebbero potuto prendere una direzione diversa a seconda dell’abilità messa in gioco nel prevedere le intenzioni e le mosse dell’avversario, oltre alla bravura e alle capacità dei piloti.

Non è difatti casuale la scelta di Emmerich di porre l’attenzione in Midway sull’evento chiave della Seconda Guerra Mondiale sul fronte del Pacifico. In prima battuta perché siamo abituati a considerare la storia come qualcosa di necessario e inevitabile, dimenticando spesso che la sua direzione è mutevole e cangiante; in seconda battuta, perché in questo momento storico ci affacciamo su una crisi di livello globale nella quale nascono nuove rivendicazioni tra gli stati più potenti. Tematiche politiche e ideologiche continuano a intrecciarsi in maniera differente dal passato, spingendoci a riflettere su cosa sia una democrazia, su quale ruolo abbia l’utilizzo delle forze armate nel determinare gli equilibri diplomatici ed economici e ancora, sul permanere di diverse forme di dittatura politica che, ancora oggi, sono diffuse, seppur lontano dall’Europa.

Titolo originale: Midway
Regia: Roland Emmerich
Paese/anno: Cina, Stati Uniti / 2019
Durata: 138’
Genere: Azione, Guerra, Storico
Cast: Aaron Eckhart, Alexander Ludwig, Brandon Sklenar, Brennan Brown, Darren Criss, David Hewlett, Dennis Quaid, Ed Skrein, Eric Davis, Etsushi Toyokawa, Jake Manley, Jake Weber, Jun Kunimura, Keean Johnson, Kenny Leu, Luke Evans, Luke Kleintank, Mandy Moore, Mark Rolston, Nick Jonas, Nobuya Shimamoto, Patrick Wilson, Rachael Perrell Fosket, Tadanobu Asano, Woody Harrelson
Sceneggiatura: Wes Tooke
Fotografia: Robby Baumgartner
Montaggio: Adam Wolfe
Musiche: Harald Kloser, Thomas Wanker
Produttore: Harald Kloser, J.P. Pettinato, John A. Amicarella, Roland Emmerich, Thilo Kuther
Casa di Produzione: Centropolis Entertainment, Entertainment One, RuYi Media, Starlight Culture Entertainment Group, Street Entertainment
Distribuzione: Eagle Pictures

Data di uscita: 27/11/2019

Sara Gallaccio

Appassionata di filosofia con un’attenzione particolare rivolta alla storia delle religioni, all’antropologia e alla diverse forme d’arte, si è specializzata in pratiche filosofiche nel 2018, presso la SUCF di Roma. Come giornalista si occupa di cultura, cinema, politica e attualità.

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