MOONFALL

MOONFALL

Già accompagnato da feroci stroncature, Moonfall è un discreto disaster movie di marca fantascientifica, in fondo coerente con ciò che Roland Emmerich ha mostrato nei suoi trent’anni di carriera. Un film che, nei suoi schematismi di trama e nel suo sfarzo produttivo, offre esattamente ciò che ci si aspettava.

The In-side of the Moon

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Fa un effetto un po’ strano, vedere un film come Moonfall solo pochi mesi dopo aver assistito all’acidissima satira, venata di disaster movie, di Don’t Look Up. Strano perché, di fatto, il nuovo film di Roland Emmerich presuppone un po’ un “ritorno indietro” – anche e soprattutto nella percezione del tema che racconta – rispetto a quello di Adam McKay: dall’atto di ridere (amaro) di un possibile disastro, con una chiusa di raro cinismo, a una rinnovata celebrazione dell’eroismo a stelle e strisce che salva il pianeta. Forse è proprio questo suo stridere con ciò che abbiamo appena visto, e col diverso approccio al tema che il film di McKay ha stimolato nello spettatore – al di là di un impianto complottistico che, per il suo carattere eccessivo, non si può prendere sul serio – ad aver provocato le prime, feroci stroncature del nuovo film di Emmerich. Stroncature a nostro avviso un po’ ingenerose, almeno laddove si tenga conto del filone a cui il film appartiene, coi suoi fisiologici limiti e le sue regole. Un filone che ha già visto Emmerich furoreggiare (nel bene e nel male) negli ultimi 30 anni, con blockbuster come Independence Day (e relativo sequel), The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo e 2012; ora, dopo la parentesi storica di Midway, il regista tedesco torna a divertirsi con la (possibile) fine del mondo, stavolta proveniente dall’astro più familiare, la Luna.

Incubo lunare

Moonfall, John Bradley in una scena del film
Moonfall, John Bradley in una scena del film

Al centro del plot di Moonfall c’è il personaggio di Brian Harper (interpretato da Patrick Wilson), astronauta caduto in disgrazia dopo una drammatica missione vicino alla Luna, che ha visto la sua squadra attaccata da un misterioso sciame nero, concludendosi con la morte di un suo collega. L’investigazione interna della NASA ha ritenuto Brian responsabile dell’accaduto, rifiutandosi di credere alla sua storia.

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Dieci anni dopo, lo studioso complottista K.C. Houseman (John Bradley), convinto che la Luna sia in realtà una megastruttura costruita da una civiltà aliena, lancia il suo allarme perché, a quanto pare, il satellite sarebbe uscito dalla sua normale orbita, e sarebbe prossimo a schiantarsi sulla Terra. Alla stessa conclusione arriva, incredibilmente, l’attuale vicedirettrice della NASA Jocinda Fowler (Halle Berry), ex astronauta che fu compagna di Brian nella disastrosa spedizione del 2011. Le teorie di Houseman, reputate folli, iniziano a trovare riscontro nella scoperta di quella che pare un’intelligenza ostile messasi alla guardia del satellite, che ne ha provocato la deviazione e l’imminente, apparentemente inevitabile schianto contro la Terra.

Famiglie riunite

Moonfall, Michael Peña, Carolina Bartczak, Charlie Plummer in una scena del film
Moonfall, Michael Peña, Carolina Bartczak, Charlie Plummer in una scena del film

Come (quasi) tutti i film di Roland Emmerich, Moonfall gioca col disaster movie e la fantascienza – filoni prediletti dal regista – mettendoli insieme e proponendosi di rovesciare il senso di sicurezza trasmesso dall’immagine, così liricamente familiare, del disco lunare. Più che il lato oscuro della Luna, già cantato dai Pink Floyd, il film di Emmerich ne mette in evidenza un mai esplorato “lato interno”, fonte prima della minaccia che rischia di provocare la distruzione della vita così come la conosciamo. Il pericolo imminente va a innestarsi, in particolare, sulle vicende personali e familiari di tre personaggi: l’astronauta ingiustamente accusato col volto di Patrick Wilson, divorziato da sua moglie e con un figlio adolescente in odore di guai con la legge, la sua ex collega interpretata dalla Berry, a sua volta alle prese con un matrimonio finito e una figlia a cui non riesce a dedicare il giusto tempo, e il pittoresco nerd complottista a cui dà il volto John Bradley, con la madre anziana ricoverata in una casa di cura, affetto da una cronica mancanza di fiducia in se stesso. La delineazione delle vicende familiari dei tre, nel suo schematismo, rappresenta di fatto poco più di un pretesto, per il film di Emmerich, atto solo a mettere in moto la vicenda; nonché a costruire (in particolare nella seconda parte) un subplot di eroismo “terrestre” parallelo a quello spaziale sviluppatosi nel contempo.

Il mestiere del “disaster-maker”

Moonfall, una scena di distruzione nel film di Roland Emmerich
Moonfall, una scena di distruzione nel film di Roland Emmerich

Diretto col consueto, giocattoloso gusto per la distruzione – ormai marchio di fabbrica per il suo regista – Moonfall riesce a intrattenere grazie alla padronanza tecnica mostrata da Emmerich, oltre che a un plot che si appoggia, con mestiere, sui suoi schematismi e sulla natura stereotipata dei personaggi. Se è vero che le sottotrame familiari sono solo accennate e (in modo del tutto evidente nel caso del personaggio della Berry) piuttosto pretestuose, è anche vero che il carattere così basilare e marcato dei protagonisti, “tipi” già visti tante volte al cinema, riesce a stimolare un coinvolgimento facile e immediato, che in fondo è proprio ciò che il film si proponeva.

Ma ciò che conta è che comunque, al netto di una durata forse eccessiva, e di una prima parte che avrebbe probabilmente giovato di un piccolo sfrondamento, il film di Emmerich fa il suo mestiere con sufficiente vigore: tra tecnologiche catastrofi terrestri e improbabili misteri spaziali rivelati, con quell’afflato complottista che (lo ripetiamo) è talmente smaccato da non doversi prendere sul serio, il film infila anche qualche finezza scenografica nell’approdo del viaggio stellare dei protagonisti, con tanto di “spiegone” tanto pretestuoso quanto affascinante. Se non altro la sceneggiatura, nella sua (ovvia) improbabilità, evita qui i picchi di retorica che rendevano indigesto un film come Independence Day. In giro, in definitiva, c’è di molto peggio.

Moonfall, la locandina italiana del film di Roland Emmerich
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Scheda

Titolo originale: Moonfall
Regia: Roland Emmerich
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Cina / 2022
Durata: 130’
Genere: Catastrofico, Fantascienza, Azione
Cast: Charlie Plummer, Donald Sutherland, Frank Schorpion, Halle Berry, John Bradley, Michael Peña, Patrick Wilson, Stephen Bogaert, Ava Weiss, Carolina Bartczak, Chris Sandiford, Eme Ikwuakor, Hazel Nugent, Jonathan Maxwell Silver, Kathleen Fee, Maxim Roy, Ryan Bommarito, Sebastian Pigott, Zayn Maloney
Sceneggiatura: Roland Emmerich, Harald Kloser, Spenser Cohen
Fotografia: Robby Baumgartner
Montaggio: Adam Wolfe, Ryan Stevens Harris
Musiche: Harald Kloser, Thomas Wanker
Produttore: Daniel Auclair, Tobias Gutzwiller, Michael Ritter, Omar Soto, John A. Amicarella, Gina Maria Taylor, Roland Emmerich, Harald Kloser
Casa di Produzione: UK Moonfall, LionsGate, Centropolis Entertainment, Street Entertainment, Huayi Brothers Media, AGC Studios, H Brothers
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 17/03/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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