PER TUTTA LA VITA

PER TUTTA LA VITA
di Paolo Costella


Epigono di una commedia italica (qui declinata più come dramedy) un po’ ingessata, ma se non altro con uno spunto interessante, Per tutta la vita di Paolo Costella si giova di una buona struttura corale, ma resta privo di cattiveria e forse troppo fossilizzato su una realtà sociale da cui il cinema italiano non riesce a venir fuori.

Basta un sì… il secondo

Il tema della famiglia borghese, e in particolare quello del matrimonio, è stato già scandagliato in lungo e in largo dal cinema italiano degli ultimi vent’anni: e d’altronde, lo stesso regista Paolo Costella (suo il recente Matrimonio al sud), così come lo sceneggiatore di lusso Paolo Genovese (il celebre Perfetti sconosciuti, tra l’altro co-sceneggiato dallo stesso Costella) non fanno certo eccezione. Per tutta la vita, però, affronta la questione da un’ottica un po’ diversa, certo più originale: cosa succederebbe se un matrimonio celebrato tanti anni prima fosse dichiarato nullo? È quello che in sostanza succede alle quattro coppie protagoniste, Andrea e Paola (lui con la voglia mal repressa di un figlio, lei lanciatissima con la carriera e in procinto di accettare un lavoro a Copenhagen), Vito e Sara, ex coppia divorziata e con un figlio che si sta facendo la guerra, e infine le due coppie formate da Edo e Giada e da Marco e Viola: due coppie cementate dall’amicizia fraterna tra i due uomini, se non fosse che è in atto da anni una relazione segreta tra Edo e Viola. Il pretesto: un finto prete smascherato e l’annullamento di tutti i matrimoni da lui celebrati. Si tratterà di poco più di una formalità burocratica: presentarsi di nuovo all’altare e dire per la seconda volta il fatidico sì. Ma davvero tutti saranno disposti a farlo?

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Echi di un recente passato
Per tutta la vita (2021) recensione

La premessa di Per tutta la vita è intrigante, tale da inserire almeno un limitato elemento di novità in un panorama ormai ingessato come quello della commedia italiana ad ambientazione borghese. Lo spunto ha evidenti echi del precedente Immaturi, non a caso farina proprio del sacco di Genovese, con l’annullamento di un passaggio consolidato e la costrizione per i protagonisti a riattraversarlo; ma la struttura collettiva, i segreti di coppia venuti alla luce, le ipocrisie e le ripicche, rimandano un minimo anche al già citato Perfetti sconosciuti. Con la stessa forza e lo stesso acume? Non proprio, viene da rispondere. Innanzitutto, nel celebrato film del 2016 di Genovese c’era quel gioco di incastri tra una coppia e l’altra – unito a una struttura collettiva che non era meramente episodica – che qui per forza di cose è limitato solo alle ultime due coppie (quelle formate dai personaggi coi volti di Luca Bizzarri, Carolina Crescentini, Paolo Kessigoglu e Claudia Gerini); per il resto, le vicende restano totalmente slegate tra loro, e l’armonia del tutto un po’ ne soffre. Inoltre, qui manca un po’ di quella cattiveria franca – seppur poi rientrata nella conferma di certo moralismo borghese – che aveva informato di sé il film di Genovese: le criticità della coppia, più che sul conflitto, sembrano ricondotte ancora una volta alla semplice noia, e al fantasma onnipresente dell’invecchiamento. Realistico (solo in parte) ma certo solo un pezzo di verità.

Ma là fuori c’è anche altro
Per tutta la vita (2021) recensione

Certo, rispetto a tanti esempi di commedia italiana recenti, strapieni di stereotipi (e gli stessi Costella e Genovese, diciamolo pure, non sono in questo esenti da colpe), Per tutta la vita mostra almeno un certo equilibrio nella definizione dei personaggi, tutti irrisolti e in questo senso piuttosto credibili, unito a un tono sommesso che, pur lontano dai sempre (a sproposito) citati fasti della commedia all’italiana, avvicina se non altro il film a un tono da dignitoso dramedy anglosassone. Ci si chiede, tuttavia, quanto questa insistenza su un’unica realtà sociale, questa messa tra parentesi delle difficoltà (e dell’impoverimento che in molti casi la stessa classe borghese, nell’ultimo decennio, ha dovuto subire) e quest’espunzione completa del tema della sussistenza – se non ricondotta alla vecchia tematica del divorzio e degli alimenti – siano funzionali a un genere che dovrebbe ricercare, se non il realismo, almeno la credibilità. Insomma, i protagonisti, tutti, vivono nella consueta “bolla” a cui sembra averli condannati, da oltre un decennio, tutto il cinema italiano di cassetta: superattici, auto di lusso, carriere lavorative ben avviate. Là fuori c’è anche altro, viene da dire, e (ferma restando la necessità, per un qualsiasi narratore, di raccontare innanzitutto ciò che conosce), una sana integrazione sarebbe importante e salutare.

Per tutta la vita (2021) recensione

Restano, di Per tutta la vita, l’efficace struttura corale, pur priva di quelle contaminazioni reciproche cui accennavamo e che forse avrebbero giovato al risultato, la prova convincente sostanzialmente di tutto il cast (brave Gerini e Pandolfi, ma efficace anche la madre imperfetta di Ambra Angiolini e la fragile Giada di Carolina Crescentini); e poi, coi personaggi maschili interpretati da Bizzarri e Kessigoglu, la sceneggiatura aggiunge nell’equazione almeno un elemento – quello dell’amicizia, delle sue ricadute sulle relazioni e delle conseguenze da queste subite – che se non altro allarga di poco lo sguardo. Sguardo comunque caratterizzato da una messa in scena senza guizzi, da quella confezione in copia carbone che ormai sembra caratterizzare un po’ tutti i principali esempi nostrani del genere. Ci si può accontentare, ma forse è d’uopo anche iniziare a pretendere qualcosina in più.

Per tutta la vita (2021) poster locandina

Titolo originale: Per tutta la vita
Regia: Paolo Costella
Paese/anno: Italia / 2021
Durata: 101’
Genere: Commedia
Cast: Ambra Angiolini, Carolina Crescentini, Claudia Gerini, Claudia Pandolfi, Euridice Axen, Fabio Volo, Filippo Nigro, Gianluca Vannucci, Ignazio Oliva, Ivana Monti, Luca Bizzarri, Pamela Villoresi, Paolo Kessisoglu, Renato Scarpa
Sceneggiatura: Antonella Lattanzi, Paolo Costella, Paolo Genovese
Fotografia: Fabrizio Lucci
Montaggio: Patrizio Marone
Musiche: Lele Marchitelli
Produttore: Marco Belardi
Casa di Produzione: Lotus Production, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 11/11/2021

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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