THE SQUARE

THE SQUARE
di Ruben Östlund


Nuovo lavoro di Ruben Östlund, vincitore della Palma d'Oro a Cannes, The Square è un ritratto al fulmicotone di certa borghesia progressista, in una vicenda che fa del cinismo disincantato la sua cifra stilistica principale.

Idealismo che non quadra

Christian, noto curatore di un museo di arte contemporanea, sta per inaugurare una nuova installazione, chiamata “The Square”. L’idea dell’opera è semplice e insieme rivoluzionaria: un quadrato posto davanti al museo, all’interno del quale dovrà vigere l’assoluto altruismo. Chiunque vi si trovi dentro, quindi, sarà obbligato a prestare aiuto a chiunque si trovasse in difficoltà. Un giorno, poco prima dell’inaugurazione, Christian subisce il furto del portafoglio e del cellulare per opera di sconosciuti: rintracciato l’apparecchio tramite GPS, l’uomo decide di lasciare una lettera minatoria rivolta singolarmente a tutti gli inquilini del condominio in cui il cellulare è stato localizzato. L’azione di Christian gli permette di recuperare ciò che gli era stato sottratto, ma finisce anche per provocare una serie di reazioni a catena dall’esito imprevedibile.

Dopo la positiva accoglienza riservata al suo Forza maggiore (Premio della Giuria nella sezione Un certain regard del Festival di Cannes 2014) Ruben Östlund fa il grande salto con questo The Square, approdando nel concorso della prestigiosa manifestazione transalpina, ottenendo subito la Palma d’Oro. Un premio che conferma l’attenzione internazionale per il cinema del regista svedese, nome interessante che si conferma capace di indagare a fondo, con uno sguardo che dal crudo realismo è capace di spaziare fino alla consapevole distorsione grottesca, le dinamiche della contemporaneità. Proprio all’insegna del grottesco e del parossismo si muove questo nuovo lavoro di Östlund, che fa mostra di un disincantato cinismo (tuttavia non privo di empatia) nell’indagare i rapporti umani e le logiche alla loro base.

L’intenzione dichiarata del regista è quella di fare una disamina di una società sempre più atomizzata e individualistica, che (specie in uno dei paesi che, in passato, sono stati maggiormente caratterizzati da solidarietà e welfare) ha finito per smarrire il sentimento comunitario e per dar spazio a un dilagante individualismo. Il regista si diverte anche a smontare pezzo per pezzo certo idealismo semplicistico, inconsapevolmente ipocrita, incarnato da un protagonista incapace di dare un seguito concreto ai proclami di solidarietà e condivisione espressi dal suo lavoro. Una disamina tutt’altro che conciliatoria di una borghesia ormai incapace (nella società svedese così come in tutta Europa) di assumere quel ruolo inclusivo e di spinta all’integrazione che in passato le era stato attribuito.

In questo senso, The Square fa prevalere i toni da commedia nera (contrariamente al precedente lavoro di Östlund) ragionando altresì sulla forza delle immagini, sui confini tra vita e arte, e sulla liceità di quest’ultima nel sostituirsi alla politica nella sua (positiva) funzione di provocazione. Senza fornire risposte, il film porta avanti i suoi temi e le sue diverse linee narrative, seguendo nel protagonista una trasformazione personale di cui, al netto delle risate suscitate dalle sue peripezie, non si può non cogliere il travaglio. E, nel gustoso divertissment collettivo che il film sembra voler esprimere, emerge un sempre più avvertibile (e voluto) fondo di inquietudine.

The Square, complice una sceneggiatura di buon equilibrio, attenta a non calcare troppo sui toni grotteschi, svolge bene il suo compito di ritratto al fulmicotone di certa borghesia svedese (e non solo), offrendo un quadro microsociologico di buona pregnanza. Lo sguardo del regista è divertito, spesso disincantato, ma in fondo benevolo verso un protagonista di cui non manca di sottolineare l’inconsapevolezza: la “recita” del suo quadrato magico crolla miseramente non appena lui stesso si vede costretto a replicarne la logica su una scala più ampia, sostituendo all’arte la dimensione della vita reale.

In questo senso, risulta più “vera”, e capace di scuotere, la performance inscenata verso la fine da un uomo-bestia fuori controllo, piuttosto che il generico richiamo all’altruismo della sua nuova installazione. Östlund si dimostra bravo ad allargare lo sguardo dalle vicende del protagonista a quelle del microcosmo che lo circonda, offrendo un ritratto d’ambiente tutt’altro che conciliatorio, un balletto grottesco in cui certe maschere sociali saranno, inevitabilmente, destinate a crollare.

Chi aveva apprezzato i toni, maggiormente improntati al dramma, del precedente lavoro di Östlund, potrebbe comunque rimanere perplesso di fronte a questo nuovo lavoro del regista svedese. La struttura “aperta” della narrazione, priva di uno sviluppo classico e di un vero finale, potrebbe altresì disorientare alcuni spettatori: quella di The Square resta un’operazione più “teorica” che narrativa, che organizza le sue singole (a volte fulminanti) intuizioni in un quadro d’insieme complesso, coerente tematicamente quanto a tratti, narrativamente, passabile di apparire poco compatto.

The Square poster locandina

Titolo originale: The Square
Regia: Ruben Östlund
Paese/anno: Danimarca, Francia, Germania, Stati Uniti, Svezia / 2017
Durata: 145’
Genere: Commedia, Drammatico, Grottesco
Cast: Anna-Stina Malmborg, Annica Liljeblad, Christopher Læssø, Claes Bang, Daniel Hallberg, Dominic West, Elijandro Edouard, Elisabeth Moss, Erik Sundfeldt, Gunnar Höglund, John Nordling, Jonas Dahlbom, Josephine Schneider, Lilianne Mardon, Lise Stephenson Engström, Maja Gödicke, Marina Schiptjenko, Martin Sööder, Nicki Dar, Nina Strand, Peggy Johansson, Robert Hjelm, Sofica Ciuraru, Sofie Hamilton, Terry Notary
Sceneggiatura: Ruben Östlund
Fotografia: Fredrik Wenzel
Montaggio: Jacob Secher Schulsinger, Ruben Östlund
Produttore: Alexander Bohr, Erik Hemmendorff, Isabell Wiegand, Katja Adomeit, Olivier Père, Philippe Bober, Sarah Nagel
Casa di Produzione: Arte France Cinéma, Coproduction Office, Det Danske Filminstitut, Essential Filmproduktion GmbH, Film i Väst, Imperative Entertainment, Minorordningen, Nordisk Film- & TV-Fond, Plattform Produktion, Sveriges Television (SVT), Swedish Film Institute, Yle to 1 Finland, ZDF/Arte
Distribuzione: Teodora Film

Data di uscita: 09/11/2017

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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